Come distruggere il movimento studentesco: la fisica creativa del Questore di Roma

La domanda di oggi è la seguente: si può diventare Questore di una delle più importanti città d’Italia, ignorando le più elementari nozioni di fisica e forse di buon senso? Sembrerebbe proprio di sì.
Basta leggere quel che dice il Questore di Roma per spiegare la traiettoria dei lacrimogeni sparati, da alcune stanze del ministero di Grazia e Giustizia, su gruppi di studenti.

Ebbene, secondo il Nostro si tratterebbero di razzi sparati da terra, rimbalzati su una parete del ministero e poi ricaduti con traiettorie paraboliche sugli studenti.
Tralasciamo per un momento il fatto, in sé originalissimo, che possano esistere dei poliziotti così poco saggi da sparare verso le finestre del Ministero di Grazia e Giustizia con il rischio evidente di colpire in piena fronte il ministro Severino (qualora si fosse incautamente affacciata), e
veniamo invece alla fisica.
Se non ricordo male c’è sempre una traccia di partenza del lacrimogeno.
E’ il segno dello “scoppio” che imprime impulso e, quasi sempre, è accompagnato dalla traccia di reazione.

Quelli usati negli Anni ’70 erano così. Ricordo che uno di questi tolse la vita a Giuseppe Tavecchio, un pensionato milanese, che si trovava sfortunatamente ai lati di un corteo.
Oggi mi dicono che sono stati perfezionati, ma comunque, a stare alle stesse dichiarazioni del Questore di Roma, se sparati ad alzo zero (cioè senza alcun angolo d’inclinazione) diventano proiettili micidiali.
Nei video che stanno facendo il giro del web non c’è traccia di alcun “fuoco” di partenza o scia di arrivo alle finestre del Ministero.

Al contrario, c’è un’evidentissima traiettoria di sparo dall’alto verso il basso. Questo significa che la velocità della capsula finale del razzo (che poi è come un piccolo proiettile) giunge al suolo con un valore enorme.
Perché (qualsiasi studente di fisica che conosce la composizione dei moti lo sa bene) alla velocità normale va aggiunta una “componente verticale” dovuta allo sparo, che cresce per effetto dell’accelerazione di gravità.

Insomma, se normalmente sparando ad altezza uomo la velocità di penetrazione di un razzo lacrimogeno è letale, sparando dall’alto verso il basso essa è assolutamente micidiale.
Se questa ricostruzione si dimostrasse confermata dai rilievi che in queste ore stanno compiendo quelli del RaCIS (il raggruppamento dei carabinieri per le investigazioni scientifiche), la conclusione è agghiacciante.

Stando le così le cose non è da escludere l’ipotesi che settori delle forze dell’ordine, probabilmente non controllati dalle istituzioni, abbiano deliberatamente cercato il morto tra gli studenti romani. Non paia eccentrica come valutazione, perché in qualche modo si ripropone un modello antico.

E’ interesse di questi settori eversivi delle forze dell’ordine radicalizzare gli aspetti militari dello scontro. L’obiettivo è costringere il movimento degli studenti a scendere sul terreno “militare”, dove alla fine gli apparati repressivi finiranno sempre col prevalere, ottenendo per altro lo sgretolamento strutturale della mobilitazione (vedi Genova 2011 e il movimento no global).
E’ bene continuare a ragionare di queste cose; perché tra pochi giorni migliaia e migliaia di ragazze e ragazzi, in tutta Italia, daranno vita, probabilmente, al più intenso movimento di mobilitazione degli ultimi anni. E noi abbiamo la responsabilità di non tacere.

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