Mantovano blinda “laCittà” per costruire la scalata di Alemanno

Signori, ecco i gioielli salentini di Alemanno. Con una decisione calibrata rispetto a tempi e modi, Alfredo Mantovano ha annunciato in punta di piedi quello che è invece un passo da gigante verso il partito della destra che verrà. “La Città”, il movimento politico salentino che rappresenta il vero bacino di consenso del sottosegretario agli Interni, trasloca armi e bagagli in “Nuova Italia”. Che non è un movimento politico ma una fondazione culturale che fa capo al sindaco di Roma.Un “think tank” nel quale Alemanno tiene in cassaforte i valori e l’organizzazione di quella che fu la destra sociale di An. Un blocco forte, con diramazioni significative nel mondo cattolico “intransigente” e con un sindacato, l’Ugl, al seguito. Una destra che è pronta a ripresentarsi sulla scena nel dopo Berlusconi.

Con questa mossa, certamente non priva di ripercussioni sulla politica locale, Mantovano ha deciso di mettersi in sicurezza e di mettere in sicurezza i suoi uomini rispetto al diluvio che spazzerà (che sta già spazzando) “l’arcipelago Pdl” dopo la caduta del Berlusconi IV e lo sfaldamento dell’ormai balcanizzato partito di plastica. “Saremo una cosa sola”, dichiara soddisfatto Roberto Tundo, coordinatore regionale dei circoli della Nuova Italia.

Alle riflessioni sull’oggi Mantovano consegna questa constatazione, che riguarda le prospettive di crescita del nuovo partito della destra all’interno del Pdl:

“Noi continuiamo a chiedere le primarie con forza ovunque. Siamo molto lieti della circostanza che dopo un’iniziale incertezza tutti abbiano trovato l’entusiasmo per questo nuovo strumento. La dialettica oggi non è primarie sì o primarie no, ma primarie come. Anche se c’è chi ritiene di doverle confinare al condominio di casa sua anche se con qualche leggera eccezione. E poi soprattutto le regole delle primarie: la nostra opinione è che le regole ci devono essere per evitare imbrogli e tutto quello che tanto fa dubitare della bontà di questo strumento. C’è chi sta lavorando addirittura producendo delle proposte di legge (Quagliariello, ndr). Però le primarie ci devono essere dappertutto. Non può vivere un partito nel quale una persona di buona volontà, che ha competenza, che ha professionalità, se bussa alla porta di questo partito viene mandato a fare una lista d’attesa nello studio di qualche capetto locale in attesa di capire se e quale destino avrà. Le primarie sono un o strumento che permette di competere sulla base di quello che si è e sulla base di quello che si è fatto e che si vuole fare. E quindi vanno applicate non soltanto alle candidature per le amministrative e all’elezione a premier, ci mancherebbe altro. Ma anche per la individuazione dei responsabili del partito sul territorio e anche per, se dovesse rimanere l’attuale sistema elettorale per le politiche, per la collocazione in liste. Il solo ottemperamento serio a un meccanismo di liste bloccate che possa garantire che non sia una cosa decisa da tre persone ma da chi vuole partecipare a questa scelta è un meccanismo di primarie che sulla base dei voti che ciascuno ha conseguito determini la posizione in lista e quindi la probabilità di essere eletto”.

Non male come strategia di “scalata” alle leve di comando del centrodestra. Evidentemente il dato identitario, espresso da Nuova Italia, viene ritenuto da Mantovano come la chiave di volta per inserire carburante nel meccanismo di destrutturazione dell’apparato di potere berlusconiano, incapace di fare consenso al di fuori di meccanismi clientelari o populistici. La “nuova destra” si farà strada con le primarie dunque. E anche giocando sulla contrapposizione tra l’essere di destra e l’essere leghisti. Commentando Pontida, Mantovano ha infatti definito la proposta di spostamento dei ministeri e i cori secessionisti della base del Carroccio come:

“Una trovata propagandistica, pubblicitaria, che peraltro gli amministratori più oculati del Nord, penso tra tutti a Formigoni, ritengono prima di qualsiasi influenza. Sui cori secessionisti io non darei peso, direi soltanto che la Lega alleata stabile del Pdl è una Lega che rivendica le ragioni del territorio che la esprime ma non è secessionista. Di secessione la Lega ha parlato sempre quando non era alleata del centrodestra”.

