Tutti pazzi per il Barroccio, come una spiaggia in mezzo alla città

A Lecce c’è un nuovo posto in cui fare una serie di cose che a Lecce non si erano fatte mai. Cose come trascorrere i mercoledì sera in bikini e pareo, pur restando in città; richiedere brani di Al Bano e Romina alla console senza provare la minima remora, poi, a ballarli. Oppure fare salotto, parlando perfino di precariato, di giornali, di legalità, in mezzo alla gente che balla, che adesso è passata a Patti Smith.

Un posto in cui divertirsi concretamente senza spendere più di 5 euro per un’intera serata e, nel frattempo, vedersi ricambiare l’ottanta per cento dei sorrisi, gratis. Un posto dove poter gustare, in pieno Salento, un autentico panino al lampredotto; preparato, proprio come in piazza della Signoria a Firenze, con uno dei quattro stomaci dei bovini, il gustosissimo abomaso; rinnovando ogni sera, nella pratica della lenta masticazione e digestione di quella perla del cibo di strada toscano, un gemellaggio con la Lecce del Nord più forte dell’architettura e più forte del metabolismo. Tutto questo, e molto altro ancora, avviene regolarmente al Barroccio, un locale che si trova proprio sotto l’Obelisco di Porta Napoli e che è nato, grazie all’intuizione di un gruppo di amici (fra cui uno straordinario musicista popolare) dalle ceneri di una minuscola friggitoria, risorta dunque come una fenice rifritta, per assurgere a luogo cult della stagione estiva 2012.

Vi sono assidue almeno due generazioni e tre quarti di universitari, donne di cultura, maschi ignoranti, giornalisti, giovani professionisti dal forte senso etico, vecchi con zero senso estetico, ma col ritmo nel sangue. Gente che non c’entra niente con le categorie precedenti, che viene qui a divertirsi con poco, anche se tu chiamalo poco un vero luogo, nel centro di Lecce. E’ l’antidoto più garrulo che siamo riusciti a trovare al caldo delle sere d’estate in cui non vale la pena spostarsi, vuoi perché finisci troppo tardi al lavoro o hai iniziato troppo presto a non fare un Damiano D’Autilia. Il Barroccio è un lido urbano, una spiaggia senza il mare emersa in quella sorta di fascinosa favela della porta accanto che è la prima propaggine di San Pio, coi suoi tendoni grigi delle botteghe chiuse e i costumi sgargianti che fanno capolino dalle cerniere aperte.

Il Barroccio non occupa più di un marciapiede, ma è come se fosse un molo, a fare da spartiacque a una distesa di catrame. A Bari accade al Chiringuito di essere il vero confine ancora calpestabile fra il mare e la città; fra il mercato del pesce e la movida dei semplici, fatta da Peroni a gettito continuo e pochi ma significativi episodi di incontri scuola-famiglia all’Università della Terza Via, fra normalità e disgregazione. Il Barroccio è l’unico locale di tendenza a Lecce in cui vige una selezione innaturale: facce che non avrebbero neanche la possibilità di accendere una sigaretta a una notabile del Rio Bo, qui ottengono numeri di donne fantastiche con la sola imposizione delle mani al posto giusto nel momento giusto: quasi sempre sui fianchi e all’attacco di “Non voglio mica la luna” (ma spesso c’è anche musica dal vivo).

E non già perché, antimeritocraticamente, qui gli ultimi sono i primi. Ma perché qui l’unico potere che si rispetti è la presobenecrazia. Se sei veramente preso bene, per una sera sei il capo, sei bello e irresistibile, e ti toccherà pure vederti offrire birre rosse da donne vestite un po’ anni ’60, con gonnellona e frontino ton sur ton su capelli che non hanno mai visto una tinta. Non c’è neanche rivalità fra le fidanzate di Bruno Mola e quelle di Paolo Paticchio: sono tutte di Massimino Foto, che fra l’altro è quello che balla meglio di tutti (vedere per credere, esibizioni da Dirty Dancing), favorito anche dall’occhio azzurro alla Paul Newman che, complici le nuove illuminazioni perroniane dell’Obelisco, non era mai stato così azzurro come in queste sere d’estate.

