Ma cosa pensa il Pd della statale 275?

Il deputato Pd Massimo Bray ha presentato una interrogazione al ministro Lupi nella quale chiede se non sia opportuno rivalutare il progetto complessivo dell’ampliamento della statale 275. A trent’anni dalla progettazione, lungo il tracciato della strada stanno spuntando discariche nelle quali sono stati interrati rifiuti industriali provenienti dalle attività di quello che un tempo era un pilastro dell’economia salentina, il Tac (tessile, abbigliamento, calzaturiero). In sostanza alcuni opifici avrebbero provveduto a smaltire in un arco di tempo lungo, tra gli anni ’80 e ’90, gli scarti di lavorazione (pellami, colle e agenti chimici) sotterrandoli illegalmente nelle campagne o mischiandoli tra i rifiuti solidi urbani che all’epoca finivano legalmente in discariche gestite dai comuni. Dichiarazioni di pentiti di mafia hanno gettato un’ulteriore sospetto sulla vicenda: a occuparsi degli interramenti potrebbe essere stata la Sacra Corona Unita.

Ce ne è abbastanza per aprire una riflessione profonda su un pezzo di storia del Salento e riconsiderare ulteriormente il ruolo dell’imprenditoria salentina del settore tessile, già protagonista negli ultimi anni della delocalizzazione selvaggia e della desertificazione industriale del Tacco d’Italia. E ce ne è abbastanza per chiedersi come mai quella strada sia stata progettata lungo quel tracciato. E ancora, appunto, se non valga la pena concentrarsi su una severa ricerca della verità sulla vicenda degli smaltimenti illeciti prima di consentire l’apertura dei cantieri della 275.

Massimo Bray

L’iniziativa di Bray ha trovato condivisione in particolare tra chi protesta per l’invasività di un’opera che non risponde più a questi tempi. Progettata proprio nel periodo d’oro del Tac salentino, oggi una quattro corsie fino al Capo di Leuca sarebbe poco più che inutile oltre che eccessivamente impattante con un paesaggio rivalutato come risorsa turistica. Le perplessità sulle carenze a livello di progettazione preliminare sono uno dei principali argomenti di chi si oppone alla 275. Una sola voce ha espresso dubbi sull’iniziativa di Bray. Ed è stata quella di un suo compagno di partito, Ernesto Abaterusso, ex deputato del Pds in due legislature e sostenitore – almeno ai tempi del suo impegno parlamentare –  della costruzione della strada statale 275 nella sua interezza (compreso il contestato tratto da Montesano a Leuca).

Il richiamo di Abaterusso a Bray è all’apparenza motivato da altro. In particolare dal fatto che il deputato salentino non avrebbe condiviso la sua iniziativa con la federazione provinciale del partito “che ha permesso la sua elezione”. Si tratta dunque di una sorta di richiamo alla disciplina di partito per la quale anche le iniziative degli eletti dovrebbero essere rigidamente condivise con i riferimenti politici territoriali e in qualche modo da questi avallati.

Non sfugge che pur non ricoprendo direttamente incarichi di direzione politica nel Pd salentino Ernesto Abaterusso, ora presidente di Italia Navigando s.p.a., sia un punto di riferimento per la segreteria provinciale alla cui guida è stato eletto Salvatore Piconese. E non sfugge a nessuno che questa differenza di vedute sulla statale 275 si gioca tra quelli che sono i due maggiori big dell’area dalemiana che il Salento esprime. Bray e Abaterusso, ciascuno a suo modo, sono molto vicini al “leader Massimo”.  E c’è chi pensa che l’intervento del primo su un tema così importante per il Sud Salento abbia infastidito il secondo.

Bray non ha replicato al richiamo di Abaterusso. Ma al di là del potenziale qui pro quo non è chiaro quale sia la posizione del Pd salentino in merito alla possibile revisione del progetto della 275 e all’intrecciarsi della vicenda della strada con quella del ritrovamento dei rifiuti industriali.

Piconese e Abaterusso (foto da Facebook Enrico Abaterusso)

Il segretario provinciale Salvatore Piconese, che nei giorni scorsi in una intervista a Quotidiano aveva parlato di un Bray che ha “riannodato il rapporto” con il partito salentino, non è ancora entrato nel merito della vicenda, nonostante i grandi investimenti infrastrutturali siano uno degli argomenti sui quali si esprime con maggiore chiarezza (vedi i suoi interventi sullo spostamento dell’approdo di Tap e sul Porto di Otranto).

Sul tema, evidentemente scottante, si è espresso con una ulteriore interrogazione un altro deputato salentino, Salvatore Capone ,che punta a coinvolgere con la sua iniziativa il ministro dell’Ambiente facendosi più esplicitamente portavoce delle associazioni ambientaliste salentine. A livello provinciale all’interno del partito si sono espressi per ora solo esponenti della “minoranza”: Paolo Paticchio, giovane amministratore di Castrignano dei Greci, in risposta ad Abaterusso ha sottolineato come “la Politica, il Pd, deve farsi carico di questo tema (della revisione del progetto della 275, ndr) senza arrovellarsi in strumentali divisioni”. Gli ha fatto eco Paolo Foresio, che da più tempo lavora per costruire l’area renziana nell’unica provincia dove ancora il segretario nazionale del Pd non controlla il partito:

Ritengo doveroso che il Partito Democratico se ne faccia quanto prima carico, convocando con urgenza un tavolo di discussione in seno alla Direzione provinciale che dia voce a tutte le anime del partito per poi avviare una campagna di ascolto sui territori direttamente interessati alla realizzazione della statale Maglie-Leuca.

A Piconese la prossima mossa. 

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