10 motivi per andare (di nuovo) alla Fiera del Levante

10. Lavorare o partecipare a un convegno vicino a una qualunque fuga notevole di odore di kebab. Non importa quanto sia noioso il vostro evento. Sarà come continuare a mangiucchiare per ore carne di qualcosa con tracce di agnello. E per giunta senza ingrassare.

9. Vedere Michele Emiliano arrivare in bicicletta il giorno dell’inaugurazione, con tanto di mezza giunta al seguito. O, altrimenti, a “prima” persa, sperare che la cosa possa ripetersi almeno ogni giorno. Il concetto di bicicletta blu non sarà mai stato così lontano da una fiction con la Casta, ma questo è uno che ha capito una cosa o tre su come ci muove in politica.

8. Tendere l’orecchio verso la soavità della speaker che domina i viali e le piazze della Fiera. Più che un’annunciatrice, è la voce fuori campo del mini documentario sugli usi e i costumi di paesi lontani (fra cui lo Sri Lanka, l’Australia, Molfetta). Sperare ogni annuncio che l’autovettura parcheggiata male possa essere la vostra e che lei voglia possa tirarvi le orecchie di persona. E invece niente. I soliti perfettini.

7. Assistere a un episodio di rivalità da steward di stand di municipalità nordpugliesi nemiche giurate. Sono, ovviamente, molto più numerose di quello che pensate.

6. Trovare un tavolo libero al bar del padiglione Apulia Film Commission. Soprattutto se sembrate un imprenditore in età da amante, con le giuste caratteristiche per entrare nel mondo dorato delle hostess. Vale a dire: se avete almeno un completo monopetto, un biglietto da visita di chiunque altro e un certo gusto per le minigonne salvaslip. Le migliori, che ve lo diciamo a fare, sono di stanza da Confindustria.

5. La stanza dell’esposizione di farfalle da tutto il mondo. Non chiedeteci altro. Cercatela e trovatela. Sarà anche poco animalista, ma vale da sola la pena di pagare gli euro del biglietto o di soffrire i magheggi diplomatici per un pass.

4. Vedere una camionetta del nucleo Subacqueo dei Carabinieri (v. foto) sostare a qualche metro dall’esposizione delle piscine da giardino. Questa immagine non ha prezzo, se avete almeno una minima infarinatura di barzellette sulla Benemerita.

3. La speaker ufficiale di Radio Net Work: Valentina Parente. Ha tutto. Sempre sorridente anche nelle maggiori difficoltà tecniche dell’impianto di air conditioning. Solare, perfino nel buio della stanzetta-acquario (separata dal pubblico solo da una grande vetrata) da cui è possibile osservarla mentre conduce i suoi programmi. E all’occorrenza sorriderle. Il suo film preferito sul lavoro è Full Monty. Non le si può davvero domandare niente. Neanche il numero di telefono, purtroppo. Ma si è ancora al secondo giorno della Campionaria.

2. Il palinsesto della stessa Radio Net Work, l’emittente interna del padiglione Puglia, che all’occorrenza viene mandata in onda anche all’esterno, da RadioNorba e Radio Rama. Una selezione del meglio della musica pugliese, quando non si parla di lavoro con ospiti di rango assessoriale, rinfranca le orecchie. Il pezzo che stato leggendo è stato scritto a molti meno centimetri da una cassa (a palla) di quello che possiate immaginare. Eppure non ha più refusi del solito. La canzone più soft che riescono a mandare in onda è di Caparezza. Certo, resta il fatto che non sempre è un bene che ti venga da ballare, mentre cerchi di mostrare a un dirigente top della Regione cosa sia un retweet. Ma il pensiero è quello che conta, anche perché tanto lo sapeva già. Era davvero top.

1. L’atmosfera da “after” discotecaro che domina il cortile del Padiglione Regione Puglia. Tutti i lavoratori del padiglione, dall’ultimo aggiornatore di Facebook alla più inserita delle hostess, sanno concedersi una pausa fumo passivo in questo spazio all’aperto, ben fornito di divanetti da privè e incantato. Dove, per colpa della frenesia dell’attività che si svolge all’interno del padiglione, si approda talmente distrutti dal lavoro, rintronati dalla suddetta selezione musicale e accecati dai riflettori che illuminano lo spazio, che davvero si ha l’impressione di trovarsi alle 6 di mattina al Guendalina. Fortuna che, invece, si è soltanto sul lungomare di Bari.

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