Gli spasmi del centrodestra salentino e le sirene di Montezemolo

Oggi parliamo del Popolo delle libertà, insomma del destino del centrodestra italiano. Oramai quelli che sembravano solo processi tendenziali di declino della principale forza politica italiana stanno diventando veri e propri fenomeni tipici del tramonto di un’epoca.

La “roboante” discesa in campo del movimento di Montezemolo a cui probabilmente seguiranno più espliciti segnali di disponibilità da parte di Monti, può rappresentare la novità politica dell’area moderata.

Questa potrà facilmente travolgere Alfano e gli altri modesti competitori delle primarie del Pdl (se mai si faranno). Né la finanza italiana, né il mondo cattolico, né i grandi organi d’informazione moderata (Rai in testa) sono più disponibili a scommettere un centesimo su Berlusconi e i suoi.

Del resto le sorti elettorali del Pdl (o di come diavolo si chiamerà) rimangono sempre legate a quelle del vecchio satiro. Non solo ai suoi nuovi guai giudiziari (imprevedibili gli sviluppi del rapimento Spinelli) quanto alla sua evidente confusione politica.

Assisteremo probabilmente alla progressiva marginalità di tutto un ceto dirigente abituato per due decenni a decidere le sorti di questo sfortunato paese. La vicenda riguarderà tutta la foto di famiglia dei dirigenti salentini del Pdl (da Perrone a Mantovano, da Fitto a Gabellone, solo per parlare dei più famosi).

Non è un caso che non si riesca a trovare, nel campo del centrodestra, nessun candidato capace di competere con Michele Emiliano alla carica che fu di Vendola. Certo nell’immediato tutti giurano fedeltà ad Alfano, nel disperato tentativo di evitare lo spappolamento elettorale del Pdl. Ma già, da tempo, ognuno ha cominciato a lanciare messaggi e messaggeri verso Montezemolo.

Il più solerte credo sia stata proprio Perrone. Il furbo giovanotto ha compreso che aver ottenuto quel clamoroso risultato elettorale a Lecce città, non lo garantirà in alcun modo dall’esser travolto dalla frana berlusconiana.

Tagliato fuori dal nuovo governo nazionale e regionale, e con un quadro provinciale che probabilmente avrà nuovi equilibri, con l’ingresso di Brindisi e provincia, Perrone comprende bene che rischia di avviarsi verso una rapida fine politica.

Previdente aveva messo in giunta il giovane Delli Noci; una pedina importante del progetto di Montezemolo nel Salento. Di una cosa si potrà essere certi: contro i poco lungimiranti consiglieri del PdL, lo difenderà con insolita determinazione.

Più difficile credo sarà la ricollocazione degli ex An. Mantovano avrebbe manifestato una sua disponibilità a sfidare Emiliano alle imminenti regionali ma nessuno ancora gli ha risposto. Difficilmente seguirà quelli che si apprestano ad andare con Storace, ma al contempo sa bene che il mondo cattolico che ispira il progetto di Montezemolo (Acli, Cisl, comunità di Sant’Egidio) è lontanissimo dalle sue suggestioni “integraliste”.

Forse continuerà per un po’ a organizzare dibattiti sperando che riescano meglio di quelli con Sgarbi. Ma poi, speriamo, si stancherà.

Sic transit gloria mundi.

foto di paride de carlo

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

2 thoughts on “Gli spasmi del centrodestra salentino e le sirene di Montezemolo

  1. forse sottovaluti Fitto, l'unico con un bacino di voti sicuro, in parte racchiusi nella cassaforte della "puglia prima di tutto". sai bene che già in passato si è mosso in modo pachidermico ma disinvolto. non è detto che non si sposti cautamente verso un eventuale centro rinforzato…mi pare difficile che con tutti quei voti resti a terra…

  2. Sig. Gianni Turrisi, lei non è raro, è unico.
    Un analista politico che la eguagli non sono ancora riuscito a trovarlo.
    Complimenti.

Rispondi a Franco Luceri Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *