Il primo da rottamare

La partecipazione di 3 milioni di persone è stata la vera sorpresa. Anche per questo motivo stamattina si sfogliano i giornali con una certa curiosità. E non ci si aspetta di leggere cose come questa:

Invece c’è. Latorre intervistato? Con tutto quel bendiddio di quarantenni?

Dopo una ventina di righe di “dobbiamo sentire forte il peso della responsabilità” o “risposta alla domanda di cambiamento” o “distacco tra politica e cittadini” (che per riprendersi da tanta fuffa servono le vitamine), Nicola Latorre sostiene che “la storia di un gruppo dirigente anche del centrosinistra e del nostro partito si è conclusa”. E che lui pensa che “il risultato pugliese segnala il bisogno di rendere più chiaro il senso di un progetto di cambiamento”. Qualsiasi cosa voglia dire, è chiaro che il suddetto “renziano” si sente parte di questa roba. No, non di quelli che vengono sostituiti. Degli altri. Quelli che hanno vinto.

Non so se la scelta è stata del giornale, del giornalista o se c’entra l’insistenza dell’ottimo ufficio stampa del politico. Forse tutti gli altri renziani ieri sera erano troppo sbronzi per rispondere al cellulare. Ma se in Puglia non cominciano DA SUBITO a tenere a bada questo genere di schegge impazzite, uno si sente autorizzato a pensare che l’operazione “tutti sul carro” non è impossibile. E che, se sei scaltro come Latorre, puoi ancora sperare di avere un futuro nel Pd anche se fino a qualche anno fa hai dichiarato cose come:

“Con il senatore Dell’Utri esiste un rapporto di grande cordialità e di stima reciproca. La mia impressione su di lui è estremamente positiva: penso sia una persona pacata, sensibile e di spessore” (leggi)

Sembra inutile ma mi va di scriverlo lo stesso: se questo sarà l’andazzo, passata la sbronza, prepariamoci a una campagna elettorale Grillo vs Berlusconi, con il Pd spettatore. Se invece Renzi fa il Renzi e, passata la sbronza, comincia a fare quello che ha promesso – rottamare questo genere di “classe dirigente” – in Puglia c’è qualcuno da cui cominciare. E non deve guardare troppo lontano da sé per individuarlo.

 

 

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