Monte dei Paschi e i pesci in faccia a Mussari

fontana mazziniLa recente visita a Lecce di Giuseppe Mussari, attuale presidente dei banchieri italiani, non deve essere stata molto piacevole. Certo molto diversa di quella di una decina d’anni fa. Allora, ricordano i maligni, era solito appartarsi in esclusive località sullo Ionio (pare Gallipoli) e con De Bustis e soci definire i dettagli del prezioso acquisto (solo 2500 miliardi)  della “ Banca 121”, tutto bagnato da ottimi vini e  tra copiose quantità di specialità marinare.

Ma, si sa, i tempi cambiano. Oggi per la sua visita al Tiziano ad attenderlo ha trovato decine di lavoratori del Monte dei Paschi imbestialiti. Il Monte, infatti, annaspa in una situazione debitoria sempre più grave tanto che l’agenzia Moody’s ha tagliato pesantemente il rating della banca ( portandolo a Ba2).

Insomma l’affidabilità della banca è considerata di poco migliore del comune di Napoli che è a Ba3. Nell’ultima semestrale di bilancio della banca, la nuova gestione Profumo contabilizzava una perdita complessiva di oltre 1 miliardo e seicento mila euro.

I primi di Maggio di quest’anno poi, alle sette del mattino, i finanzieri si erano presentati negli uffici e nell’abitazione privata di Mussari per cercare documenti sull’acquisizione della Banca Antonveneta avvenuta il 2008 e che si era rivelata un’altra pessima decisione del gruppo senese.

Di fronte a tutto questo la dirigenza della Banca ha presentato un piano industriale che prevede la chiusura di circa 400 filiali. Ma quello che maggiormente temono i lavoratori del gruppo è che il quadro debitorio complessivo della banca possa ancora peggiorare.

Tutto iruota intorno ai “Monti bond” (gli ex “Tremonti bond”) che altro non sono che obbligazioni sottoscritte dal Tesoro italiano per circa 3 miliardi e mezzo di euro  da destinare al “Monte”. Un modo elegante del Governo Italiano di venire incontro alla situazione della prestigiosa Banca attraverso l’emissione di titoli pubblici che secondo alcuni settori della Commissione europea appaiono veri e propri aiuti di stato; quindi illegittimi.

In realtà l’intervento pubblico appare “doveroso” quasi una forma di risarcimento per quanto la Banca, anche durante il governo Berlusconi, aveva garantito. Intervenendo ad un convegno del Pd senese, Alessandro Profumo che è diventato il nuovo presidente della Banca, ebbe a confessare candidamente “l’errore maggiore che la vecchia dirigenza ha compiuto non è stato tanto l’acquisto di Antonveneta (fortemente voluto da Mussari) ma l’acquisto di 27 miliardi di titoli di stato che, con l’aumento dello spread, oggi si mangiano 5 miliardi di capitale”.

Insomma sono finiti i fasti gallipolini, oggi Mussari, i pesci ha rischiato di prenderseli in faccia dai lavoratori del Monte dei paschi di Lecce.

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One thought on “Monte dei Paschi e i pesci in faccia a Mussari

  1. ricordo ancora quando Gianni magnificava sulle dichiarazioni-stampa come sopraffina modernità imprenditoriale la coppia Venneri-De Bustis….che poi come sappiamo si dedicò a intortare le vecchiette e i loro risparmi con prodotti taroccati….ah la memoria! …..

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