Cosa c’entra Stefàno con Landini?

Movimenti inspiegabili, solo apparentemente, agitano la politica pugliese. E non mi riferisco solo alla mani alzate in segno di resa dei partecipanti all’assemblea
di presentazione della candidatura di Loredana Capone alle primarie. Sarà stata una protesta muta di quegli iscritti al PD che fino a poche ore prima erano sostenitori di Carlo Salvemini, e poi, a un dato momento, non lo sono stati più. Allora, hanno alzato le mani…
L’evento veramente inspiegabile risiede in quel patto federativo appena stipulato tra Sinistra Ecologia e Libertà e La Puglia per Vendola, cioè tra Vendola e la sinistra dell’UDC…acc*§!!…scusate…Dario Stefàno.
Il comunicato (qui ripubblicato) è un bell’esemplare di affettato politicismo (quasi)umanitario, di marchio fratoiannesco, versione neoclassica del sontuoso barocco vendoliano; con una spolverata di rigido ascetismo funzionariale losappiesco, e la foglia di basilico della piacevole chiacchiera altoborghese, un po’ cazzara, un po’ “non ti preoccupare, sistemo tutto io” di Dario da Otranto.

La domanda che ci sta martellando, che tormenta i nostri cervelli, come lo è un polpo sbattuto sullo scoglio dagli strateghi baresi del partito vendoliano numero 1 (per distinguerlo dai numeri 2 e 3), la domanda, dicevo, è questa: che c’entra Sinistra Ecologia e Libertà, ripeto Sinistra Ecologia e Libertà, con la Puglia per Vendola? La domanda è semplice, diretta, ingenua. Un osservatore meno informato potrebbe fare spallucce, ritornando a sintonizzarsi sui lenitivi massaggi cardiaci delle parole del nostro presidente di regione.
Se, però, mettiamo insieme alcuni dati, ecco che il quesito diventa sensato e urgente: come fa un uomo che fino a ieri era in predicato per aderire all’UDC; come fa un manager già dirigente di Confindustria; come fa uno che ha formato una lista per attrarre voti moderato-borghesi; come fa uno così ad aderire a un partito che si chiama Sinistra Ecologia e Libertà? Partito in cui milita il segretario nazionale della FIOM, Maurizio Landini, tanto per fare un nome. E perché dovrebbe farlo? E, poi, per quale misterioso calcolo strategico dovrebbero volercelo dentro quelli di SEL?
Mah! Il cumulo delle domande è tale e le risposte possibili che la nostra immaginazione concepisce talmente sconsolanti che preferiamo ritenere questa strada inspiegabile.
Alcuni autorevoli dirigenti di SEL, interpellati al riguardo, non hanno battuto ciglio, e hanno affermato che Stefàno dà una mano importante a Nichi in Consiglio, e poi è una simpatica e brava persona. Nulla da eccepire.
E allora compagno Stefàno, al lavoro e alla lotta!

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