L’Unione sportiva Lecce e gli interessi urbanistici

Non c’è alcun dubbio che il nuovo capitolo della storia dell’Unione sportiva “Lecce” sarà scandito dagli interessi urbanistici per le aree intorno al nuovo stadio. E oggi arriva la conferma anche da parte dell’autorevolissima Gazzetta dello Sport. Sentiremo sempre meno parlare di “attaccamento ai colori giallorossi” e sempre più del valore delle aree intorno allo Stadio.

Sarà questo, infatti, l’unico vero incentivo per qualche gruppo imprenditoriale, per rilevare la squadra.
Diventa a questo punto anche più chiaro il proposito del sindaco Perrone “di accompagnare la famiglia Semeraro nella ricerca di nuovi proprietari”. Spetterà a lui di assicurare, agli interessati, le più “flessibili” procedure amministrative per sfruttare le opportunità che la nuova legge sugli stadi, offre.

Provate a chiedere a Michele Emiliano quali fossero le richieste che gli imprenditori texani avevano avanzato come condizione per rilevare il “Bari” e come di fronte alla sua sprezzante risposta sia subito ripartiti.
Del resto l’articolo 2 ,del Disegno di Legge in questione, chiarisce bene quali siano i possibili interventi.
In primo luogo sono previsti quelli per ristrutturare o costruire nuovi stadi con annesse strutture commerciali e culturali comunque legati alla storia della squadra.
E’ il modello spagnolo.

Ma quello su cui i presidenti delle squadre italiane sono più interessati è il secondo tipo d’intervento.
In pratica, con questo, sarebbe possibile costruire intorno allo Stadio di Via del Mare, un nuovo quartiere, con autonome attività commerciali e nuovissimi insediamenti residenziali e direzionali.
Funziona cosi. I privati che acquisiscono la squadra e che s’impegnano a ristrutturare o costruire un nuovo stadio ricevono come permuta dei costi dell’intervento una serie di consistenti vantaggi.
Possono costruire un grosso centro commerciale, anche se non è previsto nel piano annonario e la zona interessata non ha quella tipicità urbanistica.

Possono costruire, poi, tanti appartamenti per privati o per uffici che potranno vendere, anche in zone agricole dopo opportuna variazione di destinazione da parte del Sindaco. Non mancheranno naturalmente i contributi a fondo perduto da parte dello Stato come avvenne scandalosamente, per i Mondiali di Italia 90. Insomma pare che a Palazzo Carafa c’è già chi sta facendo qualche conticino.

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