Mantovano-Fitto scontro sulla nuova Questura

Il nuovo terreno di scontro politico tra Raffaele Fitto e Alfredo Mantovano si starebbe consumando, tacitamente, dietro la costruzione della nuova sede della Questura di Lecce. Tutti lo sanno ma nessuno lo dice, anche perché “Radio politica” ne parla sì con una certa insistenza, ma a microfoni spenti. Come annunciato stamane dal dorso leccese della Gazzetta del Mezzogiorno, i due progetti concorrenti per la costruzione della nuova Questura sono fermi nel cassetto del Ministero dell’Interno, che deciderà insindacabilmente sull’assegnazione.

Uno è stato redatto dagli dagli ingegneri Angelo e Francesco Sticchi Damiani per conto della Re.De, Srl di Carlo Caiffa e prevede la nascita della nuova Questura di Lecce tra viale Grassi e via San Pietro.

La seconda proposta, invece, è stata avanzata dala Fices spa, riconducibile al presidente di Confindustria Puglia Piero Montinari. E il progetto, che porta le firma dell’ingegner Fausto Giancane e dell’architetto Francesco Pellegrino, vedrebbe la luce alle spalle dell’ex manifattura tabacchi, sua via Vecchia Carmiano.

Niente di illecito sotto il sole, almeno per ora. Ma al netto delle progettazioni più o meno idonee, l’anomala empasse del Ministero degli Interni rispetto a una così urgente questione (che per altro va avanti da mesi) potrebbe essere dovuta a fattori squisitamente politici sottesi alle sponsorizzazioni di Fitto, cui pare piacere molto il progetto di Fices (Montinari), e di Mantovano, che invece parrebbe ispirato dal progetto di Re.Da. (Caiffa).

Non è scontato che il Sottosegretario la spunti in questo ennesimo capitolo della faida interna al Pdl contro il Ministro. Da quando in seguito al pasticcio della tendopoli di Manduria Mantovano si è dimesso in aperto disaccordo con Maroni, indispettito anche dall’atteggiamento fin troppo filo leghista del governo, tra i due i rapporti si sono molto irrigiditi. Mentre Fitto, da parte sua, se n’è sempre guardato bene di intralciare l’operato della Lega.In tutto questo Polizia di Stato e Provincia di Lecce, che è proprietaria dell’immobile, se stanno alla finestra in attesa che la decisione si sblocchi. Come sottolinea la Gazzetta:

Lo stabile di via Otranto non è più adatto a far fronte alle esigenze logistiche delle forze dell’ordine. E c’è pure la necessità di accorpare diversi reparti (la sede della Polizia stradale, la Direzione immigrazione in via Oronzo Quarta e l’autoparco di San Cesario).

Mentre, per quanto riguarda la Provincia, esiste una necessità impellente di fare cassa attraverso la vendita dell’immobile.

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