Gli album italiani del 2013: i migliori VS i più venduti

Ci lasciamo alle spalle un anno che per l’industria discografica italiana ha significato gioie e dolori. Da un lato il trionfo della musica italiana su quella anglo-americana, in controtendenza rispetto agli anni precedenti, e dall’altro la crisi del mercato discografico, che ha portato ad un ulteriore abbassamento delle soglie previste per l’assegnazione dei riconoscimenti ufficiali legati ai risultati di vendita. Da quest’anno infatti basteranno 25 mila copie vendute (contro le 30 mila di prima) per il disco d’oro, 50 mila copie (contro 60 mila) per il platino, 100 mila (contro 120 mila) per il doppio platino, 150 mila (contro 180 mila) per il triplo platino, 200 mila (contro 240 mila) per il quadruplo platino, 250 mila (contro 300 mila) per il quintuplo platino e 500 mila (contro 600 mila) per il diamante.

Ma cosa rimarrà nella memoria musicale del 2013? Per quanto riguarda la qualità della produzione pop è stato un anno sufficientemente ricco di sorprese e conferme, che nella maggior parte dei casi non hanno trovato un adeguato supporto da parte dei media e delle major per arrivare ad un pubblico vasto. A confermare la mancata corrispondenza tra qualità e popolarità la classifica ufficiale FIMI degli album più venduti in Italia nel corso dell’anno. Ciononostante i dischi portatori sani di qualità sono venuti alla luce e il plauso che necessitano è perciò maggiore.

A meritare una doverosa menzione nella mia personale classifica degli album migliori del 2013 i 25 che seguono, suddivisi in 5 categorie (album maschile, album femminile, album di band/duo, album di debutto, album antologico) e confrontabili con i 25 più venduti, considerendo le medesime categorie di riferimento.

Miglior Album maschile:

  1. SAMUELE BERSANI “NUVOLA NUMERO NOVE” (Fuori Classifica Edizioni Musicali)
  2. FABIO CINTI “MADAME UGO” (Mescal/Self)
  3. ROBERTO VECCHIONI “IO NON APPARTENGO PIÙ” (Universal)
  4. ALESSIO ARENA “BESTIARIO FAMILIARE” (diMusicaInMusica)
  5. RENZO RUBINO “POPPINS” (Warner)

Album maschile più venduto:

  1. LIGABUE “MONDOVISIONE” (Zoo Aperto/Warner)
  2. FEDEZ “SIG. BRAINWASH – L’ARTE DI ACCONTENTARE” (Sony)
  3. MARCO MENGONI “#PRONTO A CORRERE” (Sony)
  4. RENATO ZERO “AMO” (Indipendente Mente)
  5. EROS RAMAZZOTTI “NOI DUE” (Universal)

Miglior album femminile:

  1. ILARIA PORCEDDU “IN EQUILIBRIO” (D’Altro Canto)
  2. ELISA ROSSI “IL DUBBIO” (Elisa Rossi)
  3. NATHALIE “ANIMA DI VENTO” (Sony)
  4. MALIKA AYANE “RICREAZIONE” (Sugar)
  5. ELISA “LANIMA VOLA” (Sugar)

Album femminile più venduto:

  1. EMMA “SCHIENA” (Universal)
  2. ELISA “L’ANIMA VOLA” (Sugar)
  3. ALESSANDRA AMOROSO “AMORE PURO” (Sony)
  4. GIANNA NANNINI “INNO” (Sony)
  5. GIORGIA “SENZA PAURA” (Microphonica/Sony)

Miglior album di band/duo:

  1. BAUSTELLE “FANTASMA” (Warner)
  2. ILARIA GRAZIANO &  FRANCESCO FORNI “COME 2 ME” (Goodfellas)
  3. ANGELA BARALDI & MASSIMO ZAMBONI “UN’INFINITA COMPRESSIONE PRECEDE LO SCOPPIO” (Edel)
  4. MUSICA NUDA “BANDA LARGA” (Emi)
  5. VIRGINIANA MILLER “VENGA IL REGNO” (Warner)

Album di band/duo più venduto:

  1. MODà “GIOIA… NON è MAI ABBASTANZA!” (Ultrasuoni)
  2. NEGRAMARO “UNA STORIA SEMPLICE” (Sugar)
  3. MODà’ “VIVA I ROMANTICI” (Ultrasuoni)
  4. ELIO E LE STORIE TESE “L’ALBUM BIANGO” (Sony)
  5. BAUSTELLE “FANTASMA” (Warner)

Miglior album di debutto:

  1. DIODATO “E FORSE SONO PAZZO” (Goodfellas)
  2. ANTONELLA CHIONNA “ADIAFORA” (Dodicilune)
  3. CAROLINA BUBBICO “CONTROVENTO” (Workin’ Label)
  4. COLAPESCE “UN MERAVIGLIOSO DECLINO – Deluxe Edition” (42 Records)
  5. APPINO “IL TESTAMENTO” (Audioglobe)

