Imprenditore e politico, sequestrati beni per 1,5 ml

Non si può mai stare tranquilli. Luigi Farace, magari, pensava di poterlo essere a vita natural durante, pur avendo agito una truffa aggravata ai danni dello Stato. Fino a quando non è stato scoperto, naturalmente. Risultato? Sequestro di beni, immobili e conti correnti bancari per oltre 1,5 milioni di euro. Luigi Farace, imprenditore alberghiero barese di 76 anni, con un curriculum da “ex” di tutto rispetto – ex sindaco di Bari de ex presidente della Camera di commercio di Bari -, nonché recente aspirante di Unioncamere, è indagato per truffa insieme alla società Excelsior per aver ottenuto un finanziamento di 1,6 milioni di euro chiesto per rifare ex novo l’omonimo Hotel.

Il punto è che i tre requisiti indispensabili per poter beneficiare del finanziamento, ovvero “l’effettività e la congruità degli investimenti realizzati,  l’esistenza di parametri occupazionali minimi e l’apporto di capitale alla società finanziata”, praticamente non esistevano. Il sequestro è avvenuto oggi, da parte dei Militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Bari. L’inchiesta, portata avanti dalla Procura di Bari su decreto del gip del tribunale dello stesso capoluogo, ha rilevato che la truffa è stata compiuta, neanche a dirlo, attraverso i finanziamenti della legge 488.

La richiesta di contributi economici fu presentata dallo stesso Farace nel febbraio del 2002, allora come oggi rappresentante legale della Excelsior spa. Il Ministero per lo Sviluppo economico ritenne opportuno erogare il finanziamento chiesto per l’ampliamento e la ristrutturazione dell’hotel Excelsior in via Petroni a Bari.

Il sequestro dei beni è scattato non solo per i requisiti che sembrerebbero non esserci, ma anche perché dalle indagini svolte risulta che i lavori di ristrutturazione erano in realtà già stati realizzati nel 2001, ovvero un anno prima che la domanda fosse presentata. Non finisce qui. A prendere parte alla truffa sarebbero state anche quattro imprese edili di Bari e provincia, i cui titolari avrebbero rilasciato fatture false per 1,8 milioni per poter presentare la domanda, fatture in seguito saldate con assegni bancari emessi da Farace e messi in tasca dagli imprenditori edili.

Soddisfazione è stata espressa a mezzo stampa dalla Procura di Bari, sia per le dimensioni della truffa, sia per l’intreccio di politica e imprenditoria venuto alla luce. “Continua da parte di questa Procura – ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati – un’attività che ha come obbiettivo principale quello di colpire i patrimoni di chi ha commesso un illecito. Il sequestro, finalizzato alla confisca per equivalente, è il modo più efficace e diretto di colpire gli illeciti dai quali è conseguito un arricchimento ai danni dello stato, e, quindi, di tutti i cittadini”.

Alessandra Adamantino

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2 thoughts on “Imprenditore e politico, sequestrati beni per 1,5 ml

  1. Il 30 giugno si concludeva, con il non luogo a procedere, per intervenuta prescrizione estintiva, un'altra penosa vicenda giudiziaria, durata ben otto anni, che vedeva coinvolti, oltre il noto Farace, anche 3 dipendenti, uno dei quali, all'epoca dei fatti contestati, era a casa licenziato e l'altro lavorava (senza percepire stipendio!).
    La truffa (ma si era ipotizzata addirittura un'associazione a delinquere), riguardava la fasificazione di alcune migliaia di tessere associative Federcommercio, l'apposizione di falsi sigilli e la falsità di firma.
    L'ombrello della prescrizione da respiro e copre chi comette illeciti, ma lascia amareggiato e sconvolto chi è finito sotto processo incolpevolmente ed attende l'appello per sentirsi dichiarare innocente…
    Ad appena una settimana di distanza un'altra gravissima vicenda vede l'ex Presidente della Camera di Commercio, assurgere agli "onori della cronaca", ancora una volta, con ipotesi di reato gravissime.
    Forse la Giustizia, sia pure lentamente, ha intrapreso il cammino per liberare lo scenario pugliese da certe scomode figure…

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