L’alleanza sotterranea tra Udc e Loredana Capone

Le buone notizie, dal congresso provinciale dell’Udc, vengono solo per Loredana Capone. La candidata alle primarie del Partito Democratico ha infatti incassato una apertura di credito importante nei suoi confronti da parte di Salvatore Ruggeri, che ha contemporaneamente chiuso la porta in faccia al sindaco Perrone. Da qui a ipotizzare alleanze tra Pd e Udc al primo turno delle prossime elezioni amministrative a Lecce ce ne passa. Ma è ormai certo che le forze politiche maggiori della città, quelle che non si chiamano Pdl, sono tutte indistintamente a favore di un deciso cambio della giuda politica di Palazzo Carafa.

Non male come premessa per il centrosinistra. Male, molto male, per il Pdl cittadino che continuando a presentare un progetto di continuità con la stagione di governo di Perrone non fa altro che accentuare l’isolamento che circonda il suo candidato in pectore. Che, beninteso, ci mette molto del suo disfacendo a colpi di conferenze stampa quanto faticosamente i vertici politici del suo partito, Gallo e Congedo, vanno tessendo di tavolo in tavolo. L’attacco sul filobus ad Adriana Poli Bortone a questo proposito sembra aver messo definitivamente una pietra sopra a un possibile ricongiungimento con IoSud.

Per ciò che riguarda l’Udc il sindaco Perrone è lo stesso che negli anni passati, alla ricerca di un disperato consenso in Consiglio Comunale e nella Giunta, ha praticamente fagocitato tutti i consiglieri eletti dallo scudocrociato nelle ultime elezioni. Ha ostacolato l’ingresso in Consiglio di Andrea Corvaglia – commissario cittadino – che avrebbe dovuto prendere il posto del transfuga Rizzo (premiato con la presidenza dell’Istituzione per i servizi Sociali senza le contestuali dimissioni da consigliere che buon senso avrebbe consigliato). Ha ingaggiato una querelle quotidiana – non risparmiando sarcasmo – con Wojtek Pankiwicz che probabilmente sarà il prossimo commissario cittadino dello stesso partito con al quale il Pdl cerca di proporre una alleanza. Insomma, Perrone rischia seriamente di condurre la sua personale battaglia per la riconferma da un fortino assediato da più parti.

Una situazione di oggettiva debolezza che Loredana Capone ha compreso e sulla quale sta già lavorando. Salvatore Ruggeri è il primo leader di partito con il quale ha parlato e – dicono i maligni – già stretto un accordo di massima. La seconda è stata Adriana Poli Bortone, incontrata addirittura prima di ufficializzare la sua candidatura alle primarie. La sintonia tra la candidata del Pd alle primarie e il centro è dunque già nei fatti. Manca la sostanza. E qualche protagonista (volutamente) dimenticato dagli attori che hanno animato il congresso dell’Udc e le discussioni a margine dello stesso.

Carlo Salvemini non è stato invitato al congresso dell’Udc. Se ne sarà fatta una ragione, visto che neanche al tavolo dei partiti del centrosinistra nessuno ha mai pensato di interpellarlo. Ma il segnale che viene da questa scelta fa comprendere che il percorso politico delle primarie è l’unico motivo per il quale l’alleanza anti-Perrone tra Pd e Udc non è ancora stata sancita da un patto alla luce del sole. E, accanto a questo, il fatto che le primarie siano il prodotto di una coalizione che contiene sigle che all’Udc non vanno a genio neanche un po’: Rifondazione Comunista e Italia del Valori.

Lo scenario che si prospetta, dopo il congresso provinciale dell’Udc, sembra dunque già delineato. Se Loredana Capone sarà capace di vincere le primarie contro Salvemini l’allargamento della coalizione sarà una formalità (e non c’è dubbio che per la vicepresidente della Regione perdere l’ala estrema della coalizione di centrosinistra non sarà un problema). Se ciò non dovesse accadere, il Terzo Polo andrà avanti per la sua strada. E il centrosinistra si giocherà la carta del rinnovamento totale, basato esclusivamente sulle forze dei partiti della coalizione e sulla proposta di Carlo Salvemini. A meno che qualcuno non pensi che alla luce dell’apertura di Ruggeri nei confronti di Loredana Capone – e del Pd – le primarie possano essere messe in discussione. Molti lo pensano ma nessuno è disposto ad ammetterlo a microfoni aperti. Per il momento.

Questa settimana dovrebbe essere quella decisiva. I partiti del centrosinistra dovranno redigere il regolamento delle primarie. E anche in questa fase il movimento politico (Lecce2.0dodici) del competitor di Loredana Capone non verrà chiamato a dare il suo contributo. Altra stranezza in una campagna elettorale che si gioca su tanti, forse troppi, tavoli.

 

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2 thoughts on “L’alleanza sotterranea tra Udc e Loredana Capone

  1. questa "estraneità" di salvemini ai fatti organizzativi del centrosinistra è infatti uno degli aspetti più curiosi di questo momento politico. anche e soprattutto perchè tutti i discorsi i propositi e le scelte di salvemini sembrano finora pienamente inscritti nell'ambito cultural-politico del centrosinistra storico, senza alcun estremismo ma con piena lucidità e novità di linguaggio…

  2. dobbiamo ricordarci sempre di una cosa: i migliori vengono sempre isolati. soprattutto se a tirare i fili ci sono vecchie (ma davvero!) volpi come la Poli, Ruggeri e Capone.
    E' un peccato che Salvemini non venga volutamente messo in grado di "giocarsela" alle primarie. Se è il prezzo da pagare all'Udc, è un bel prezzo. certo l'ossessione di buttare fuori Perrone da palazzo carafa sta facendo crescere una coalizione davvero incredibile ed eterogenea, ma… fino a che punto si può arrivare? e soprattutto come si fa a governare con una formazione che va dal centro all'estrema sinistra? ma l'estrema sinistra può votare una come la capone? io credo di no, cmq ne vedremo delle belle…

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