Cauto ma chiaro. Del resto Gianni Alemanno oggi in una intervista al quotidiano “Il Tempo” chiede che “il Pdl affronti a schiena dritta un vero confronto con il Carroccio”, altrimenti è pronto a chiedere a Berlusconi e Alfano “una forte presa di posizione e un chiarimento per valutare se c’è ancora una maggioranza”, altrimenti “non bisogna andare avanti per forza”. Meglio le elezioni anticipate. Che la “nuova destra” si sta già preparando ad affrontare.

Altro capitolo le vicende leccesi. Alle prossime elezioni comunali leccesi il simbolo “La città” scomparirà dalle schede elettorali? Sì e, a quanto dice Pierpaolo Signore, capogruppo al Comune dei mantovaniani, non sarà sostituito da quello di “Nuova Italia”. “Pensiamo di candidarci nella lista del Pdl”, aggiunge. Ma questo è un aspetto tutto da verificare nel futuro. Per il momento c’è un sindaco da scegliere. Perrone o no? Così la pensa Mantovano:

“C’è un sindaco che sta completando il suo primo mandato e non c’è nessuna ragione per non rinnovargli fiducia. Egli stesso ha condiviso questo strumento delle primarie che a mio avviso normalmente ha varie sfaccettature nel suo utilizzo. Diciamo se ci troviamo di fronte a un file aperto dove non c’è scritto nulla, allora le primarie servono a individuare i candidati. Se il file reca scritto ‘sindaco che completa il primo mandato’ servono a dargli maggiore forza e a valorizzare quelle distinzioni che possono esserci all’interno dello schieramento in positivo. Nel senso che da parte nostra non c’è nessuna incertezza ma anche quando le certezze mancano le primarie sono lo strumento propulsivo”.

E IoSud? Mantovano non ha nessuna voglia di tenere Adriana Poli Bortone e il suo movimento fuori dalla coalizione di centrodestra. Infatti propone un patto federativo con la senatrice. E dice:

“L’importanza che diamo al recupero di IoSud nel centrodestra è la stessa che diamo a tutte le forze politiche nazionali territoriali che non si collocano a sinistra. Da sempre il centrodestra vince le elezioni se è unito. Da sempre le perde se è disunito. Perciò è un errore non perseguire l’unità. Poi si tratta di stabilire le modalità, ad esempio si potrebbe pensare a un patto federativo. Però è profondamente sbagliato pensare che ce la facciamo lo stesso. Non è così.

Quanto le due affermazioni siano compatibili tra di loro, visto che Adriana Poli Bortone non sosterrà mai Paolo Perrone è sotto gli occhi di tutti. Ci sono le primarie, ha però aggiunto Mantovano. Ma anche queste non sono ben accette da Poli Bortone. La soluzione allora è che tra qualche settimana spunti qualche nome su cui far confluire i voti di IoSud e dei mantovaniani. Per togliere di mezzo Perrone. Per dare al centrodestra la concreta speranza di restare al governo di Lecce. E per piazzare, di riflesso, un nuovo tassello nell’avanzata della nuova destra a Lecce e nel Salento.

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3 thoughts on “Mantovano blinda “laCittà” per costruire la scalata di Alemanno

  1. "Nuova Italia", "Nuova destra"… quando iniziano a circolare spesso frasi con l'aggettivo "nuovo", declinato in tutti i generi, e con il sostantivo "cambiamento"… si avvicinano elezioni. Credo che non si tratti solo di quelle per il comune di Lecce.

    Sconfortante, tuttavia, che le facce ed i nomi siano sempre gli stessi. E' il prezzo della novità.

  2. questi sono proprio degli scienziati della politica!!! per fortuna che la Manca non ha rilasciato dichiarazioni… visto che se non mi sbaglio fa la vicepresidente della provincia e l'assessore della cultura senza aver preso un solo voto (se sbaglio correggetemi). Mantovano non ha ancora capito che mettersi contro la componente fittiana non porta da nessuna parte, solo a una sconfitta sicura, a meno che tramite giochi e giochetti non faccia alleanze strane con alcune componenti del csx.
    A proposito del Csx, mai la vittoria è stata cosi a portata di mano ma, nononstante tutto, siamo ancora in altro mare per definire il candidato a sindaco, che amici miei piaccia o non piaccia c'è già bello e pronto e si chiama Salvemini.. tuttavia massacriamoci ancoraq un pò e facciamo le primarie con Pankiewicz che andiamo davvero lontano!!!

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