Allarme tumori in Puglia, ancora boom nel Salento

La Puglia, in generale, e la Provincia di Lecce, in particolare, continuano a far registrare dati allarmanti circa la mortalità per tumore. Lo rende noto la Lilt di Lecce (Lega Italiana contro i tumori), che al contempo denuncia un pericoloso ritardo strutturale, tutto italiano, nella lotta a questa malattia.
Per quanto riguarda il Salento è noto da tempo quest’anomalo livello di incidenza tumorale (2mila morti solo nel 2008). Questione di vento, si dice, di fumi velenosi provenienti dall’Ilva di Taranto e dalla Federico II di Cerano, per quanto la scienza non sia riuscita ancora a certificare queste ipotesi. Fatto sta che il territorio paga un prezzo alto, troppo alto.

Diversamente da quanto sta avvenendo in tutto l’Occidente sviluppato e negli Usa, dove già da circa un decennio la mortalità per cancro è in diminuzione, nel Sud Italia si registra una pericolosa controtendenza, tale da portare ormai i tassi di mortalità molto vicini a quelli del Nord

Insomma, secondo il resoconto della Lilt negli ultimi 18 anni nella provincia di Lecce si è registrata un’impennata della mortalità tumorale del 6 per cento: si è passati dal 19,8 per cento del 1990 al 25,8 per cento del 2008. La Puglia, nel suo complesso, è passata da una mortalità del 17,9 per cento nel 1990 al 23,2 per cento del 2008 (+5,3 per cento) a fronte di un incremento dell’Italia, riferito allo stesso periodo, dell’1,5 per cento.
I dati, fanno sapere dalla Lilt sono ancora grezzi “in mancanza di dati sull’incidenza spalmati su un periodo di tempo sufficientemente lungo”. E questo perché il Registro tumori regionale è attivo solo da pochi anni. Ma il trend è allarmante.

Particolarmente significativi i dati relativi al tumore del polmone

I dati disponibili continuano a dirci che per vincere il cancro non basta investire sempre più risorse in un efficiente sistema di servizi (pure indispensabili, per offrire le migliori opportunità di cura a chi ha avuto la sfortuna di ammalarsi), ma occorre agire con determinazione sui fattori di rischio e sulle cause di malattia, che sono alla base dell’aumento dell’incidenza. Laddove simile coscienza è maturata da tempo e si sono rivoluzionati errati modelli di sviluppo socio-economico, oggi si registrano straordinari risultati in termini di riduzione di mortalità per cancro (Europa occidentale, USA, Nord Italia).

I numeri ammoniscono noi del Sud a tenere presente quanto è già avvenuto altrove qualche decennio fa e a trarne la giusta lezione.

Le tabelle.

Foto: fepigio

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