Il beauty contest di Perrone e le aspettative dei leccesi

Nelle prossime ore il sindaco Perrone dovrebbe comunicare i nomi della sua giunta. Delle persone cioè che, forti di una maggioranza numericamente solida, governeranno la città di Lecce per i prossimi cinque anni. Di sorprese c’è da attendersene ben poche, anche perché, come ha detto lo stesso sindaco alla stampa negli ultimi giorni, il  criterio di scelta sarà la meritocrazia sancita dalle urne. In soldoni le preferenze collezionate da liste e candidati. Molti dei quali già sapevano, prima di intraprendere la campagna elettorale, di giocare non per un posto da consigliere ma per uno da assessore.

Questo ha acuito la competizione, soprattutto all’interno della lista del Pdl, ha dato il risultato di una selezione “naturale” in parte diretta dall’alto, all’atto della stessa composizione delle liste, e ha concesso a Perrone la soddisfazione di un risultato che ha premiato molti suoi fedelissimi, lasciano indietro altri, forse meno legati a doppio filo dalla riconoscenza personale al sindaco.

Per conto loro, gli sconfitti dalla selezione scalpiteranno in consiglio comunale, probabilmente si aprirà una successiva spartizione compensatoria della presidenza delle commissioni consiliari e delle deleghe ai consiglieri e la catena del comando – o del controllo – sarà fatta. C’era da aspettarsi qualcosa di diverso?

Su questo giornale si era ipotizzato di sì, del resto il risultato elettorale aveva consegnato al sindaco in persona l’opportunità di sentirsi slegato dai lacci e laccioli tra i quali si è dibattuto durante il suo primo mandato (ricordate il rimpasto di giunta dopo la cacciata di Poli e IoSud? Mesi e mesi di “totorimpasto”). E, di conseguenza, di poter disegnare sulle esigenze del suo programma di governo la composizione della giunta.

Invece no, non è andata così. Lo stesso Perrone ha detto aver consultato non solo le tutte le componenti politiche, come è buona norma, ma anche singoli consiglieri. Per non dire della consulenza da parte del suo padrino politico, Raffaele Fitto, dal quale si ipotizzava potesse sentirsi più slegato dopo il risultato elettorale (che lo premiava nonostante l’accordo caldeggiato con IoSud proprio dallo stesso Fitto). Invece no.

Più che di una consultazione elettorale, la giunta Perrone bis sarà il risultato di un beauty contest giocato a colpi di preferenze, risultato di un tutti contro tutti a tratti spietato che ha selezionato e in parte rinnovato la classe dirigente del centrodestra cittadino. La speranza dei cittadini è che oltre che a prendere voti, quelli che saranno gli assessori di Perrone siano bravi anche a governare e competenti nei settori della vita pubblica che gli verrà chiesto di coprire. Le patate bollenti sul tavolo del governo cittadino saranno tante, a partire dalla questione dell’Imu, tassa contro la quale il rieletto sindaco si è da subito scagliato e che ora gli toccherà regolamentare (in un Comune, come ammise lui stesso, “tecnicamente in dissesto”). Il Piano regolatore, in una città dai mille appetiti. Lo tragicomica vicenda del filobus, le questioni aperte di Boc e di Via Brenta, i contenziosi e le chiusure di bilanci  che dall’anno prossimo saranno controllati da revisori esterni, non più di nomina politica. Questo per tacere del complesso intreccio di politiche sulla qualità urbana (rifiuti, trasporti, traffico, servizi sociali, urbanistica) sulle quali si misurerà la percezione della dell’azione amministrativa da parte dei cittadini.

Da buon comunicatore, Perrone – che ha vinto la campagna elettorale mostrando di essere troppo impegnato per controbattere alle visioni dei suoi avversari politici – non mancherà di riservare una o più sorprese nella composizione della giunta. Certo una quota rosa “tecnica” o un giovane in più al governo non lo riscatteranno da questi lunghi quaranta giorni trascorsi con manuale Cencelli in versione leccese tra le mani. Né dallo strascico di perenni scontenti, di insaziabili, di arrivisti e malpancisti che si ritroverà all’interno della maggioranza. L’augurio è che questi cinque difficili anni di amministrazione non si trasformino in un continuo turn over per non scontentare nessuno. L’augurio è che le uniche aspettative da soddisfare, per Perrone, siano quelle dei leccesi. Tutti.

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *