Il Grillo urlante, la folla in piazza e la democrazia

foto di paride de carlo
Beppe Grillo non parla, urla. Beppe Grillo non gesticola, si dimena. Beppe Grillo non suda, evapora. Beppe Grillo non si protrae verso la folla, si lancia. Beppe Grillo non argomenta, sentenzia. Beppe Grillo è così. E’ un format – o formato – ben rodato. E’ l’uomo qualunque di gianniniana memoria. Il suo pubblico non è l’individuo ma la folla. E che folla. Sabato scorso a Lecce era un assembramento da 10mila teste nonostante la pioggerella impertinente. Nemmeno sommando le moltitudini del recente gioco delle coppie elettorali Perrone-Alfano/Capone-D’Alema si arriva all’audience da piazza fatto registrare dal Grillo urlante. E questo, che piaccia o meno, è un fatto politico. L’unico di ieri. L’unico, a ben vedere, che Grillo lancia da anni sottoforma di incazzato, cinico radicalismo civico. La folla. E’ il solo messaggio politico del comico genovese.

Se poi si considera la crescita esponenziale che questa – la folla – ha avuto nella stessa piazza in otto mesi (ad aprile Grillo fu accolto in piazza Sant’Oronzo da poche centinaia di persone), allora il fatto politico si fa serio. E va ben oltre il (noto) canovaccio del comico. Così come va oltre il mero fatto elettorale. La folla è un messaggio; quindi un mezzo che in questo caso serve a delegittimare politici e organizzazioni.

Allo stato attuale la folla grillina è un’idea politica uguale in tutte le città – da Lecce a Milano, da Verona a Palermo – che necessita continuamente di nuovi impulsi per rimanere in vita. Di nuove, ciniche semplificazioni. L’ultima ieri a Lecce: “I sindacati sono collusi col potere, sono una cosa del passato, noi abbiamo bisogno di altre idee”. Chissà quali, non importa. La folla si aggrega e cresce attorno alla contestazione, quasi mai alla proposta.

Quanto a capacità aggregativa di massa Grillo ha già vinto. Anzi, ha stravinto. È l’unico personaggio parapolitico italiano in grado di riempire le piazze senza usufruire delle care vecchie truppe cammellate o, peggio ancora, delle clac organizzate come nei migliori fasti berlusconiani. Ha dimostrato, Grillo, che non ha bisogno di inseguire i media perché sono i media che inseguono lui. E quando in piazza ne porti 10mila non potrebbe essere altrimenti. Che siano reale elettori o anche solo spettatori di uno spettacolo gratuito in tempo di crisi poco importa. Il messaggio (politico) rimane inalterato.

Il limite della folla, semmai, è che non è gestibile attraverso processi democratici. Per questo l’ormai certa rappresentanza del MoVimento in Parlamento – la massima vetta che Grillo avrebbe mai potuto sperare di raggiungere quando con Caselaggio vaneggiavano tra una cena e un brunch di lanciare un blog – potrebbe essere l’inizio della fine. Per la folla, s’intende. Perché sarà nei meandri della funzionalità democratica – delle sue regole, delle sue contraddizioni – che essa dovrà destreggiarsi, disperdendosi inevitabilmente. Per diventare altro. Cosa, non è dato saperlo. Una cosa è certa, però: passata la folla resta il MoVimento, con in mano cinque stelle, tanta buona volontà e un Grillo urlante da gestire. Perché in democrazia, Grillo insegna, è la collettività che “gestisce” il singolo e non viceversa. In democrazia.

Francesco Lefons

 

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14 thoughts on “Il Grillo urlante, la folla in piazza e la democrazia

  1. Quando appaiono personaggi urlanti con la bava alla bocca, l'eloquio violento, il gesto osceno, la battuta volgare, l'argomentazione farlocca…allora si dovrebbe essere preoccupati, neppure per curiosità andare a vedere in piazza la sua performance che a Lecce ha incluso un attacco alla CGIL, ad esempio…Questo buffone livoroso che non fa ridere nessuno se non gli pscopatici, mette in unico calderone sul suo blog le bufale sul signoraggio bancario, in passato anche il doctor Hamer, un medico nazista e antisemita latitante che promette di curare il cancro, affermazioni misogene e offensive verso le donne, xenofobia recidiva, epurazione facile, complottismi vari, ammiccamenti ai neofascisti di Casa Pound, qualunquismo forcaiolo da dementi, amenità sulla democrazia in Rete che ha consentito (senza alcuna controprova e verifica) a un avvocato che non è riuscito neppure ad essere eletto al Consiglio comunale a Lecce di prendere appena 260 voti in tutta la Puglia da registrati anonimi dietro un computer e piazzarsi primo per correre per il Senato, che significa elezione sicura con il Porcellum…Qual'è lo slogan del moVimento 5 stelle? "Ognuno vale per uno, ma Grillo e Casaleggio valgono per tutti!"….