Album di debutto più venduto:

  1. MORENO “STECCA” (Universal)
  2. CHIARA “UN POSTO NEL MONDO” (Sony)
  3. GRETA “SOLO RUMORE” (Carosello)
  4. JAKE LA FURIA “MUSICA COMMERCIALE” (Universal)
  5. GEMITAIZ “L’UNICO COMPROMESSO” (Tanta Roba)

Miglior album antologico:

  1. MAURO ERMANNO GIOVANARDI “MALEDETTO COLUI CHE È SOLO” (Audioglobe)
  2. PATRIZIA LAQUIDARA “CARA!” (Patrizia Laquidara)
  3. IVA ZANICCHI “IN CERCA DI TE” (Self)
  4. ANGELO BRANDUARDI “IL ROVO E LA ROSA” (Lungomare)
  5. FRANCO BATTIATO & ANTONY  “DEL SUO VELOCE VOLO” (Universal)

Album antologico più venduto:

  1. JOVANOTTI “BACKUP 1987-2012 IL BEST” (Universal)
  2. LAURA PAUSINI “20 THE GREATEST HITS” (Warner)
  3. MAX PEZZALI “MAX20” (Warner)
  4. MARIO BIONDI “MARIO CHRISTMAS” (Sony)
  5. ZUCCHERO “LA SESION CUBANA” (Universal)

I PIÙ VENDUTI. A resistere ai piani alti delle preferenze degli Italiani i soliti replicanti, spesso saldamente ancorati alla loro cifra stilistica. Il record assoluto di vendita annuale spetta a Ligabue: quadruplo platino per i 14 inediti di “Mondovisione” a poco più di un mese dalla pubblicazione. Seguono a ruota con dei best antologici divenuti oramai dei veri e propri bestseller musicali: Jovanotti, triplo platino per “Backup 1987-2012” (quintuplo platino se si sommano le copie vendute nel 2012 ), Laura Pausini, doppio platino per “20” (l’ennesimo greatest hits che impacchetta i suoi 20 anni di dorata e internazionale carriera: da “La solitudine” riarrangiata e suonata per l’occasione da Ennio Morricone a “Limpido” in duetto con Kylie Minogue), Max Pezzali, anche lui premiato dal pubblico con il doppio platino per “Max20” (la festa ai suoi 20 anni di carriera in cui Mauro Rapetti è il primo dei 15 colleghi maschili invitati a duettare), Zucchero, platino per “La Sesión Cubana” (compilation dal sound latino registrata all’Havana che già nel 2012 aveva vinto un doppio platino), Negramaro, platino (ma doppio platino se si considerano le vendite totali) per “Una storia semplice”, ossia i primi 10 anni di carriera della band salentina, e dulcis in fundo Mario Biondi, che per “Mario Christmas” vince il platino ricoprendo di bollente soul i soliti classici natalizi. Ed è proprio il crooner siciliano a ricondurci con “Sun” alla lista degli album di inediti di maggior successo. A conquistare un disco di platino anche: Renato Zero con il progetto “Amo” (diviso in due capitoli), Eros Ramazzotti con “Noi” (già triplo platino nel 2012),  Gianna Nannini con “Inno” (che gode dell’internazionalità dei musicisti dei Depeche Mode, della sinfonia della London Studio Orchestra, della chitarra di Davide Tagliapietra e della profondità autorale di Pacifico e Ferro), Elisa con “L’anima vola” (contenente, oltre alle penne vaganti di Giuliano Sangiorgi  e Tiziano Ferro,  una preziosa collaborazione con il maestro Morricone) e Giorgia con “Senza paura” (in cui compaiono perfino Ivano Fossati come autore e Alicia Keys come voce duettante).

Immancabile ormai da anni l’influenza dei talent show. Amici e X-Factor continuano infatti a regalare popolarità ai loro nuovi vincitori, mentre The Voice, nonostante l’asso nella manica scippato all’Albania (Elhada Dani), fallisce nell’operazione. A fruttare maggior successo commerciale è però lo show di Maria De Filippi. La sorpresa rap di Amici, Moreno, si aggiudica il doppio platino per “Stecca”, battendo così i nuovi volti di X-Factor: Chiara, la testimonial degli spot Tim e Telecom Italia fermatasi al disco d’oro con “Un posto nel mondo”, e Michele Bravi, ancora lontano da importanti riconoscimenti. Amici vince su X-Factor anche grazie al consolidamento della fama delle due star salentine: Emma (che batte tutte le colleghe donne e medita di volare a Copenaghen per rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2014) e Alessandra Amoroso (che ritorna dopo quasi due anni di assenza dal mercato discografico e dopo gli studi gospel a New York). Quest’ultima però – nonostante due new entry come Ferro o Antonacci per il suo “Amore puro” – dimezza gli ammiratori e scivola dal doppio platino al platino, perdendo così terreno su Emma (doppio platino raggiunto con “Schiena”) e persino su Marco Mengoni, il re matto di X-Factor che, grazie alla vittoria al Festival di Sanremo, passa dall’oro al doppio platino per “#PRONTOACORRERE”. La storica kermesse musicale spinge in avanti anche Malika Ayane, regalandole il tanto sospirato disco d’oro per la riedizione di “Ricreazione ” curata da Sangiorgi, ed è ancora più generosa con i sempre presenti Modà: triplo platino per “Gioia… non è mai abbastanza!”.