Non è un caso se l’intelligentsia leccese giovane dentro o giovanile fuori ha cominciato a prendere d’assalto questo locale, ed è diventata barrocciaia convinta, soprattutto nei giorni infrasettimanali. Tanto per fare un esempio, è stato qui che, per quasi tutto luglio, l’affiatatissimo gruppo dell’Ole (Otranto Legality Experience), ben consigliato dal suo uomo nel Salento Paolo Paticchio (Terra del Fuoco Mediterranea), e con tanto di Vittorio Agnoletto a grandezza naturale al seguito, ha stabilito il suo quartier generale notturno, dopo le intense sessioni di conferenze e dibattiti delle varie giornate. E’ stato qui che tante notti all’insegna della più completa legalità si sono consumate, anche a patto di dover fare i conti con adulteri mancati e, comunque, con più rimpianti che rimorsi. Oggi è il turno dei giovani attivisti di Informazione Precaria di rendere il Barroccio la propria residenza estiva, organizzando qui i loro dibattiti sul presente e sul futuro di uno dei mestieri più belli e antichi del mondo e rosicchiando, ormai, sempre più spazio anche all’istituzione della “Conferenza Spanza” come occasione di contatto fra i membri di una categoria che ha bisogno più che mai di aggregazione e/o mutuo soccorso.

Per com’è concepito oggi, e come ci auguriamo continui ad essere concepito, il Barroccio è l’unico locale salentino che abbia dimostrato di poter raccogliere l’eredità dell’Avamposto, il caro, vecchio “baretto” che, insieme con parte della scogliera e la sensazione di vivere in un mondo leggermente meno orrendo del solito, è la fra le tante piccole cose che il Diciannove e l’Augustus Resort ci hanno tolto per sempre di Porto Miggiano. Insomma, se c’è un luogo non lontano dal centro storico di Lecce in cui volete far finta che a settembre, massimo ottobre, non mangeremo cavallette, questo è il Barroccio e siete tutti invitati a demandare al dj set di Federica “Fatina” De Giorgi, fra omaggi a Lucio Dalla e parodie di Gennaro Cosmo Parlato, la vostra canzone del cuore, sempre sperando che la vostra “Baby” non sia rimasta imbottigliata sul lungomare di Gallipoli.

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10 thoughts on “Tutti pazzi per il Barroccio, come una spiaggia in mezzo alla città

  1. Considerando che il posto è situato nel bel mezzo dello smog cittadino e che una coca cola in bottiglia da 20 cl costa ben 2 euro (prezzo superiore persino a quello propinato nei più "centralissimi" bar) pare che quest'articolo spinga le aspettative del cliente ben oltre la dura e cruda realtà.

  2. Inoltre, desidererei aggiungere la simpatia con la quale le bariste accolgono la clientela al banco, ma soprattutto i tempi biblici che intercorrono tra la richiesta di una bevuta e la consumazione della stessa.
    Di sicuro i proprietari hanno tanti amici. Di certo posto sopravvalutato.

  3. mi chiedo e dico: ma i ragazzi si affollano dove c'è un bravo pusher, o un bravo pusher accorrre dove i ragazzi si affollano?

  4. provincialismo radical chic d'accatto del locale e dello scrivente. La sinistra del baroccio è purtroppo identica a quella che si presenta alle elezioni

  5. Senza offesa per luoghi, persone o attività, sembra un articolo in cui inserire senza troppo sforzo logico Paolo Paticchio o Bruno Mola (di cui non conosco nulla) ma che non mi sembra siano riferibili a contesto.
    Ci manca il vecchio tic e tribù di un tempo

  6. MA VOI DI 20CENTESIMI COSA STATE DIVENTANDO?
    ERA COSì INTERESSANTE IL VOSTRO MODO DI GUARDARE LE COSE ANCHE POLITICHE DI QUESTA CITTà, POI NON SO COSA ACCADE, MI SIETE SEMBRATI PIù PARTIGIANI DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE, ANCHE IN UN MODO STRANO, POI ORA NIENTE Più, METTETE IN PRIMA PAGINA NOTIZIE COME QUESTA, E POSTI COME QUESTI, ASSURDI, IL RAGIONAMENTO STESSO CHE CREA DI QUESTA CITTà UN POSTO SENZA SPERANZA

  7. Mi piacerebbe sapere cosa bevete per passare una intera serata al barroccio "senza spendere più di 5 euro"
    Ah…complimenti per la marchetta!

  8. Cosa c'era in quei cocktails economici che ti ha dato lo spunto per scrivere una marketta del genere? Il mojito fatto con ghiaccio intero, acqua frizzante e un sacco di rum, é semplicemente imbevibile!! Certi barmen maleducati e impreparati dovrebbero solamente limitarsi a "stappare" delle birre! La location, in mezzo al traffico, non aiuta certo a ballare in costume!

  9. bhà certamente non tutti colgono ed apprezzano tutto….
    sia la fantastic ironia di questo articolo…
    sia il pressappochismo di chi non capisce tale stile di stesura di 1 articolo mondano….hce tra realtà e fantasia prende per culo tutti….

    che volete farci

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