Alla scoperta delle rarità erotiche del web con Giovanni D’Agata

Non c’è nulla di sbagliato nel cambiamento, a patto che sia nella giusta direzione
Winston Churchill

Lo diciamo da mesi: qualcosa sta mutando in Giovanni D’Agata, il salentino divenuto una celebrità fra i tuttologi italiani per l’invenzione del “pessimismo civico”, votando ogni singolo gesto della sua vita professionale alla qualità della vita del prossimo. E’ cosa nota che quella di D’Agata sia una vera e propria vocazione. Un’ascesi, basata sulla rinuncia ai piaceri materiali derivanti dal consumismo e all’elencazione di ogni singola patologia il cittadino possa contrarre in seguito al contatto con qualsivoglia categoria merceologica.

Ma da qualche mese D’Agata non sembra più lo stesso. E qualcosa ci dice che il cambiamento definitivo potrebbe essere avvenuto proprio questa settimana.

Con la nota del 21 aprile (intitolata: “Curiosità. Intimo e articoli erotici sono tra gli oggetti smarriti sui mezzi pubblici“) la lunga lotta – tipica dello stato monacale – fra l’indignazione per i peccati altrui e una certa latenza libidinosa, giunge al suo epilogo. È stata una lotta fra titani, ma quest’ultimo documento non lascia spazio a dubbi. La scelta da parte del componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” è stata tutta per la concupiscenza, seppur celata dietro un’astuzia da vero maestro della dissimulazione.

Recita la nota:

Sui mezzi pubblici si perde e si trova di tutto, ma le curiosità che si possono trovare sul sito www.fundsachenverkauf.ch hanno dell’incredibile anche perché denotano un cambiamento delle abitudini degli utenti. Tra le tante cose che si possono scovare che sono state smarrite sui treni vi sono, pensate, anche articoli erotici. Si può acquistare un vibratore per 19 franchi, un butt plug per 10 franchi oppure un chilo di biancheria intima femminile usata e non lavata per 30 franchi.

E’ evidente fin da subito che la pretestuosità di episodi come quello del letto a baldacchino con 4 falli giganti (oggetto dell’attenzione speculativa di D’Agata nel gennaio scorso) lascia finalmente spazio a puro interesse antropologico per la rarità erotica, per il feticcio “bizarre”. D’Agata non è un prete spretato per un colpo di fulmine, ma per amore della conoscenza, dell’esplorazione eccentrica del web alla ricerca di verità e di novità in fatto di sex toys.

Forte delle sue capacità di divulgatore, D’Agata ormai getta via la maschera da censore, mettendo a disposizione del pubblico le sue lunghe peregrinazioni nel lato oscuro del web (che sono il pane quotidiano della sua attività).

Ma Giovanni non si ferma qui. Il “monstrum” che ha appena domato, vale a dire la sua capacità autocensoria, gli lascia spazio per esaltare quello che un tempo sarebbe stato il nemico. Come la fanciulla dall’aspetto virginale che abbiamo fatto nostra solo dopo lunghe trattative, si rivela poi la più vogliosa del nostro curriculum, così Giovanni D’Agata evidentemente reagisce alla novità della scoperta del suo vero io:

Le cifre sono impressionanti. Ogni settimana, l’azienda riceve oltre 20.000 articoli, di cui il 95% proviene dalle ferrovie. […] Non è raro, infatti, che vengano smarrite intere valige piene di articoli erotici.

Non c’è più spazio per il pessimismo nell’economia del discorso di Giovanni, che ha ormai abbandonato quel vecchio filone – pur restando altrettanto “civico”, in questa sua nuova mission – per dare fondo al suo archivio di preziosità online, la sua “wunderkammer” di prodigi e di bellezze esotiche.

Dov’è il genio? E’ in un passaggio che contiene il vero motivo per cui il vecchio D’Agata, per come lo conoscevamo, avrebbe potuto scrivere un comunicato stampa del genere:

La gran parte [dei prodotti in vendita sono] nuovi di fabbrica. Nel caso contrario, vengono dovutamente disinfettati e lavati. Fa un po’ specie, che la biancheria intima invece non viene lavata, anche se sembrerebbe che la richiesta d’acquisto di questo tipo di prodotti rimane comunque molto alta.

Con un colpo da maestro della retorica, D’Agata simula di non sapere che solo la biancheria usata ancora permeata dall’odore femminile possiede, per i raffinati collezionisti che frequentano – al pari suo – siti web come www.fundsachenverkauf.ch, il massimo valore aggiunto. Che è pari a quello delle maglie di atleti “match worn”, cioè quelle indossate realmente durante una partita di calcio e poi messe all’asta su eBay.

A riprova di ciò, è proprio il concetto di cambiamento ad essere al centro della sublime chiusa della nota.

Il ritrovamento di tale tipo di oggetti sui mezzi pubblici, denota un evidente cambiamento nelle abitudini dei cittadini.

Se D’Agata può cambiare, tutto il mondo può cambiare.

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