A Napoli comincia una nuova stagione politica

Domani a Napoli, Vendola e Bersani cominceranno a fissare i punti di un comune programma di governo per il nostro paese. E questa è già in sé una buona notizia. Lo è ancor di più se pensiamo che i temi del Mezzogiorno siano stati scelti come quelli ispiratori dell’importante iniziativa.

Pare insomma che si stia concludendo una lunga e triste stagione politica, segnata da un profondo disprezzo per il Sud e per il suo destino. Del resto segnali di questo cambiamento si erano già visti. Basti pensare ai risultati di De Magistris al comune di Napoli, di Orlando a quello di Palermo e per ultimo di Crocetta alla Regione Sicilia. Una stagione democratica che Vendola aveva avuto il merito di interpretare per primo, con coraggio e principalmente quando il Centro Destra di Berlusconi appariva, in tutta Italia, un’armata imbattibile.

Teniamolo a mente, oggi. Perché la nuova “stagione della speranza” che si è aperta con le primarie di domenica ha radici profonde.  Non è solo il risultato di sparate mediatiche, efficaci ma effimere. Essa sta tutta nella storia concreta dei conflitti democratici di questi anni; quelli che hanno segnato regioni e comuni del Sud e alla fine hanno selezionato una classe dirigente locale capace di interpretarli e guidarli. Ma principalmente una storia di donne e uomini in carne ed ossa che permette di guardare alla politica con rinnovata fiducia e che legittima la propria ambizione di diventare parte centrale dell’agenda del nuovo governo.

Di questo oramai stiamo parlando. Personalmente non trovo alcun interesse nelle dispute regolamentari promosse dallo staff di Renzi e meno ancora riesco a tollerare i toni rancorosi di alcuni sostenitori di Bersani (che se smettessero di parlare per questa settimana e anche per dopo non sarebbe un grave danno per il paese). Io penso che il popolo delle primarie rappresenti la nuova base “sociale” di un soggetto politico rinnovato. Un nuovo partito insomma capace di raccogliere e portare a sintesi le diverse sensibilità che i cinque candidati alle primarie hanno così lucidamente espresso.

Per questo vorrei che Bersani riunisse in questi giorni sullo stesso palco sia la Puppato che Tabacci. E subito dopo il ballottaggio sapesse cogliere le suggestioni suscitate da Renzi , che parlano il linguaggio di una nuova stagione politica. Credo sia finita la stagione degli “unti del signore” o dei principi solitari che si candidano a salvatori della patria. A queste suggestioni il nostro paese ha già pagato un conto salatissimo.

 

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2 thoughts on “A Napoli comincia una nuova stagione politica

  1. Che il popolo delle primarie rappresenta la base sociale di un soggetto politico ecc.ecc è stato già detto ogni volta in tutte le precedenti primarie. Sulla nuova classe politica locale meridionale avrei dei dubbi…è non penso solo ad Orlando, per esempio, ma anche, sempre per esempio, ai consiglieri regionali di centrosinistra della puglia…

  2. il baraccone mediatico delle primarie rimane un modo per nascondere il vuoto di contenuti dei contendenti dove solo Bersani, Puppato e Tabacci hanno dimostrato, soprattutto per il curriculum, di possedere vere capacità amministrative.
    Che si possa vincere contro le primarie, fra l'altro è proprio il sud a dimostrarlo e per ciò che si vede il problema, parafrasando Moretti, è: ma chi fa qualcosa di sinistra?

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