Metalli pesanti nella falda di Ugento e Casarano, le istituzioni sanno dal 2009

 

Una illustrazione della falda acquifera. Da www.imperialbulldog.com

Dopo la divulgazione delle dichiarazioni di  Carmine Schiavone il Salento è piombato in una sorta di psicodramma. E’ partita la caccia al rifiuto tossico. Mentre la Procura è cauta le istituzioni locali promettono massimo controllo sul territorio, soprattutto in quella parte di provincia ritenuta più a rischio: il Sud del Salento, con un occhio di riguardo sul territorio di Casarano. Tra i tanti indicatori, lo stato di purezza delle acque di falda sono considerate un fondamentale indicatore per verificare la presenza o meno di inquinamento da sostanze tossiche nei terreni.

Qualche anno fa è stata controllata la falda acquifera proprio di due comuni che recentemente sono finiti sotto la lente di ingrandimento. Si tratta di Casarano e di Ugento. I due paesi infatti, furono coinvolti nel progetto Monit H2O, finanziato dalla Comunità europea con la compartecipazione della Provincia di Lecce. Le aziende che provvidero al campionamento sono la Multilalb, ovvero il laboratorio analisi della Camera di Commercio di Lecce, e la Spacedat, un azienda specializzata in indagini geologiche. Scandagliarono la falda di quei comuni negli anni 2008, 2009 e 2010. Alla fine di questo ciclo triennale si sarebbero dovute tirare le somme e si sarebbero divulgati i dati sullo stato di salute delle acque sotterranee.

I pozzi da monitorare, destinati prevalentemente per scopi irrigui, sono stati scelti facendo in modo di coprire l’intero territorio comunale. Si trovavano in campagna cosi come nelle zone industriali. In pratica si trattava del primo tentativo di compiere un verifica dettagliata della falda acquifera di questi comuni ” ci spiega la geologa Silvia Ciurlia, che in quegli anni faceva parte della Spacedat. Dunque cosa hanno riscontrato i risultati di queste analisi? Partiamo da Casarano. Per questo comune è stato creato un apposito portale, dove i risultati sono visibili a tutti. Nel 2009 furono controllati 15 pozzi, tre dei quali evidenziarono la presenza di sostanze pericolose. Nei pozzi numero 8 e numero 9 è stato trovato un livello di benzo(a)pirene fuori dalla norma. Ma è il pozzo numero 11 quello più preoccupante. Qui i valori dei metalli pesanti sforano a più riprese: zinco, nichel, boro, ferro, cromo e benzo(a)pirene. Sono tutte sostanze che nel pozzo 11 presentano valori fuori norma e che generalmente sono prodotte da attività industriali.

Ma di questa presenza non c’è traccia nella conferenza stampa indetta nel febbraio 2011 allo scopo di illustrare i risultati delle analisi. Anzi in quella occasione si parlò di dati rassicuranti. Ciurlia ci dice giustamente che “ non ci sentivamo di allarmare la popolazione, anche perché il monitoraggio doveva essere valutato alla fine dei tre anni. Al termine di questo ciclo le analisi non davano motivo di allarme, alcuni parametri fuori limite erano rientrati ”. E’ vero, il monitoraggio del 2010 non destava particolari preoccupazioni. Ma nel 2010 non furono riesaminati 5 dei 15 pozzi controllati nel 2009. Nel controllo del 2010 mancava proprio il pozzo 11, quello più preoccupante. “Alcuni pozzi non sono stati monitorati l’anno successivo ma non è avvenuto per nostra volontà. Sono insorti dei problemi tecnici, come ad esempio il malfunzionamento di una pompa o il diniego dei proprietari. Per questo non è stata fatta una successiva verifica” ci dice sempre Ciurlia.

E a Ugento? Per ciò che riguarda la falda dell’antico paese messapico, la situazione è top secret, nel vero senso della parola. Né durante, né dopo i rilevamenti è stata indetta nessuna conferenza stampa. La Provincia è scettica sulla loro divulgazione e il comune di Ugento non ci ha dato risposta. Afferma Ciurlia che “ in questo comune, soprattutto nel primo anno di monitoraggio, abbiamo riscontrato delle situazioni particolari, con alti livelli di metalli pesanti su più di un pozzo esaminato. Però l’ufficialità dei risultati è stata bloccata da Arpa, che non era convinta dell’attendibilità delle analisi ”.

Insomma Arpa vuole vederci chiaro su questi dati prima di dare il suo nullaosta. Tuttavia sono passati quasi quattro anni ma ancora l’agenzia regionale non si è espressa sulla validità, e quindi pericolosità, dei risultati usciti da Monit H2O su Ugento. L’ingegnere Dario Corsini, dirigente del servizio ambiente della Provincia di Lecce, ci conferma tutto. Inoltre ci dice che in questi anni la Provincia ha più volte sollecitato l’Arpa affinché si esprimesse.

Noi però questi dati su Ugento siamo riusciti a trovarli e decidiamo di segnalarli, anche perché si tratta di un progetto finanziato con soldi pubblici. ( Clicca qui per accedere al portale su Ugento). In questo comune il monitoraggio del 2009 ha coinvolto 19 pozzi. Su quasi tutti è stato riscontrata un’ alta presenza di cloruri, in alcuni casi accompagnati anche dalla presenza di nitrati e solfati fuori limite. Potrebbe trattarsi di un inquinamento da scarico urbano o industriale. Ma le sostanze veramente pericolose per la salute umana sono altre, e sono state trovate in 6 pozzi: nel pozzo numero 2 è stata trovata una quantità fuori limite del temibile cromo VI (detto anche esavalente); nel pozzo 3 è stato rilevato del nichel, nei pozzi 9 e 19 del boro, nel pozzo 15 del boro e benzo(a)pirene, nel pozzo 16 del benzo(a)pirene.

Come per Casarano anche ad Ugento i pozzi monitorati nel 2010 sono inferiori al 2009. Si passa da 19 ad 8. Di questi 8 ci sono 4 pozzi che meritano attenzione. In tre è stata rilevata un alta presenza di dicloroetilene. Si tratta di una sostanza altamente tossica usata in varie lavorazioni industriali, come ad esempio il trattamento del petrolio. In un pozzo è stato trovato del tricloroetilene, un materiale simile al dicloroetilene ma potenzialmente più pericoloso. Può provocare il cancro ed è sospettato di provocare alterazioni genetiche.

Spetterà ad Arpa e agli organi competenti fare chiarezza sull’attendibilità o meno di questi risultati. Corsini ci ha detto che qualcosa si sta muovendo, anche in seguito al nostro interessamento. In questi giorni è previsto un incontro specifico su questo tema che vedrà seduti intorno allo stesso tavolo la Provincia di Lecce e Arpa Lecce.

Aggiornamento 15/11 ore 12. Poco dopo la pubblicazione del nostro articolo sono stati disattivati i link di accesso ai portali delle analisi.

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