Si fa presto a dire Fratoianni

In merito all’articolo apparso il 13 settembre scorso, a firma del bravo Giovanni De Stefano, dal titolo “Bello, bellissimo, praticamente Nicola Fratoianni”, voglio esprimere la mia solidarietà a De Stefano per le accuse rivoltegli di frivolezza. No, Giovanni De Stefano, che ha la faccia del bravo ragazzo, scrive cose argute, intelligenti, in bello stile, e strappa sorrisi meditabondi, non è stato frivolo e leggero; semplicemente ha detto sonore e solenni menzogne (non sapendo di mentire, beninteso).
Nicola Fratoianni, chi era costui? Cosa sappiamo di Nicola Fratoianni?
Sappiamo solo quel poco che vediamo. Uno uomo di mezza età (perché la vita media è 80 anni, e la mezza età si colloca, quindi, per logica, ai 40), smilzo, inutilmente alto, che si muove dinoccolato, giochicchiando col telefonino in maniera ossessiva. Con un imbarazzante casco di capelli, letali vettori di malattie mortali (non i capelli suoi suoi, ma i capelli in genere, lo sanno tutti), così poco istituzionali, che pare che Palese, Rocco, si sia fatto portavoce in consiglio regionale, di una proposta per assumere un barbiere a tempo pieno in via Capruzzi.

Di lui abbiamo visto solo la faccia, non sappiamo niente riguardo a tutta una serie di caratteristiche che fanno di un uomo un uomo affascinante. Come si comporta a tavola? È sano, si lava, si taglia le unghie dei piedi, si pulisce le orecchie? E con i genitori, che rapporto ha? Obbediva da bambino ai nonni? Che voti prendeva a scuola? Copiava ai compiti in classe? Ha fatto, almeno, il liceo classico? Magari era un bullo, magari ha letto quei giornaletti sporchi che circolano sotto i banchi, magari era lui che li portava in classe! Insomma, di quest’uomo non sappiamo niente!
E poi, francamente, il contesto dell’azione influenza anche il giudizio. Se, per esempio, un adolescente secchione giocasse a pallone con una selezione di pensionati con il femore rotto, sicuramente saremmo tentati di dire che quell’adolescente è un piccolo campione. Se uno che ha appena visto il film “300” dovesse raccontare le Guerre Persiane a una comitiva di ingegneri o di avvocati, potremmo dire che abbiamo di fronte uno storico del’antichità di talento.

Fatta la media delle facce che si aggirano in consiglio regionale, è naturale che un quarantenne un po’ più alto di Donato Pellegrino (P.S.I.), con qualche capello in più di Onofrio Introna (S.E.L.), qualche chilo in meno di Arcangelo Sannicandro (S.E.L.), è naturale, dicevo, che uno risulti “caruccio”, niente di più che digeribile dalle telecamere delle televisione locali. L’ultimo esempio di giudizio dato dal contesto: un ragazzo che frequenta l’Istituto Magistrale, finirà con l’essere desiderato da un certo numero di ragazzette molto superiore a quelle che gli andavano dietro nel suo quartiere; qualunque faccia abbia.
Da una fonte anonima, una gola profonda proveniente dalle fila di Sinistra Ecologia e Libertà, il partito del summenzionato, abbiamo raccolto una testimonianza choc.
Pare che il nostro soffra di calli ai piedi e indossi d’estate pedalini di spugna bianchi su zoccoli del dottor Scholl.

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One thought on “Si fa presto a dire Fratoianni

  1. Perchè "relativizzare" un fatto oggettivamente incontestabile???? madre natura è stata generosa con lui, c'è poco da fare…..il tutto condito da una certa dose di "dannataggine", nel sendo estetico del bello e dannato che tanto ci piace e da un accento toscano che completa il tutto…….. a prescindere dai colleghi……dove pure non mancano altri esempi di uomini piacenti, ma lui è, come dice il grande de stefano, cinematografico, alla Scamarcio, appunto.

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