E ora due o tre chiarimenti sul rischio retrocessione

I commenti che ho ricevuto per il mio articolo sul rischio retrocessione per la squadra del “Lecce”, forse impongono un chiarimento. Intanto sul concetto di responsabilità oggettiva.

Se si potesse utilizzare solo il principio con cui, tale istituto è regolato nel diritto penale, potremmo stare tutti tranquilli. Vale infatti, in questo caso, l’art. 27 della Costituzione. Questo, al primo comma, sancisce che “la responsabilità penale è personale”. Pertanto anche nell’ipotesi tutta da dimostrare che un tesserato del Lecce avesse compiuto un reato, secondo il codice penale, questo, non automaticamente potrebbe essere esteso alla Società sportiva, se ignara di tutto. Ma le regole dell’ordinamento sportivo sono diverse.

In particolare l’articolo 4 della Giustizia sportiva, prevede tre ipotesi di responsabilità oggettiva per le Società, che non lasciano scampo. Fino ad ora le diverse interpretazioni tra Ordinamento dello Stato e Ordinamento sportivo in vicende di frode sportiva sono sempre state giudicate seguendo il secondo e non le garanzie costituzionali contenute nel primo. Tuttavia è materia delicata, che imporrebbe da subito un’attenzione da parte degli organi societari del Lecce, per sfruttare tutte le possibili interpretazioni che la legge consente e che altre società coinvolte nella vicenda delle scommesse, stanno utilizzando. Un’azione che andrebbe subito attivata da parte della Unione sportiva Lecce. Per un motivo preciso.

IL Lecce non è amato dalla Federazione. Semeraro l’ha pubblicamente denunciato nella sua ultima conferenza stampa. Basta andare sul sito della U.S Lecce e scaricare la video conferenza.
In sostanza ha detto che almeno due retrocessioni sono state “combinate” da calcoli federali. Nessuno l’ha denunciato e nessuno l’ha smentito. Ora però che la famiglia Semeraro ha abbandonato il campo ho la netta impressione che aleggi intorno alla squadra una specie d’indifferenza.

Un misto di fatalismo e di arrendevolezza proprio mentre altre squadre sembrano agguerritissime nei giochi “politici” della Federcalcio. E’ mio opinione che anche la campagna acquisti stia risentendo di questo clima di generale improvvisazione. Ma veramente pensavamo di prendere alle buste Munari mettendo la ridicola proposta di 150 mila euro? O si può rinunciare per appena 400 mila euro a un giocatore come Vives? Sono segnali preoccupanti del progressivo smantellamento di una politica societaria che aveva mantenuto il Lecce a livelli calcistici altissimi.
C’è una stampa che preferisce far finta di niente. Noi siamo di un altro avviso.

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