A Lecce comincia l’anno bodiniano

Il 2014 sarà ricordato come l’anno bodiniano. Il 6 gennaio di cento anni fa, infatti, nasceva a Bari, da famiglia leccese, uno dei più significativi poeti e saggisti del nostro Novecento, Vittorio Bodini, unanimamente riconosciuto come poeta tra i più raffinati e originale traduttore e interprete della letteratura spagnola.

E proprio per ricordare il sommo poeta e dare il via alle iniziative del centenario della sua nascita, lunedì 6 gennaio, nelle sale della splendida Rocca Colonna di Castelnuovo di Porto (Roma), parte il progetto “CentogiorniCentopassi”, diretto da Aurelio Gatti. A partire dalle ore 16 sono previsti numerosi omaggi all’intellettuale e all’uomo Bodini: da quelli istituzionali – del sindaco di Lecce Paolo Perrone e del sindaco di Castelnuovo di Porto Fabio Stefoni e del sindaco di Minervino di Lecce Ettore Caroppo, a quelli degli amici come Maria Luisa Spaziani, Lamberto Pignotti e Lydia Mancinelli. Per gli approfondimenti, la parola sarà affidata al professor Lucio Giannone, curatore di numerosi studi, ultimo “Corriere Spagnolo – Bodini in Spagna 1947/1954”, appena pubblicato da Besa editrice.
Alla presenza della figlia, Valentina Bodini, presidente del Centro Studi Bodini di Lecce, si alterneranno incontri, contributi inediti, performance coreografiche (con Gioia Guida), interludi musicali degli Ecovanavoce (Fabio Lorenzi, Paolo Fontana, Lucrezio de Seta, Gabriella Aiello), letture (Carla Guido) e un momento di teatro dal “Don Chisciotte” di Cervantes con l’attore Sebastiano Tringali accompagnato da Ecovanavoce.

Sarà un omaggio e dedica sincera ad un uomo affascinante e passionale, un intellettuale a tutto tondo che ha dialogato con tutti gli aspetti del mondo culturale dell’Italia del dopoguerra: con Carmelo Bene che gli affidò una parte nel suo onirico Don Giovanni (film uscito proprio nel 1970, anno della prematura scomparsa di Bodini), con un artista come Enrico Maria Salerno che incise su disco le sue traduzioni da Federico Garcia Lorca, con Giorgio Strehler che ne scelse la traduzione quando nel 1955 mise in scena “La casa di Bernarda Alba” dello stesso Lorca. Con uno scrittore come Italo Calvino che ne fu editor; riconoscimenti giunti anche da Salvatore Quasimodo che lo incluse nella sua antologia della poesia italiana nel dopoguerra. Numerose le citazioni dai reportage spagnoli di Bodini, per il quale la Spagna, è stata “una seconda Patria, forse la prima”.

C’è chi considera il capolavoro di Bodini – la traduzione (1957) del Don Chisciotte di Cervantes – chi invece ne preferisce l’antologia dei poeti surrealisti spagnoli, certo è che la fama di traduttore mise forse in secondo piano la sua poetica, sottolineata nell’appassionata testimonianza di una sua illustre amica, Maria Luisa Spaziani.

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