Il tira e molla delle liste Pd e il giallo delle dimissioni di Blasi

Ieri pomeriggio, intorno alle 13, le liste del Partito Democratico nella circoscrizione Puglia erano state chiuse dopo una serrata mediazione dalla quale era uscito vincente Sergio Blasi. Oggetto del contendere tra il segretario regionale della Puglia e la direzione nazionale era la posizione in lista dei nomi indicati dalla segreteria nazionale. Da Roma era arrivata la proposta del piazzamento di Scalfarotto, Lavarra, Boccia, Francesca Marinaro, Nicola Latorre (i nomi proposti da nazionale) in testa di lista, subito dopo i due capilista Anna Finocchiaro (vincitrice delle primarie a Taranto) e Franco Cassano, il cui nome, legato in maniera cruciale alla vicenda politica della Puglia dell’ultimo decennio, è stato portato dallo stesso Blasi all’attenzione del Pd nazionale.

Più o meno alla stessa ora, però, comincia a correre sui media la notizia delle dimissioni di Sergio Blasi dalla carica di segretario regionale in seguito a un mancato accordo sulla composizione delle stesse liste. In particolare il segretario regionale avrebbe sbattuto la porta per l’esclusione delle candidature di due esponenti della società civile da lui  indicati, Massimo Bray e Corrado Petrocelli. Naturalmente la notizia trova spazio in apertura delle pagine politiche dei principali giornali nazionali. In realtà, a quell’ora, le cose si era già aggiustate. E le ragioni della rottura tra i vertici nazionali e il segretario regionale, che c’era stata la notte precedente, era dovuta all’imposizione nelle prime posizioni in lista dei “nominati” da Roma, eventualità che avrebbe scalzato i vincitori delle primarie espressi dal territorio pugliese.

Effettivamente nella notte precedente, tra il 7 e l’8 gennaio, Sergio Blasi aveva messo sul tavolo della trattativa il suo passo indietro. Motivato dalla mortificazione del risultato delle primarie. La trattativa non era però chiusa. Infatti nella tarda mattina seguente la minaccia di dimissioni era stata superata dall’accordo tra il segretario pugliese e Pierluigi Bersani, raggiunto con la mediazione di Vasco Errani e Massimo D’Alema. Nel frattempo però, a causa di una incauta pubblicazione sul sito del Pd regionale della lettera che Blasi aveva messo sul tavolo la notte precedente, scoppiava il can can mediatico che Blasi era costretto a spegnere con un comunicato di rettifica in cui riferiva del “costruttivo confronto” con i vertici romani.

In realtà non sono mai stati a rischio i nomi proposti dalla segreteria regionale per una candidatura extra primarie, Massimo Bray, Corrado Petrocelli, Franco Cassano, sulla cui candidatura la direzione nazionale non ha avuto in nessun momento nulla da eccepire. A rischio poteva essere la valorizzazione del risultato delle primarie e la forza politica del territorio e dello stesso Blasi, che rischiavano di venire oscurati nonostante il buon numero di pillole che gli era stato chiesto di ingoiare per venire incontro alle indicazioni nazionali: Finocchiaro, Latorre, la candidatura di Scalfarotto e Lavarra in Puglia, quella del fedelissimo di Dario Franceschini Alberto Losacco.

Così, nel primo pomeriggio di ieri, Blasi ed Errani chiudono le liste pugliesi dalle quali traspare il lavoro di  mediazione tra la segretaria regionale e la direzione nazionale e che vede alla Camera primo Cassano (proposto dal regionale), secondo il più votato alle primarie in Puglia (Michele Bordo), terzo Massimo Bray (direttore dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, nome su cui la segreteria regionale e quella nazionale erano concordi da settimane), quarta la giovane democratica barese Liliana Ventricelli, al quinto e sesto posto due vincitori di primarie (Bellanova e Decaro), poi Boccia (indicazione nazionale, area Letta), Pelillo, Salvatore Capone, Dario Ginefra, Gero Grassi, (vincitori primarie), poi i due nominati dalla segreteria nazionale Losacco e Scalfarotto (quest’ultimo indicato da Renzi), poi Elisa Mariano, Colomba Mongiello, Fritz Massa, Ludovico Vico (vincitori primarie), poi Enzo Lavarra (nominato segreteria nazionale) e l’ultima posizione utile (a meno di exploit o tonfi) Margherita Mastromauro, vincitrice delle primarie.

Al Senato la testa di lista è stata riservata ad Anna Finocchiaro, che oltre che del favore della direzione nazionale e del segretario Bersani gode della vittoria delle primarie a Taranto, e Nicola Latorre, indicato dalla segreteria nazionale. A seguire i vincitori delle primarie Tomaselli, Loredana Capone, Vito Antonacci, Elena Gentile e poi Corrado Petrocelli, rettore dell’Università di Bari indicato dalla segreteria regionale, in ultima posizione utile (anche qui sarà il voto a confermare la sua elezione) la renziana Giusy Servodio, subito prima del presidente provinciale del Pd salentino Cosimo Durante, ben piazzato alle primarie ma che dovrebbe restare fuori.

Viene fuori un quadro di sostanziale equilibrio tra indicazione delle primarie, nomine politiche dall’alto e indicazioni di alto profilo, come quelle di Cassano, Bray e Petrocelli, provenienti dalla società civile. Il gioco delle correnti nazionali è stato in buona parte vanificato dalle primarie. Di fedelissimi dei big nazionali indicati dall’alto ci sono Boccia (Letta), Losacco (Franceschini), Scalfarotto (Renzi), Lavarra (D’Alema), Latorre (che, dopo l’allontanamento da D’Alema è un po’ big per conto suo). L’offerta politica, però, è chiara e rappresentativa del “popolo” del Pd pugliese, dei suoi circoli, della volontà dei suoi sostenitori. Gli stessi che hanno partecipato alle parlamentarie e sui quali, a partire da oggi, per spingere i democratici alla vittoria alla Camera e al Senato in una regione nella quale il centrodestra di Fitto è ancora molto forte, peserà il grosso del lavoro in campagna elettorale.


La lista completa del Pd alla Camera

La lista completa del Pd al Senato

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

One thought on “Il tira e molla delle liste Pd e il giallo delle dimissioni di Blasi

  1. La cosa bella delle primarie è che danno sostanza.. vabbè c'è poco da ragionare: sono i personaggi come la torre che scoglionano gli elettori del pd. Non ne conosco uno che lo apprezzi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *