Se l’anima della Terra d’Otranto si fa poesia

Una “geografia poetica” della Terra d’Otranto. Un itinerario in versi che ripercorre luoghi, colori, profumi di orizzonti dove, come scrive il poeta Antonio Verri “il cielo è sempre più chiaro…e il mare, da sempre, insegue sempre se stesso”,  “l’infinito si fa trovare dappertutto” e “nelle crepe di roccia i ragni tessono senza posa la filigrana del tempo”, come scrive Rina Durante.

La poesia salentina che coglie l’essenza del genius loci del Salento è il fil-rouge di “Qui se mai verrai – il Salento dei poeti”, concerto recital ideato dagli attori Piero Rapanà, del Fondo Verri di Lecce, Simone Giorgino e Angela De Gaetano. Sotto la volta stellata del Teatro Romano di Lecce, gli artisti hanno offerto ai tanti spettatori incantati dall’intensità delle atmosfere, uno spettacolo di notevole profondità e magnetismo. Le fulgide note degli Adria, il gruppo world del musicista Claudio Prima, hanno tessuto un mantello sonoro così coinvolgente da costituire uno spettacolo nello spettacolo.

La voce, delicata e suadente, di Maria Mazzotta ha accompagnato la lettura di poesie, così come l’organetto di Claudio Prima, il violoncello elettrico di Redi Hasa, il sax soprano di Emanuele Coluccia. Musica inedita, composta – testi e accordi – dagli artisti hanno creato l’armonia ideale per le voci recitanti di Piero e Simone. E così, nell’afosa aria estiva di Lecce, si sono susseguiti i versi dei poeti salentini – da Antonio Verri a Vittore Fiore, da Rina Durante a Vittorio Bodrini, da Claudia Ruggeri a Salvatore Toma, da Girolamo Comi a Ercole Ugo d’Andrea, – giocando con l’immortalità delle muse Pimplee di foscoliana memoria, che “siedon custodi dei sepolcri” e vincono “di mille secoli il silenzio”.


Scrive il saggista Antonio Errico nell’introduzione dell’audio-libro in cui il Fondo Verri ha raccolto i versi più belli dedicati al Salento: “Accade, a volte, che una poesia rassomigli straordinariamente ad una terra. Che nelle sue parole si senta l’odore di basilico, si vedano i colori di gerani, si accendano riflessi di orizzonte, rilucano increspature di mare”.

La poesia, dunque, racconta l’ “anima del luogo” della Terra d’Otranto, fatta di luce, di natura, di storia, “il sugo della storia nascosto nelle grotte salentine”. Parole che entrano nel profondo dell’universo personale di chi ascolta. E lo fanno, dato il successo che ha riscosso l’evento, inserito nel programma della manifestazione “Mediterranea 2011”.

“Qui se mai verrai”, il nome del concerto-recital, è tratto da un verso del poeta Vittore Fiore: “E qui, se mai verrai, l’estate quietamente si sfanno obelischi e cattedrali come sortilegi consumano in esilii avventurosi”. Una scelta non casuale. I versi poetici hanno infatti un interlocutore ideale, il viaggiatore, che si affaccia sulla Terra d’Otranto. Dove, come scrive Antonio Verri, “le stelle sono vicinissime” e dove si radica l’anima di chi ne calca la terra. Come scrive, appassionata, Rina Durante: “Ma la mia patria vera, è su questo quadrato di terra da tutti abbandonato, dove mormora un vento di ninnananne non mai dimenticate nelle notti estasiate di primavera”

(Foto di Paola De Lapi)

 

 

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