Brindisi, primarie Pdl. E addio modello Ferrarese?

Se a Lecce le primarie sembrano un tabù, a Brindisi il Pdl sembra pronto a farle per scegliere il successore di Mennitti. Una mossa a sorpresa che potrebbe fare del capoluogo adriatico la prima città italiana in cui la destra sperimenta la consultazione del proprio elettorato. Escamotage che sarebbe utile anche per uscire dalla polemica che sta spaccando il centrodestra brindisino in due fronti.

L’ uscita di scena di Mennitti ha prodotto infatti una forte lacerazione nel Pdl che si è ritrovato di colpo privo di un capo carismatico e senza un erede altrettanto autorevole in grado di far convergere su di sè il consenso di tutto il partito. Sono uscite, di conseguenza, in tutta la loro evidenza, personalismi ed autocandidature. Massimo Ciullo e Cesare Mevoli, assessori nella giunta uscente, esponenti del movimento “Nuova Italia”, facente capo a Gianni Alemanno ed Alfredo Mantovano, hanno detto basta a candidature imposte dall’alto al fine di porre un argine all’antipolitica dilagante ed hanno invocato- in una nota- la necessità di aprire un confronto chiaro e trasparente:

Le primarie per la scelta del candidato sindaco rappresentano una grande occasione di coinvolgimento dei cittadini nella fase programmatica delle decisioni politiche di un partito o di una più larga coalizione, poiché non è importante solamente il momento della sfida elettorale con lo schieramento opposto ma è decisivo anche il momento precedente, quello in cui i propri militanti e simpatizzanti esprimano chi vogliono che li rappresenti meglio fra più proposte all’interno della stessa compagine politica. Anche perchè oggi in una stessa coalizione o partito si possono trovare rappresentanti candidabili portatori di significative differenze rispetto ai programmi politici ed amministrativi con cui vorrebbero guidare la città o il territorio. Non è più pensabile che le decisioni vengano assunte da pochi, creando poi scontento, lacerazioni e, soprattutto, demotivazione e disimpegno

Una sfida lanciata ai vertici romani del partito i cui diktat hanno provocato spesso e volentieri malumori nel partito e numerosi attriti con Mennitti, strenuo difensore dell’indipendenza dei sindaci dalle decisioni dell’estabilishment (in particolare sulla vicenda rigassificatore). Luigi Vitali, coordinatore provinciale del Pdl (molto vicino al presidente Berlusconi e al ministro Fitto), non sembra però temere le primarie, anzi

Voglio tranquillizzare l’amico Massimo Ciullo e quanti come lui chiedono una inversione di tendenza nell’individuazione dei candidati sindaci per il Pdl, che è intenzione mia e dei massimi dirigenti locali, regionali e nazionali del partito procedere alle primarie ove, come sembra a Brindisi, si pongano più candidature alla carica di sindaco. Questo è l’orientamento generale espresso dal segretario nazionale on. Alfano che, peraltro, ha ottenuto ampi consensi. A maggior ragione questo vale per Brindisi dove, l’interruzione anticipata della legislatura, non ha consentito di individuare un’unica candidatura condivisa. Nei prossimi giorni concorderò con il mio vice e con i maggiorenti del Partito una riunione del coordinamento provinciale per fare il punto della situazione politica in vista delle elezioni amministrative della primavera prossima.

Se l’ipotesi primarie è destinata a trasformarsi nell’ennesima promessa a vuoto o in qualcosa di davvero concreto non è possibile affermarlo in questo momento. Occorrerà aspettare l’esito dell’annunciato coordinamento provinciale. Di certo, se si dovessero tenere, rappresenterebbero un nuovo ed interessante esperimento per per tutto il centrodestra, non solo quello brindisino.

Sul fronte opposto il Pd, che in questi ultimi giorni si è ritrovato tra l’incudine ed il martello nella polemica tra il Euprepio Curto e Noi Centro, il movimento del presidente della provincia di Brindisi Massimo Ferrarese. A rischio infatti sembra essere proprio il “modello Ferrarese” (alleanza Pd-Udc-NoiCentro) che tante gioie (elettorali) ha regalato anche alle ultime amministrative.

Curto, segretario provinciale dell’Udc (in controtendenza rispetto alla maggioranza del partito) spinger verso un Terzo Polo autonomo, che metta fine all’esperienza del Laboratorio Ferrarese (Pd-Udc-Noi Centro). Noi Centro (Ferrarese), dall’altra parte, pur considerandosi una costola dell’Udc, non ci pensa neanche a cambiare la squadra vincente. Il Pd è alla finestra, dato che anche al suo interno vive una fase di completa ricostruzione che non ha partorito ancora nessuna possibile candidatura. Di primarie, poi, dalle parti del Pd brindisino, sembra non abbiano mai sentito parlare.

Victor Botta

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