Tumori, il dossier-Taranto che smentisce Clini

“Non c’è nessuno oggi che, sulla base dei dati disponibili, può dire che c’è una relazione causa-effetto in particolare tra le attività industriali attuali dell’Ilva e lo stato di salute della popolazione”. Queste le parole pronunciate poco tempo fa dal ministro dell’ambiente Corrado Clini. Parola che oggi suonano davvero poco profetiche e che sono state smentite dai dati del Rapporto Sentieri sulla situazione ambientale e di salute nel territorio tarantino dal 2003 al 2009. Nel rapproto si legge che “lo stabilimento siderurgico, in particolare gli impianti altoforno, cokeria e agglomerazione, è il maggior emettitore nell’area per oltre il 99% del totale ed é quindi il potenziale responsabile degli effetti sanitari correlati lì al benzopirene”.

Lo stesso ministro della sanità Renato Balduzzi si è detto “Un pochino sorpreso” dai dati, che parlano di un 11 per cento di morti in più rispetto alle media regionale, con un +14 per cento per gli uomini e un +8 per cento per le donne, mentre rispetto al resto della provincia a Taranto si ammalano di tumore il 30 per cento in più degli uomini e il 20 per cento in più delle donne.  È stato il ministro della sanità in persona Renato Balduzzi a presentarli nel corso di un incontro che si è tenuto questa mattina in Prefettura a Taranto con i rappresentanti delle associazioni ambientaliste e delle istituzioni locali. Disaggregando i dati per genere, il quadro fornito dal rapporto lungo il periodo che va dal 2003 al 2009 risalta in tutta la sua drammaticità.

Gli uomini

  • +14 per cento di mortalità per tutte le cause
  • +14 per cento per tutti i tumori
  • + 14 per cento per le malattie circolatorie
  • + 17 per cento per le malattie respiratorie
  • + 33 per cento per i tumori polmonari
  • + 419 per cento per i mesoteliomi pleurici
  • + 30 per cento di tumori tra Taranto e Statte rispetto al resto della provincia

Nel dettaglio si registra:

  • +50 per cento del tumore maligno del polmone
  • +100 per cento per il mesotelioma e per i tumori maligni del rene e delle altre vie urinarie (esclusa la vescica)
  • +30 per cento per il tumore della vescica e per i tumori della testa e del collo,
  • +40 per cento cento per il tumore maligno del fegato,
  • +60 per cento per il linfoma non Hodgkin
  • +20 per cento per il tumore maligno del colon retto e quello della prostata
  • +90 per cento per il melanoma cutaneo.

Le donne

  • +8 per cento di mortalità per tutte le cause rispetto al resto della regione
  • +13 per cento di decessi legati a tumore
  • +4 per cento per le malattie circolatorie
  • +30 per cento per i tumori polmonari più 30 per cento
  • +211 per cento per il mesotelioma pleurico.
  • +20 per cento di tumori tra Taranto e Statte rispetto al resto della provincia

Nello specifico si registra:

  • +75 per cento dei tumori al fegato
  • +43 per cento del linfoma non Hodkin
  • +80 per cento di tumori al corpo utero superiore
  • +48 per cento di tumori al  polmone
  • +100 per cento di tumori allo stomaco
  • +24 per cento di tumore alla mammella

Anche per i bambini gli esperti hanno registrato incrementi significativi di contrazione di malattie per tutte le cause nel primo anno di vita ed un aumento della mortalità.

Il tavolo convocato dal ministro Balduzzi è stato preceduto e seguito da feroci polemiche da parte delle associazioni ambientaliste. I dati del Rapporto Sentieri, infatti, erano pronti già da tempo e sarebbero dovuti essere presentati il 18 settembre ma hanno subito un improvviso quanto inaspettato “slittamento” a oggi, a pochi giorni dall’approvazione dell’Aia firmata dal ministro dell’ambiente Corrado Clini.

Angelo Bonelli, presidente del Verdi, ha parlato di “scandalo europeo”. “E’ molto grave che questi dati vengano presentati in ritardo, dopo che si è concluso l’iter per l’Aia all’Ilva”, ha detto Bonelli e “quello che è ancora più grave è che la Commissione Aia del ministero dell’Ambiente ha ritenuto inopportuno considerare i dati sanitari e i dati sulla mortalità”. Per Bonelli si tratta di “uno schiaffo alla città di Taranto, ai tarantini, ma anche agli italiani che pretendono che il governo agisca in nome del popolo italiano”. Per questo Bonelli ha chiesto che “l’Aia licenziata in Conferenza dei servizi si riapra e si consideri il danno sanitario perché qui la gente, i cittadini di Taranto, meritano e pretendono di avere una città pulita in cui non ci si debba ammalare”.

Da parte sua Balduzzi si è detto convinto che “si debba fare di più e questo vale sia per il piano di monitoraggio sanitario sia per ciò che sta dentro l’Aia per l’Ilva così come per il piano di prevenzione”, difendendo però l’Autorizzazione integrata ambientale concessa dal ministro Clini all’Ilva come  un possibile “punto di svolta” i cui risultati potrebbero essere evidenti nel giro di un anno. “Un anno mi sembra un periodo adeguato per le prime valutazioni”, ha concluso Balduzzi.

Bonelli ha poi ricordato di essere stato querelato dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, perché si riteneva avesse manipolato i dati e diffuso notizie false. “Ma il punto – ha attaccato il leader dei Verdi – è che i dati che noi abbiamo fornito hanno un’entità minore rispetto a quelli forniti dal ministro Balduzzi, che sono ancora più gravi. Ora”

foto: flickr.com/ilfattoquotidiano

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