5 cose poco civiche successe a Mario Monti in Salento

5. Sembra la postilla montiana e salentina ad un libretto straordinario del primo Luttazzi, da intitolare 101 cose da non dire alla moglie crocerossina di un premier bocconiano:

Signora, dopo un buon würstel, un ottimo pasticciotto!

Ed invece è proprio la battuta che Antonio Scarlino, candidato con Scelta Civica, grande imprenditore del salsicciotto, ha pronunciato al Bar del Duomo questo pomeriggio, rivolgendosi alla sig.ra Elsa Antonioli in Monti, invitandola a degustare la seconda delle specialità salentine inserite nella sua personalissima versione della piramide alimentare.

4. Uno dei più validi cronisti del Quotidiano, che ha partecipato alla visita del Premier nell’azienda taurisanese (responsabile per la produzione, tra gli altri, del würstelLe Cock”), ha ammesso di essersi trovato, almeno per qualche minuto e per un serie di circostanze ancora da ricostruire con esattezza, nella stessa stanza, da solo, con il loden nero di Monti.

Il loden che, per tutta la durata del faccia a faccia, non ha mai smesso di penzolare da un appendiabiti, avrebbe pronunciato alcune battute dall’ineffabile gusto inglese, ma non si sarebbe sbottonato in altre dichiarazioni.

Quello che proprio il cronista non è riuscito a fare, per colpa della straordinaria soggezione procuratagli dal capo di vestiario di origine austriaca, è stato prelevarne un campione di tessuto da studiare, in seguito, nei laboratori contenuti nelle segrete del suo giornale.

3. Sempre al Bar del Duomo, Monti ha incontrato una rappresentanza di studenti e di associazioni culturali (come Terra del Fuoco Mediterranea), fatti prima pascolare dai pastori della scuola di formazione Aforisma e dal servizio d’ordine di Polizia e Carabinieri verso la parte terminale dello storico bar. Una volta toccato il fondo, il Premier ha risposto alle domande dei ragazzi presentando qualche esistazione, che puntualmente andava a risolvere grazie ad un paio di ditate sul fidato tablet, sempre che Monti non sia un genio del multitasking e non stesse, nel frangente, umiliando a Ruzzle altri alumni bocconiani o qualche collega di Consiglio dei Ministri.

2. Mentre il Presidente del Consiglio era affaccendato in curia arcivescovile a Lecce (la visita a Monsignor D’Ambrosio, oltre a quella a una fabbrica di würstel taurisanese, è stata l’altro principale motivo per cui il Salento ha assaggiato), il sindaco, Paolo Perrone, attendeva con grande modestia, in mezzo agli studenti e a qualche giornalista, il suo turno di fare finta di essere interessato al Premier. Il voto, già alto, che avremmo assegnato al pomeriggio montiano di Paolo Perrone, sale ancora per il fatto di aver pagato di tasca sua tutte le consumazioni al Bar del Duomo. “Un caffè e il conto, grazie”. Una piccola, media lezione di stile.

1. Monti non ha effettivamente donato un pezzetto del suo loden ad Antonio Scarlino, affinché realizzasse un nuovo tipo di würstel dall’inconfondibile sapore austroungarico, come è stato detto da qualche burlone scarsamente dotato di senso della scelta civica.

foto di paride de carlo

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