I poveracci e quelle pompe di opulenza

È andato in onda lo spettacolo più impopolare e amato che possiamo immaginare. Il matrimonio reale è la dimostrazione plastica di ciò che voglia dire “combattere la povertà”. Non nel senso di contrastarla, diminuirne l’impatto sulla biografia di una nazione. Ma nel senso di cacare con solennità sui poveracci del pianeta, e alla faccia delle loro facce brutte sporche e cattive mettere pacchianamente in mostra pompe di sontuosa opulenza.Se fossimo in qualche città manifatturiera della Polonia di fine ‘800 o nella periferia losangelina degli anni ’70 avremmo assistito a ben altro spettacolo: rivolte, disordine, rabbia, distruzione.
E allora le costose stoffe degli abiti sarebbero state simbolicamente (e forse materialmente) inondate di vomito e diarrea. Così tutta la faccenda avrebbe raggiunto un punto di equilibrio. All’ingiustizia della bellezza per pochi avrebbe corrisposto una bruttura generalizzata, la purificazione proveniente dall’abiezione che viene in superficie, senza che nulla che possa trattenerne l’impeto. Ma i tempi sono cambiati. Nessuno si rivolta più nel nord del mondo. Molti penseranno che anche nella iattura suprema di essere precari, operai o insegnanti, ti è andata sempre meglio che a quei poveri disgraziati che alle loro feste di nozze, a poche miglia da Khandahar o Misurata, possono avere i confetti a condizione che vengano lanciati dai caccia occidentali. Così l’unica rivolta alla quale abbiamo assistito è stata la rivolta muta e frustrata della povera Pippa. No, questa volta non sto parlando dei miei passatempi sessuali. Pippa è diminutivo di Philippa, sorella minore di Kate, la sposa imperiale. Pare che avesse avvelenato il roast beef e il passato di piselli verdi alla sorella, per provare a rimpiazzarla. Parola di Antonio Caprarica, che verrà ricordato negli annali del giornalismo per aver prestato una delle performance più servili e untuose mai prodotte dall’umanità, nella sua lunga storia di servaggi e meschinità. Non c’era una cosa che non gli andasse a genio. Pure la calvizie del principe gli provocava abbondanti eiaculazioni. Per tornare a Pippa, solo l’intervento di un misterioso nobiluomo italiano, qualificatosi come Barone di San Ligorio e Marchese di Borgo Pace, gran ciambellano di Frigole e valvassore di Barbarano, è riuscito a farla desistere dai suoi propositi di omicidio, con una proposta di matrimonio.

Sull’identità del patrizio salentino si è scatenata una ridda di ipotesi. Giovanni De Stefano, esperto di sangue blu nella redazione di 20 Centesimi e allibratore per hobby, molto apprezzato dai rom di Campo Panareo, di stanza presso la ricevitoria Snai di via Taranto, è convinto che le ricerche si stanno restringendo e alla fine uno tra Paolo Perrone e Mario De Cristofaro si rivelerà essere l’enigmatico gentleman.
Per tornare alla rivalsa di Pippa, voglio solo dire che merita tutta la nostra comprensione. Provate a stare al suo posto. A chi non girerebbero i coglioni, avendo così vicine la gloria, la fama e la ricchezza, e non poterle acchiappare perché tua sorella, cioè una chiavica uguale a te, ti ha soffiato il posto al cinema accanto al principe. Magari la sera in cui si sono conosciuti, lei era andata nel bagno della discoteca a fare un smack smack al barista kenyota coi dreads. E intanto le future altezze reali si scambiavano i numeri di telefono. “Onore alla Pippa sconfitta”. Ricevo e rigiro un breve comunicato stampa di solidarietà dell’Ass. Giovani Avvocatesse Leccesi.

A proposito di marchette, il mio contratto milionario a 20 Centesimi mi impone di ricordare a tutti voi che il giornale presto sbarcherà sul web. 20 Centesimi, il giornale più amato dai lettori pigri perché ha solo 4 pagine, non sarà più disponibile nelle edicole o scroccabile dall’amico che lo compra. Pigri e scrocconi potranno sfogliarlo comodamente in casa dal proprio PC. È un bel passo avanti per la nostra intrepida redazione, che punta a centuplicare lettori, inserzionisti e scrittori satirici. E se Alberto Mello fa sapere che con le nuove prospettive commerciali del giornale è pronto a fare altri 6-7 figli; e se Francesco Lefons progetta di fondare una etichetta indipendente che produce solo rock-band al femminile (anche trans van bene); la pronta reazione di Paolo Perrone non si è fatta attendere: negli uffici del Comune di Lecce, oltre al sito di Facebook, verrà oscurato anche quello di 20 Centesimi.

 

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