Poli Bortone: “Perrone? un sindaco di provincia”

Altro che sfide, altro che primarie. Altro che centrodestra. Adriana Poli Bortone si smarca dalla trappola di Paolo Perrone con una finta degna del miglior Ronaldinho e, giacché c’è, prende le distanze da colui che ritiene essere un “sindaco di provincia”. Lei, la senatrice, ha ben altro a cui pensare. Detto altrimenti: l’abisso che li separa non poteva essere più profondo.
Insomma, allo stato attuale delle cose non c’è niente che i due possano pensare di condividere a livello politico, nemmeno un ipotetico confronto in altrettanto ipotetiche primarie del centrodestra. Figurarsi a mettersi l’uno al servizio dell’altro (o viceversa) come prospettato dal primo cittadino di Lecce qualche giorno fa.
La distanza è sì politica, ma soprattutto personale. Adriana Poli Bortone insiste: “Ma cosa vuole da me questo sindaco di provincia?”. E tanto basta per capire che il discorso primarie è chiuso prima ancora di nascere. Semplicemente, non ci sono i presupposti: manca la coalizione.
Per Poli Bortone siamo nell’ambito della banalità politica:

Le primarie si fanno all’interno di una coalizione e, se non sbaglio, Perrone ha messo io Sud all’opposizione in Consiglio comunale.

Ergo

Le primarie non interessano Io Sud. Anzi, per quanto mi riguarda Perrone può sfidare chi vuole, anche Ciampi, ma io ho cose decisamente più importanti a cui pensare.

Solo una pernacchia avrebbe potuto riassumere meglio la contro contro replica della senatrice. Tanto più che l’ex sindaco ritiene che il chiodo fisso di Perrone nei suoi confronti sia dovuto a un problema tutto psicoanalitico. “Credo sia un fatto freudiano”, chiarisce.
E sia, in qualche modo Freud centra sempre, in politica più di quanto si possa immaginare.
In questo caso serve a chiarire che Adriana Poli Bortone non fa parte del centrodestra, non a Lecce almeno. Non dove esiste la possibilità di giocare un ruolo terzista rispetto al centrodestra e al centrosinistra, proprio lì, nel mezzo, dove potrebbe incontrare con rinnovato entusiasmo le istanze ultrasalentine di Paolo Pagliaro. Ma non è ancora venuto il momento di scoprire le carte.

Noi ragioniamo sui contenuti. Al momento, però, stiamo pensando ai nostri di contenuti.

Per il resto non rimane che studiare. A tal proposito, Adriana Poli Bortone si dice disposta a organizzare “un convegno sul senso delle primarie”; così, “giusto per chiarire le idee a chi le ha confuse”. Al “sindaco di provincia”, in più, si consiglia un corso monografico su Freud e dintorni.

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5 thoughts on “Poli Bortone: “Perrone? un sindaco di provincia”

  1. Ma la lady non si era ripromessa di chiudere la carriera politica come Primo Cittadino di Castro? Perchè non si trasferisce sulle sponde dell'Adriatico insieme alla sua corte di consulenti? Con due mandati consecutivi uscirebbe di scena in bellezza alla veneranda età di 78 anni ed avrebbe la possibilità di realizzare un'impresa titanica: una funivia che colleghi Castro Alta e Castro Bassa, fideiussioni e finanziamenti europei permettendo…

  2. Quello che non comprendo della Poli (e l’ho sempre votata, non alle provinciali 2009) è questa politica confusa che sta facendo, un giorno è pro berlusconi, l’altro è pro governo escluso Fitto, un altro giorno è contro il governo, a Galatina sostengo il candidato insieme al Pd e a SEL, a Brindisi sostengo Ferrarese… Troppa confusione, io finchè non fa una scelta precisa (che per me deve essere il CdX) io non la voto più. L’odio e i rancori non portano a niente, se lei gioca a far perdere tutti i candidati del cdx e il prossimo è Perrone, l’unico che se ne avantaggia è il centrosinistra, sono due anni ormai che fa questo gioco iniziato dalle provinciali di Lecce, non mi pare che abbia prodotto granchè….

  3. la poli afferma che i candidati debbano essere "selezionati" all'interno delle segrterie dei partiti; vecchia vecchia politica, e soprattutto miope, è solo un monumento di se stessa e del suo entourage costituito da ometti pronti a lasciarla in qualsiasi momento.

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