Semeraro lascia il Lecce e la politica va in tilt

Bello ballare fino a notte fonda nell’anfiteatro con le sciarpe del Lecce, i cori e lo spumante. Ma costa. Finora è toccato ai Semeraro pagare di tasca propria. E puntare, spesso, sulla qualità delle giovani promesse che il Lecce ha saputo offrire negli anni ai grandi club.

Ma ora non c’è una lira. E la giostra non la pagheranno più i Semeraro per tutti. Perciò, basta politici con la sciarpetta che si fanno fotografare in trasferta (sindaco incluso). Basta imprenditori-tifosi col poso fisso al Via Del Mare ma che di investimenti non vogliono sentir parlare. Basta con l’ipocrisia. La serie A costa. Se vi piace, trovate il modo di pagarvela.

Succede così che un giorno si festeggia la salvezza e il giorno dopo si getta la spugna. I Semeraro lasciano il Lecce calcio. L’ha detto il “patron” Giovanni Semeraro che appena un anno fa aveva ceduto la carica di presidente al figlio Pierandrea. Che, forse, avrebbe dovuto guidare una exit strategy più soft. Ma che invece si è ritrovato tra le mani una salvezza conquistata in anticipo in casa del Bari grazie a un tecnico, Gigi De Canio, capace di ottenerla nonostante una campagna acquisti pre-campionato non certo all’altezza delle aspettative.

Un altro campionato di serie A? Sarebbe stato troppo per le finanze del gruppo dei Semeraro. Lo ha detto, tra le righe, in conferenza stampa Giovanni Semeraro, commosso, ma a quanto pare determinato, nell’annunciare la decisione “irrevocabile e definitiva” di non “voler spendere più risorse personali per la squadra”. Del resto gli ex proprietari della Banca 121 (ora acquisita da Montepaschi), quest’anno non hanno neanche ricevuto la sponsorizzazione da parte della Provincia di Lecce, che in anni passati aveva deciso di fare della squadra un veicolo di promozione territoriale. Questo, sommato alla indisponibilità di altri imprenditori di entrare nell’affare Lecce calcio, ha spinto al passo indietro il presidente.

Non che manchino i requiem della politica. Prima di tutti lo stesso presidente della Provincia, quello che ha cancellato il marchio “Salento D’Amare” dalle maglie dei giallorossi, ha suonato le campane: “Spero vivamente – aggiunge Gabellone – che l’uscita del ‘patron’ possa rivelarsi positiva a smuovere le acque dell’imprenditoria salentina, per avvicinarsi, accompagnare e sostenere lo straordinario impegno finanziario e manageriale della famiglia Semeraro, che in 16 anni ha portato solo lustro al Salento sportivo e non solo, a tutto il territorio”. A stracciarsi le vesti anche il consigliere regionale Congedo. E poi il sindaco Perrone che lo invita a ripensarci.

Da 16 anni Semeraro rappresenta in tutto e per tutto il calcio leccese. Ecco perché questa famiglia merita oggi da tutti noi un grande incoraggiamento, perché questa bella pagina di storia deve continuare in una città che vive anche per il pallone.

Comprendiamo, tuttavia, l’amarezza e lo scoramento di Giovanni Semeraro ma il calcio a Lecce senza i Semeraro rischia di scomparire, almeno a certi livelli. Per questo lo invitiamo a riflettere e a soprassedere sulla sua scelta.
Utilizzeremo questi dieci giorni – che certamente non rappresentano un termine perentorio – per accompagnare la famiglia Semeraro nella ricerca delle forze vive del territorio capace di allargare la base societaria, E intanto i tifosi faranno sentire il loro affetto e il loro calore a Giovanni e Pierandrea. Sarebbe una bella iniezione di fiducia e di amore per rivivere insieme nuove ed esaltanti emozioni griffate giallorosso”.

Si è compiuta la “operazione braccine corte”, scrivono invece i tifosi leccesi sui forum. Tra loro molti sottolineano come appena un giorno fa gli stessi Semeraro parlavano di futuro e di investimenti e si dicono increduli – e indignati – per la decisione repentina. “Nessuno – ha detto Giovanni Semeraro – sapeva della mia decisione. Questa mattina l’ho comunicata ai miei figli. L’allenatore De Canio ne era all’oscuro: lo apprenderà anche lui oggi”. Insomma la decisione è arrivata da un giorno all’altro, pare. O meglio, dopo aver assistito a un campionato sofferto ed entusiasmante, a una salvezza così bella, i Semeraro hanno compreso che avrebbero dovuto investire ingenti risorse per dare dignità a una squadra e a una tifoseria stanche del sali/scendi tra A e B. E hanno ritenuto di non poterlo fare. Qualche giorno fa De Canio, che aveva fiutato l’aria (asfittica) di via Templari, ha lasciato, con spruzzi di veleno, la società giallorossa. Oggi, di quelle dimissioni, si comprende qualcosa in più.

Ma il calcio è lo sport più bello del mondo. Anche perché è pieno di sogni. Così, di fronte al salto nel buio che a questo punto i Semeraro impongono al Lecce calcio (se non arriveranno offerte entro i prossimi dieci giorni, loro garantiranno solo l’ordinaria amministrazione), i tifosi continuano a sognare. Oggi l’altra notizia è che l’ex allenatore del Lecce, Zdenek Zeman, lascerà il Foggia. Sui forum in molti lo sognano come simbolo della rinascita post Semeraro. E poi, dopo quello che è accaduto al Manchester City – acquistato due anni fa dal principe degli Emirati arabi – la speranza è l’ultima a morire. Pensate a quanti magnati russi attraccano sulle coste salentine ogni estate.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

2 thoughts on “Semeraro lascia il Lecce e la politica va in tilt

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *