Aerospazio, Foggia e Grottaglie eccellenze internazionali

L’elemento che per primo balza all’attenzione nel cercare di comprendere il valore economico e sociale dell’aerospazio in Puglia è il dato occupazionale. La sola Alenia Aermacchi nei due insediamenti pugliesi – Grottaglie e Foggia – esprime una dote occupazionale quantificabile in 1500 unità; indotto escluso, ovviamente. Subito dopo, a stretto giro, c’è la portata qualitativa del settore, che si inserisce nel solco di quella innovatività di processo e di prodotto che mette al riparo il settore dalla crisi (il settore è di per sé anticiclico), e lo proietta verso un futuro già assestato (perché pianificato) su alti standard di investimento. In sostanza, l’aerospazio è uno dei fiori all’occhiello del pur non debilitato sistema d’impresa pugliese. E questo per diverse ragioni, tra le quali spicca un intelligente modello distrettuale che ottimizza al meglio l’interazione fra grande industria, piccole e media imprese, istituzioni, centri di ricerca e università.

Non a caso il Distretto aerospaziale pugliese fa parte dei 18 poli Hi-Tech censiti nel 2011 da Intesa San Paolo, che presentano una variazione positiva del fatturato e del margine lordo. Ma non solo.
Quello dell’aerospazio è uno dei pochi segmenti produttivi in cui esiste una sempre più solida cooperazione interegionale e transpolitica tra la Puglia e la Campania. Regione, quest’ultima, che vanta una tradizione nel settore dell’aeronautica ormai quasi centenaria e nella quale la dote occupazionale di Alenia Aermacchi conta ben 4100 unità dislocate in tre insediamenti (tutti in provincia di Napoli): Pomigliano d’Arco, Nola e Capodichino.

La cooperazione pubblico-privato in Puglie e Campania sta dando i suoi frutti. Basti pensare che con la firma del decreto direttoriale n.190/Ric, sono state approvate le graduatorie delle proposte degli studi di fattibilità presentati al bando nazionale, collegato all’Avviso distretti e lavori e/o nuove Aggregazioni pubblico-private. Su 193 proposte presentate, lo studio di fattibilità relativo alla costituzione del Distretto aerospaziale della Campania si è classificato al primo posto, a pari merito con quello relativo alla costituzione del Distretto pugliese.
Viene da sé che tutto questo fa dell’aerospazio un settore trainante per l’intero Meridione, una vera e propria locomotiva produttiva di livello internazionale che spicca per quantità e qualità del lavoro, oltre che per l’inusuale capacità – rispetto ad altri settori nel Mezzogiorno – di attrarre investimenti dall’ Italia e dall’estero.

La qualità arriva da lontano.
Se la tradizione aeronautica campana affonda le proprie radici negli Anni ’20 (per poi strutturarsi negli Anni ’60), in Puglia il settore nasce di fatto negli Anni ’80 proprio con Alenia Aermacchi che, per via della posizione strategica nel Mediterraneo di cui gode la regione, decide di investire su Foggia con uno stabilimento divenuto negli anni un vero e proprio centro di eccellenza per la realizzazione di parti strutturali in materiale composito (titanio e carbonio). Non una cosa da niente, visto che il quando si parla di “composito” ci si riferisce a una piccola grande rivoluzione ingegneristica.
Caratteristiche principali di questo particolare materiale sono la leggerezza, la stabilità nel tempo, l’adattabilità alle forme e la versatilità di impiego. L’uso dei materiali compositi comporta anche una diminuzione delle attività di manutenzione poiché, rispetto alle leghe di alluminio utilizzate nelle produzioni di aerei tradizionali, sono più resistenti alla corrosione. Il costo è generalmente superiore rispetto agli altri materiali ma questo viene compensato dalla riduzione del peso, dai costi inferiori di produzione e da una bassissima percentuale di materiali di scarto dovuti alla lavorazione (assenze di fresature chimiche, meccaniche e trucioli). Già solo la lavorazione del composito fa di Foggia un centro di eccellenza a livello europeo e internazionale.

Nello stabilimento di Foggia – che si estende su una superficie totale di 329mila 869 metri quadri (di cui 54mila 670 coperti) – sono impiegate a oggi circa 850 unità lavorative, per lo più impegnate in attività relative alla ricerca, progettazione e produzione di parti in fibra di carbonio per velivoli sia civili che militari.
In campo civile il sito foggiano di Alenia Aermacchi è impegnato nella produzione di alcune componenti per i velivoli Boeing 767 e 777. E svolge un ruolo di primaria importanza all’interno del programma Boeing 787 Dreamliner, realizzando (interamente in materiale composito) lo stabilizzatore orizzontale, composto da tre pezzi principali: due cassoni monolitici e un piano centrale di giunzione.

Lo stabilizzatore del 787, realizzato interamente in fibra di carbonio (come la fusoliera e le ali del 787) è la più grande struttura composita monolitica mai fabbricata per un aereo commerciale e viene realizzato con un unico ciclo di polimerizzazione in autoclave a partire da 27 parti non polimerizzate. Si tratta di tecnologie proprietarie di Alenia Aermacchi e di processi produttivi innovativi che, come già specificato, rendono lo stabilimento di Foggia un punto di riferimento internazionale per le lavorazioni di materiale composito e sue applicazioni nel settore aeronautico. Lo stabilizzatore orizzontale, infine, si presenta come una sorta di semiala avente un’apertura alare di circa 20 m.

Nel settore dei velivoli da difesa, invece, oltre ad alcune componenti per il caccia monomotore AMX, velivolo alla cui produzione Alenia partecipa sin dagli Anni ’80, vengono realizzati i pannelli alari e di fusoliera (sempre in fibra di carbonio) del caccia multiruolo Eurofighter Typhoon.

Più recente, invece, lo stabilimento di Monteiasi-Grottaglie (Taranto), nato da un accordo di programma siglato da Alenia Aermacchi e Regione Puglia, dedicato alla realizzazione di grandi aerostrutture in composito quali le sezioni fusoliera centrale e centro posteriore del nuovo bireattore del Boeing 787 Dreamliner.
In particolare, in questo stabilimento si realizzano due grandi sezioni centrali della fusoliera. Con un processo produttivo innovativo – in gran parte automatizzato – che sfrutta brevetti esclusivi ed equipaggiamenti tecnologicamente all’avanguardia, per la prima volta è impiegata la tecnologia one piece barrel che utilizza i compositi per tutta la struttura primaria di un aereo commerciale.
Il complesso industriale è stato progettato per affrontare rigorose sfide nella produzione. La principale delle quali risponde alla necessità di far confinare l’intero insediamento industriale con un’area aeroportuale dotata di servizi e infrastrutture adeguati all’operatività di aerei di grandi dimensioni come il Dreamlifter, la versione cargo del B747 appositamente sviluppata per il trasporto dei componenti del 787 Dreamliner a Charleston (South Carolina – USA). Il capannone è composto da 3 navate (circa 65mila metri quadri, corrispondente a circa 15 campi di calcio), e prevede al suo interno una moderna clean room di circa 175mila metri cubi, paragonabile ad un albergo di 3mila stanze.

Alenia Aermacchi ha di recente riconfermato i suoi investimenti in Puglia. In particolare, per l’ultimo modello di boeing in fibra di carbonio (il dash 9), Alenia ha già previsto un investimento di circa 500 milioni di euro entro il 2014. Ed è tutto pronto (quasi) per il dash 10, il cui progetto sarà presentato a Seattle entro fine anno.

Insomma, oltre che presente, il settore aeronautico in Puglia, e nell’intero Mezzogiorno d’Italia, pare essere già futuro.

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