Ma il vero exploit è quello del rap, un genere musicale che a sorpresa distribuisce considerevoli premi perfino in Italia. Il doppio platino va al già citato Moreno e a Fedez per “Sig. Brainwash – L’arte di accontentare”. Il platino a Guè Pequeno per “Bravo Ragazzo” e a Fabri Fibra per “Guerra e Pace”.  L’oro (nonostante i versi omofobi) accontenta Emis Killa per “Mercurio” e Salmo per “Midnite”. Inusuali anche i consensi di vendita per il debutto di Jack La Furia con “Musica commerciale”, Gemitaiz con “L’unico compromesso” e Baby K con “Una seria”.

A vincere nelle classifiche relative ai dati di vendita annuali sono quindi le major (con 20 artisti pubblicizzati  su 25): Sony in testa (8 su 20). Mentre a fare la fortuna delle etichette indipendenti, come Carosello o Tanta Roba, è la nuova generazione di rapper.

Altro dato significativo la quasi assenza di artisti in comune tra le classifiche a confronto. Gli unici artisti italiani capaci di coniugare qualità e quantità sono Elisa con “L’anima vola”, Malika Ayane con “Ricreazione” e i Baustelle con “Fantasma”, album munumentale alla soglia dell’oro.

I MIGLIORI. Tra i desaparecidos della classifica di qualità troviamo Emma e la Amoroso, detronizzate da due altre giovani voci pugliesi: la tarantina Antonella Chionna con “Adiafora” e la salentina Carolina Bubbico con “Controvento”. Due debutti discografici notevoli, nati sotto la stella del jazz. Eppure il sopraffino talento delle due cantautrici è celato al grande pubblico poichè inadatto ai format radio-televisivi. A navigare controvento anche la catanese Patrizia Laquidara, che con “Cara!” è in rotta verso il Brasile. Nell’album (autoprodotto e a tiratura limitata) si appropria di magnifici brani appartenenti alla musica brasiliana, registrati in momenti e in luoghi differenti.

Tanti gli artisti poco noti che nel 2013 hanno eclissato nomi storici della canzone italiana. In prima linea c’è Fabio Cinti con “Madame Ugo”, la misteriosa protagonista che dà titolo e forma ad un album ipnotico e seducente in cui trovano spazio pure Franco Battiato e Paolo Benvegnù. E poi c’è chi ha meritato importanti approvazioni. La Targa Tenco premia Appino, frontman degli Zen Circus, per il suo debutto da solista con “Il Testamento”. Il premio Musicultura va invece ad Alessio Arena, che  in “Bestiario familiare” congiunge la sua napoletanità alla sensualità latina.

Non mancano nemmeno accoppiate sorprendenti e oramai consolidate. Angela Baraldi & Massimo Zamboni con “Un’infinita compressione precede lo scoppio” danno voce ad un rock viscerale e vissuto. Mentre Ilaria Graziano & Francesco Forni sfoderano “Come 2 Me”: un diamante grezzo d’altri tempi che mescola folk e blues, essenzialità ed eleganza. Al loro primo album assieme invece Franco Battiato & Antony Hegarty, affascinante voce degli Antony and the Johnsons. “Del suo veloce volo” è la title-track dell’album live registrato all’Arena di Verona, Alice la magnifica presenza e le orchestrazioni della Filarmonica Arturo Toscanini l’amalgama dei rispettivi repertori. La resa complessiva è però compromessa dal contesto, in particolar modo dal frastuono degli applausi. “Maledetto colui che è solo” è invece l’antologia realizzata da Mauro Ermanno Giovanardi con il Sinfonico Honolulu, la prima orchestra italiana di ukulele. Il magnetismo vocale dell’ex La Crus acquista inedite sfumature esotiche in un repertorio riarrangiato e composto per metà da suoi brani e per metà da brani di punta della canzone d’autore nostrana, tra cui “Livorno” di Piero Ciampi, eseguita per l’occasione in duetto con Nada. A rendere contemporaneo un  passato addirittura remoto è Angelo Branduardi con una raccolta di ballate inglesi del periodo elisabettiano intitolata “Il rovo e la rosa”, e a sorpresa Iva Zanicchi  con “In cerca di te”, raffinato omaggio al cantautorato italiano degli anni ’40 e ’50. L’aquila di Ligonchio, l’unica interprete pura della lista, torna a volare ad alta quota con una rilettura jazz e swing di brani senza tempo. Tra i nomi più noti primeggiano con lavori totalmente inediti: Roberto Vecchioni e Samuele Bersani. E se la “Nuvola numero nove” segna la rinascita amorosa e artistica di Samuele Bersani, “Io non appartengo più” arricchisce sia la discografia del professore della musica sia la biografia di Sangiorgi, che firma il testo di “Come fai?”.