  2. Il m5s è nato piano piano, conquistando prima seggi da consigliere, poi da sindaco, poi qualcuno in regione ed ora si propone in parlamento. In nessun caso le persone elette hanno servito male i loro elettori, indipendentemente dalle beghe con i "vertici"….pertanto la sua opinione, caro Lefons, mi sembra piuttosto poco fondata…che ciò possa succedere in parlamento, per molti, è un rischio che vale la pena di correre…immagino invece che per quelli come lei o come il direttore di TGNorba vada bene supportare i soliti "promettitori" professionisti: quelli si che sono espressione di democrazia, pulizia, lealtà verso gli elettori…come no…

  3. Mi diverte leggere questo tipo di articoli dove si cerca di screditare il movimento 5 stelle, uno sciorinare di aggettivi che compongono un articolato attacco pregiudiziale volto a nascondere la vera essenza del movimento. Siete dei poveri giornalai di partito che per la reale paura di perdere quelli che sono i vostri referenti politici non parlerete mai di 15 parlamentari dell'Ars siciliana che hanno disposto che il 75%del loro stipendio sia utilizzato per finanziare la piccola e media impresa siciliana. Un segnale del vero cambiamento della politica, ciò che i partiti di cui siete sudditi non saranno mai in grado di fare. Sarete sbugiartati il prossimo 24 febbraio e il vostro mondo subdolo di asserviti ai politicanti verrà scosso dallo tsunami a 5 stelle!!Lefons e sopracitato Silverio Tomeo siete il passato…

  4. Un articolo fatto solo di offese infondate che dimostrano solo che l'autore non sa niente del movimento e giudica solo per pregiudizi. Questo non è cattivo giornalismo: non è affatto giornalismo.

  5. Ma 20 centesimi è il valore degli articoli pubblicati? Perché, che si sia d'accordo o meno con la linea di Grillo, credo ci voglia un bel coraggio ad insultare 10000 persone. Votalo tu Bersani, o preferisci gli amici del Berlusca? Non penso sia venuto nessuno a romperti i cosiddetti.

  6. da quello che vedo se la stanno facendo sotto .tutti per la paura.dopo le elezioni cambiera' tutto in italia.il m5stelle entrera' in parlamento con i suoi senatori e deputati il numero non lo so.verranno fuori tutte le magagnie inciuci tutte le porcherie che tutta sta massa di sporchi politici hanno combinato.tutti quegli che non votano m5stelle continuate a votare pd-pdl-monti-ingroia che ci hanno portato nel baratro alla fame.

  7. Credo che bisogna prima conoscere bene ed informarsi prima di dire cio' che si pensa e si scrive.
    Ma l'etica professionale dove è finita?Un bravo giornalista deve informare la gente nella maniera piu' corretta possibile.
    Tutti siamo in grado di offendere,denigrare e tutti possiamo avere un nostro pensiero su un Movimento che dall'esterno puo' causare,ai pochi informati come lei,timore.
    Non parlo di timore come paura,ma di timore di non voler capire che c'è altro modo di intendere politica,veramente e finalmente tra la gente.
    Il movimento entrerà in parlamento e avranno un compito arduo,ma da qualche parte bisogna pur cominciare.
    La gente è stufa di queste trasmissioni televisive che propongono da 30 anni questi politici ormai di professione,sempre con le false promesse di sempre.Sono lontani e vivono in un mondo che non è quello tra la gente.
    Vivere con 1000 euro al mese con tutti i sacrifici che si possono immaginare non è facile e queste persone non sa neanche quanto costa un kg di carne
    Caro Sig.Lefons si possono avere opinioni diverse ma rispettare quello che lei non comprende.

    Buon lavoro

  8. Sono sempre lecite le manifestazioni e i commenti: a ciascuno la sua opinione.
    Però ricordiamoci tutti di andare votare oltre che di indignarci solo sulla rete.
    E soprattutto ricordiamoci di firmare: l'Italia si ricostruisce mettendoci la faccia, non solo l'username.

  9. Che articolo miserabile!Che spocchia da snob! Quanto disprezzo per quei 10000 cittadini quando li chiami folla! Quanta superficialita' nel descrivere una persona(urla,si dimena,evapora,format…)e soprattutto quanta poca attenzione nell'ascoltare cio' che ha detto(riguardo i sindacati non hai capito una mazza).Per finire,Grillo e Casaleggio non sono tipi da brunch. Il brunch e' piu' per "piccoli" cicisbei di provincia aspiranti metrosexual londinesi con qualche simpatia progressista(ma non troppo) e un tocco di freakkettonaggine(fa ancora figo a lecce!) esattamente come te.

  10. Da giornalista e analista politica, onestamente non vedo tutto questo accanimento nei confronti del M5S di cui si parla nei commenti; mi pare anzi sia stata fatta una lucida analisi del fenomeno "folla" dal punto di vista sociologico. Non ravvedo all'interno dell'articolo elementi denigratori rivolti a Grillo o al Movimento, se non affermazioni facilmente riscontrabili nella realtà (non ricordo nella storia un Grillo calmo, serafico e mansueto); per quanto concerne l'esser pars destruens e non pars costruens, è un problema che potrà dimostrarsi veritiero o meno esclusivamente sulla distanza, a parole si è tutti bravi.

  11. Sei uno che sente la terra che gli si sta muovendo sotto al culo e invece di capire che avrebbe dovuto farsi la casa antisismica e rafforzarla (così come la tua mente) contro gli eventi naturali, se la prende con il terremoto. Un articolo pieno di banali uoghi comuni, con un triste linguaggio da Pd. Se dopo 20 anni non hai capito cosa è questo partito, diventato un agglomerato di interessi particolari e senza visione per la società, allora buona fortuna. Te lo dice che per 25 anni ha votato nell'ordine Pci, PDs, PD. Ora c'è bisogno di … movimento in questo fragile e statico paese. Ricordati che chi ha causato i problemi non può arrogarsi il diritto di risolversi (Albert Einstein).

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