Arcipelago Palazzo Carafa: Mariano e Spagnolo superstar

foulardi di ciccia marianoSi è appeno concluso un freschissimo consiglio comunale leccese. Tutto merito dei potenti condizionatori (saldo simbolo di comfort di centrodestra, contro il tradizionale ventilatore progressista) che dalle estremità della sala consiliare di Palazzo Carafa gettano instancabilmente aria fresca su eletti, nominati e stampa. Se non ci fossero, bisognerebbe comprarli. E, invece, giugno caldo mio non ti conosco. Almeno fino a che si sta assisi sugli scranni del consiglio. Per molti dei nostri politici maschi, di cui alcuni non più giovanissimi di età o esilissimi di girovita; nonché per altri che, in forma splendida, non rinunciano mai a completo e cravatta (come il sempre impeccabile Andrea Guido), più che un disincentivo all’assenteismo stagionale, quell’arietta è una condizione necessaria per sopravvivere.

Purtroppo questo pomeriggio non la pensavano allo stesso modo le ammirate signore dell’opposizione, come Angelamaria Spagnolo e Ciccia Mariano, per le quali la temperatura raggiunta dalla bocchette è risultata probabilmente un po’ troppo fredda. Fortuna che entrambe avevano con sé il rimedio per l’escursione termica della sala. Non è fortuna invece, ma talento tutto loro per un’eleganza semplice e discreta, se quegli accessori che le hanno tenute in caldo hanno aggiunto valore, invece che toglierne, al loro fascino.

Quando Ciccia si è alzata per prendere la parola ha chiesto subito scusa a tutti – civettuola – per il bellissimo foulard bianco a fiori colorati che le impreziosiva il capo. “Siccome sembra che siamo sponsorizzati dalla Findus, mi sono dovuta coprire un poco la testa”. Perfino uno dei suoi leggendari cerchietti (o frontini) ha finito per essere nascosto dalla seta fiorita che la proteggeva. Angelamaria invece ha optato per una soluzione anche più d’impatto: uno scialle total body orientaleggiante che, una volta giunto il suo turno di parlare, le ha donato una certa maestà da regina di Saba contemporanea. Se solo Eugenio Pisanò, come sua abitudine, non l’avesse interrotta ogni 30 secondi. Ben più temeraria la consigliera Paola Spoti (altra stella della minoranza), che ha sfidato le correnti senza ulteriori protezioni rispetto a una camicetta nera. Come sempre accuratissima nella scelta degli accessori, in questo caso aveva optato per dei grandi orecchini molto luminosi (che non nascondevano, come si poteva pensare, paraorecchie da neve).

Ambitissima in questi giorni la piccola zona lounge che è il mini-transatlantico dei potenti leccesi: il corridoio da cui si accede agli scranni della maggioranza di Perrone. Non c’è aria condizionata ma, molto meglio, c’è aria. Il luogo in cui si fanno e si disfanno allenze; ci si pente di assessorati dati e se ne rimpiangono altri non concessi; si chiedono foto ricordo al summenzionato consigliere Guido e si ricordano i bei tempi della vera dance di una volta, con Paolo Foresio.

[cincopa AEKA7oa9CM2U]

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One thought on “Arcipelago Palazzo Carafa: Mariano e Spagnolo superstar

  1. Giovanni, come "canzoni" tu, non "canzona" nessuno!

    Se un giorno dovesse mai capitarmi di essere "canzonato", me ne riterrei onorato!!! :-)

    (si sostituisca "canzonare" con "coglionare" per un commento più vivido)

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