Tra le cause di un riscontro popolare non proporzionale alla qualità proposta, oltre al regresso dell’ascolto di adorniana memoria, anche una debole se non del tutto assente promozione radio-televisiva.

Il palco del Festival di Sanremo ad esempio ha regalato visibilità solo a tre degli artisti da me evidenziati: la già affermata Malika Ayane, la cagliaritana Ilaria Porceddu e il tarantino Renzo Rubino. Quest’ultimo è stato riselezionato per Sanremo 2014, nelle vesti di Big a dispetto delle vendite non entusiasmanti del suo “Poppins”. La Porceddu invece davrà cedere il posto tra i Giovani ad un altro talentuoso cantautore tarantino: Diodato. “E forse sono pazzo” è l’album del suo debutto, premiato dalla piattaforma di ascolto on demand Deezer all’ultimo Medimex. Restante protagonista dell’anno appena passato che gareggierà al prossimo Sanremo, ma solo in qualità di autore per Antonella Ruggiero, è Simone Lenzi. Il frontman dei Virginiana Miller (“Venga il regno”) dovrà però sfidarsi con l’imbattibile Alessandro Orlando Graziano, che firma la seconda canzone dell’unica diva invitata nella città dei fiori.

Il Sanremo di Fabio Fazio & Mauro Pagani vanta dunque un’esigua percentuale nella torta degli artisti che più hanno brillato in termini di qualità nel corso dell’anno preso in esame. Ad appannare ulteriormente il lavoro della commissione artistica le esclusioni degli artisti che si sono invece rivelati più meritevoli, come il duo dei  Musica Nuda  con “Banda larga” o il debuttante Colapesce con “Un meraviglioso declino – deluxe edition”.

Bilancio negativo anche per le selezioni dei talent show. Su 25 solo 3 provengono dai talent ed esclusivamente appannaggio di X- Factor: Ilaria Porceddu (“In equilibrio”),  Nathalie (“Anima di vento”) ed Elisa Rossi (“Il Dubbio”). Tre cantautrici diversissime tra loro, sempre più lontane da un marchio di fabbrica che mal si addice alla loro razza. Per sostenere il loro secondo album sono scesi in campo Lucio Dalla (per Ilaria autore di “Mai mai”), Franco Battiato (per Nathalie ospite duettante in “L’assenza”) e Fabio Cinti (per Elisa produttore e ospite duettante in “Inverno”).

Nella partita di ritorno tra i due talent rivali il risultato dunque si ribalta. Medesimo capovolgimento nello scontro tra le principali case discografiche e le etichette indipendenti, con la vittoria schiacciante di quest’ultime sulle prime. Le major hanno infatti investito solo sulla qualità di 9 artisti su 25. Fanalino di coda la Sony (1 artista su 9). A testimoniare che pure il meglio vende: Elisa con “Lanima vola”, Malika Ayane con “Ricreazione” e i Baustelle con “Fantasma”,  l’album più ambizioso e rappresantativo del 2013.

Fermo restando che De gustibus non disputandum est, dal quadro generale si evince che l’industria discografica italiana non sta educando alla qualità, ma anzi la sta oscurando e danneggiando. L’inesorabile trend negativo delle vendite è in realtà assecondato dalle politiche di marketing adottate, che spingono ad un’incontrollata produzione di progetti standardizzati e inconsistenti. Magari vincenti nel breve periodo, ma a lungo andare destinati a sgretolarsi e a dissolversi nel vuoto.

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2 thoughts on “Gli album italiani del 2013: i migliori VS i più venduti

  1. Fra poco, a febbraio ,nascerà il primo videoclip di Antonella Chionna ,1 canzone tratto dal suo primo lavoro discografico. Adiafora .sarà pittura animata .la regia di Gianni de blasi ,le tavole di Francesco Cuna e L animazione di Valentino Curlante.Adiafora by Dodicilune.La canzone della CLIP FUGA DAI GIARDINI DI LAMARK.

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