Se Lupin III ruba 20mila bottiglie di vino Cantele

Subire un furto non è mai bello. Per l’azienda vitivinicola Cantele la perdita di 20mila bottiglie (avvenuta la scorsa notte per via di un furto, appunto) pesa come un macigno. Eppure, nel rubare un simile quantitativo di nettare degli dei (per un valore di quasi 160mila euro) c’è qualcosa di esteticamente accativante. Qualcosa che ha a che fare con la scelta – estetica – di considerare il vino come un tesoro di cui entrare in possesso, e che a quelli della famigerata “generazione perduta” (cui chi scrive appartiene a pieno titolo anagrafico) solletica quel solido immaginario cartoonesco del Sol levante fatto di partite di calcio incredibili, battaglie interstellari e cavalieri in fissa con l’oroscopo; ma anche di caviglie sottili e seni da sogno, sigarette stropicciate e spade taglienti.

Insomma, chi, se non Lupen III ha potuto rubare le bottiglie di Cantele? E a quale scopo se non per amore di Fujico Mine (Margot per gli italiani)? E con quale risultato se non quello di subire l’ennesimo doppio gioco da parte della maggiorata nature più sensuale della nippon animation? Chi, se non un innamorato folle, ha potuto mettere a segno un colpo che le cronache descrivono con un pathos degno di una telecronaca calcistica? Su Quotidiano, alla pagina 26, si legge:

Approfittando dell’ora tarda e del fatto che la zona non fosse frequentata, i ladri hanno parcheggiato un grosso tir nei pressi di uno degli ingressi del magazzino, dopo aver aperto una serie di varchi per arrivare alle pedane. Primo passo, forzare un accesso laterale della cantina, poco visibile. Hanno divelto una sorta di sbarra e, con l’ausilio di una flessibile, hanno aperto il cancello. A quel punto il camion ha avuto accesso alla struttura, in retromarcia, condotto da uno dei componenti della banda. Gli altri, nel frattempo, hanno aperto con la stessa tecnica un secondo cancello finché o mezz non è stato lasciato, con il portellone aperto, nel piazzale, poco lontano. Ultimo ostacolo, l’ingresso del capannone in cui erano depositate le pedane. Forzato anche quello, i ladri, utilizzando un muletto presente nelle vicinanze, hanno iniziato a trasportare i vini, fino a riempire il mezzo. Poi, via nella notte, senza lasciare traccia.

Intendiamoci, a Cantele, che è una stimata azienda, non si possono che rivolgere rammaricati quanto sinceri attestati di solidarietà, ma l’immaginazione è bestia cinica che non si controlla. E vola, leggera, riscoprendo immagini sepolte da strati di innocenza perduta, benché questa faccenda del revival immaginifico possa ritenersi fatta della stessa sostanza delle cose inutili. Quindi, in fin dei conti, fondamentali. Perché se è vero che “l’inutile e il supefantasticare sul furto sono più indispensabili all’uomo del necessario” (cit. René Barjavel), sarà pur vero che fantasticare sul furto di 20mila bottiglie di vino non può che essere il modo più diversamente utile per sentirsi giornalisticamente necessari il 4 di agosto.

Arrivati a questo punto non resta che attendere notizie dagli inquirenti (rassicurante categoria della cronaca nera), già a lavoro per dare un volto ai ladri. Tempo perso. Lupin non si acciuffa. A meno che dalle parti di Guagnano non si faccia vivo un ispettore un po’ nevrastenico vestito di un bell’impermeabile color cammello e l’aria da duro. Solo apparenza.
Il consiglio alla famiglia Cantele è di assecondare ogni sua nevrosi, posto che delle 20mila bottiglie a lui non frega niente. Per lui, sia chiaro, la cosa più importante è quella di non riuscire ad acciuffare Lupin, oppure, meglio ancora, arrivare a sfiorare l’impresa. Al più, nella malaugurata ipotesi in cui dovesse riuscirci per davvero, lasciarlo scappare fingendo di farsi fregare per l’ennesima volta. Zenigata, così si chiama l’ispettore in questione, in cuor suo sa bene che meglio del raggiungimento del desiderio c’è solo il desiderio stesso; perché raggiungerlo, il desiderio, significa perderlo. E a quel punto non basterebbero tutte le 20mila bottiglie di vino Cantele per dimenticare. Alla salute.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *