L’integralismo civico del Movimento cinque stelle
Se con l’avvicendarsi del Natale la bontà pervade anche gli animi più cupi (n’è vero?), con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative il senso civico ulula alle menti delle persone savie. Ecco, allora, sorgere nel firmamento della politichetta locale le cinque stelle del movimento di Beppe Grillo. Pressoché immancabili quando lo scalpitio delle urne si fa intenso (benché a Lecce si tratti di un debutto), questi astri nascenti del perbenismo civico risultano però assenti dal pubblico dibattito quando il principio attivo elettorale si disperde nei tempi lunghi della politica.
Il Movimento cinque stelle, altresì detto il MoVimento, qualche giorno fa ha annunciato che alle Amministrative leccesi sarà presente con un proprio candidato sindaco. Il tutto è scritto in un comunicato stampa dal quale si apprende che è in corso di stesura un programma “realizzato nella migliore tradizione del MoVimento”, aperto alle “istanze di chiunque volesse proporre le proprie soluzioni ai mali che angustiano una città bellissima come Lecce, sgovernata da anni di centro-destra e da una opposizione inconsistente”.
Fatte salve le buone intenzioni di chi del MoVimento fa parte (a proposito, chi ne fa parte?), le cinque stelle in questione hanno il difetto di emanare un inquietante alone di “integralismo civico”, uguale e contrario al “lassismo politicista” al quale si contrappongono. Il principio è che se si tratta di società civile è meglio. A prescindere da tutto.
Ma in virtù di quale legge dell’Umanesimo contemporaneo dei “cittadini incensurati, senza tessere di partito in tasca e immuni da qualunque ambizione di carrierismo politico” (così è scritto nel comunicato) dovrebbero essere garanzia di competenza e di onestà intellettuale?
Eppure la cosa che più di ogni altra lascia perplessi è che questo “integralismo civico” non ha volto se non quello barbuto e incazzato di Beppe Grillo. E’ lui il marchio registrato, il sigillo di autenticità, il grande puffo della garanzia. E’ lui che una volta verificato il tasso di perbenismo delle persone, come fa l’uomo del monte, sentenzia. “Beppe grillo ha detto sì”.
Il problema è che la tassonomia delle “persone per bene” è davvero troppo variegata per poterla accettare come garanzia di qualità di gestione della cosa pubblica. Dire di una persone che è “per bene” è come dire di un’opera d’arte che è “bella” e di una canzone che è “carina”, o di un politico che è ladro solo perché è un politico. Semplicemente, non significa niente.
E però in politica, come in televisione, tutto fa brodo. Anche le stelle del MoVimento. Tutte e cinque, nessuna esclusa, comunque si chiamino e qualsiasi cosa abbiano da proporre alla città. L’importante è partecipare. Soprattutto alle elezioni. Non è un caso che a dare un caloroso bevenuto alla stelline del Grillo parlante attraverso la sua Fan page di Facebook sia stata la sportivissima Loredana Capone.
Benvenuto al Movimento Cinque Stelle per le elezioni comunali di Lecce. La sua presenza migliorerà il dibattito politico in una città spesso dormiente. Tutto ciò che è partecipazione serve a crescere.

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