Ruggeri, l’Udc e gli accordi last minute

Non posso che manifestare il mio disorientamento di fronte alle dichiarazioni di Totò Ruggeri in merito alla decisione che l’Udc: avrebbe preso venerdì scorso per il rinnovo del Consiglio Comunale di Leccesostenere Loredana Capone Sindaco già al primo turno.
È davvero incredibile: per mesi Ruggeri si è destreggiato tra accordi, riunioni, strategie e candidature a sorpresa e poi, una volta capito di non avere grandi spazi o alternative, si trova costretto ad imboccare la strada dell’accordo col centrosinistra. Saltando a piè pari, tra l’altro, l’esercizio democratico delle primarie. Troppo scomode, troppo faticose.

Ma non era stato Ruggeri, nell’ottobre scorso, a presiedere una conferenza per presentare la nascita del Terzo Polo nella Provincia di Lecce, insieme a FLI, API ed MPA? E non era sempre Ruggeri a ritrovarsi all’hotel Patria insieme alla Poli Bortone, a Paolo Pagliaro, ad Enzo Russo e a Paolo Pellegrino, nel dicembre scorso, per brindare alla salute del Terzo Polo? E non sono sempre le stesse persone ad organizzare un grande Convegno nazionale del Terzo Polo il 22 ottobre in Piazza Libertini, alla presenza dei leader Pierferdinando Casini, Gianfranco Fini, Francesco Rutelli e Raffaele Lombardo? E non è sempre Ruggeri a inneggiare al Terzo Polo nel corso dell’ultimo Congresso Provinciale dell’Udc?
Oggi mi chiedo che fine abbiano fatto tutti questi buoni e altisonanti propositi: Russo sosterrà il Pd e ha rotto l’alleanza con Futuro e Libertà, che invece appoggerà il Pdl e Paolo Perrone. E anche la Poli, a quanto pare, è in trattative per il rientro. Pagliaro, com’è noto, è in corsa per le primarie contro il sindaco uscente. E il Terzo Polo? A Lecce è stato una farsa.
E l’Udc? Vi spiego l’arcano: Ruggeri e l’Udc leccese si sono accorti di essere rimasti soli (si ricordi che nessuno dei prestigiosi candidati della cd. “società civile” si è prestato ad una candidatura con l’Udc!) e di avere, quindi, come unica alternativa l’accordo dell’ultimo minuto con il centrosinistra. D’altronde, chi è abituato a scelte di convenienza ed è poco avvezzo alle battaglie autenticamente politiche non può che saltare sul carro del vincitore nel momento più opportuno, senza troppo sforzo. Posto che anche l’ipotesi di sostenere il centrodestra va scartata: Ruggeri non potrebbe mai sostenere chi gli ha sottratto gli ex Udc Monosi, D’Autilia, Rizzo…

Io credo, invece, che a questo punto il segretario dell’Udc farebbe meglio a chiedersi se non siano stati loro stessi a lasciarlo volontariamente, proprio a causa di questa sua assenza totale di linea politica, di coerenza strategica, di attaccamento al territorio. E se non sia ora di vestirsi di serietà e responsabilità, soprattutto quando si devono fare scelte che coinvolgono i cittadini, le comunità locali.
Per quanto mi riguarda, alla luce di queste considerazioni, non posso che tracciare un bilancio amaro di questa corsa alle migliori alleanze da parte dell’Udc leccese. Amaro soprattutto per chi, come me, vedeva e vede come naturale l’accordo a Lecce col centrosinistra attraverso la partecipazione alle primarie, voleva realizzarlo alla luce del sole e invece ha riscosso solo le cieche critiche di chi oggi, volente o nolente, è costretto a darmi ragione e a scegliere esattamente nel senso che, con spirito democratico, avevo provato ad indicare al partito oltre sei mesi fa.

foto paride de carlo

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