Le promesse elettorali e la spesa inutile

Dal Salva Italia al Salva Lecce, tutto è salvo fuorché la promessa, sbandierata in campagna elettorale, di “non aumentare l’Imu” da parte dell’amministrazione uscente di Paolo Perrone e in particolare dell’assessore ai Tributi e alla Fiscalità Attilio Monosi (che ha conservato la delega anche in questa consiliatura). La mossa, della quale il sindaco e l’assessore hanno spiegato oggi le motivazioni, smentisce di fatto quanto dichiarato prima delle elezioni, quando l’Imu, la sua abolizione, sembrava uno dei cavalli di battaglia di un redivivo Berlusconi pronto a tornare in campo. Battaglia prontamente ripresa da Perrone che ne fece una bandiera in campagna elettorale e subito dopo: “La mia prima battaglia sarà contro l’Imu”, disse il giorno stesso della rielezione.

Ma se la battaglia contro l’Imu Perrone la sta effettivamente perseguendo (ma solo sul piano politico), lo stesso non può dirsi della promessa elettorale di non aumentare la tassa rispetto ai propri cittadini. Fu propaganda, dunque. E lo si comprese in parte già ad agosto scorso, quando la maggioranza di Perrone approvò in Consiglio comunale (con l’astensione dell’opposizione) una riduzione dell’aliquota suggerita dal governo sulla prima casa (da 0,4 a 0,3 per cento) insieme però a una maggiorazione (dallo 0,7 all’1 per cento) per seconde case ed edifici non adibiti ad abitazione. Allora fu rivolta da parte di proprietari di studi professionali e negozi, che costituiscono gran parte del tessuto economico leccese.

Ma da giorni circolava la voce di un nuovo aumento, causato da qualche calcolo troppo ottimista e, come scritto sulla bozza di delibera approdata ieri in commissione Bilancio, e rivelato da Carlo Salvemini sul suo blog, da “incomprimibili esigenze di bilancio della città”. Quali sono queste esigenze: di certo, al primo posto, ricorda lo stesso Salvemini, c’è “la necessità di far fronte a una spesa corrente abnorme che nel bilancio di previsione viene stimata sui 120 milioni di euro e sulla riduzione della quale, per una precisa scelta politica, il sindaco Perrone non interviene”. Una ferrea volontà politica contro la quale c’è poco da fare per Monosi: bisogna mettere, direbbe Berlusconi, “le mani nelle tasche dei cittadini”.

Oggi, in una conferenza stampa Perrone e Monosi si sono presentati davanti alla città confermando che l’aumento dell’Imu ci sarà, come da delibera in commissione. Un ulteriore tocco al rialzo per i locali commerciali e le seconde case (da 1 a 1,06), il cui gettito viene diviso in parti uguali tra lo Stato e il Comune e un ritorno a quanto suggerito dal governo (0,4 per cento) per le prime case, il cui gettito va interamente nelle casse comunali. È il trionfo della realtà sulla visionaria propaganda politica del Pdl berlusconiano? Forse. È anche il primo dei molti momenti in cui Perrone – finché resterà sindaco – e soprattutto i cittadini leccesi dovranno fare i conti con un passato recente nel quale nella gestione delle finanze del Comune di Lecce si è fatto tanto, troppo, affidamento sull’equilibrio precario di residui attivi in buona parte costituiti da crediti ormai inesigibili, si è dimenticato di segnalare tempestivamente qualche debito fuori bilancio milionario, si è mostrato un incredibile ottimismo contabile sul recupero dell’evasione fiscale di Ici e Tarsu.

I nodi vengono al pettine, dunque, in un Comune i cui revisori dei conti si oppongono o abbandonano la nave per non meglio precisati motivi e dove si attende l’arrivo dal 2013 dei revisori di nomina prefettizia. Prima di un possibile naufragio c’è tempo, però. E Perrone e Monosi prendono tempo: così l’aumento delle tasse per i cittadini viene giustificato con una svantaggiosa rimodulazione del Fondo perequativo nei confronti dei comuni che, come Lecce, applicavano ai cittadini un’Ici bassa. Altra motivazione il minor gettito (circa 700mila euro) derivante dalla cessione di Casalabate ad altri comuni. Su quest’ultima argomentazione meglio stendere un velo pietoso. Perché non ci hanno pensato prima?

La questione dei minori trasferimenti dal fondo di perequazione, invece, può essere riassunta così: i leccesi pagheranno di Imu più di quanto il Comune riceverà in termini di trasferimenti dal fondo perequativo istituito in tutte le Regioni d’Italia con l’obiettivo di garantire i servizi minimi di cui i Comuni sono incaricati per legge. Ciò perché il trasferimento dal Fondo ai comuni non può essere superiore rispetto a quanto gli stessi comuni incassavano dall’Ici. Su questo fronte il Comune di Lecce (per primo in Italia) sta dando battaglia al governo in sede di Tribunale amministrativo (con un ricorso curato dall’avv. Gianluigi Pellegrino) al fine di ottenere che i trasferimenti dal Fondo ai comuni vengano calcolati in base alla media degli incassi Ici di tutti i Comuni e non sulla base del gettito Ici percepito dal singolo comune, che penalizza chi, per mille motivi, applicava una Ici bassa ai propri cittadini. In ballo ci sono 2 milioni di euro, ha ricordato Perrone. Soldi che è troppo difficile recuperare tagliando la spesa corrente. A riportare quelli – e gli altri – nelle casse del Comune il sindaco e l’assessore hanno chiamato i cittadini, aumentando dell’Imu. Tutto purché la spesa non diminuisca.

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One thought on “Le promesse elettorali e la spesa inutile

  1. Utile approfondimento sulla situazione finanziaria del Comune, seguita da pochi in Città. Eppure la giostra sulle casse comunali dovrebbe essere seguita giornalmente da tutti, principalmente dai consiglieri comunali, perchè la somma degli impegni di spesa assunti con delibere di Giunta e determine dirigenziali ti fanno venire a capo anche delle vicende che hanno portato alle dimissioni di membri del Collegio dei Revisori. Si tratta in altri termini appunto di rivedere Bilanci, Conti e Spese. Quanto poi a coinvolgere un avvocato, d'area PD, in un ricorso contro il Governo sul calcolo e ripartizione dell'introito IMU è la trovata del Sindaco che proprio giorni addietro con l'avvocato scelto aveva recitato in una rappresentazione sulla storia della famiglia di Alessandro Manzoni, senza attualizzare quella dei Promessi Sposi…

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