Studenti in trincea. Viaggio nell’edilizia scolastica leccese

Interno del Nautico (Paride de Carlo)

Le parole rimbombano nei corridoi vuoti. Le pareti sono imbrattate, le finestre distrutte. Alcuni muri sono stati sfondati. In un’aula del secondo piano c’è un materasso, tutt’intorno mutande e fazzoletti usati. Una sorta di suite per incontri sessuali. Siamo in quello che resta del Nautico “Amerigo Vespucci” di Gallipoli, un rudere che un tempo rappresentava una eccellenza scolastica del territorio salentino. Un edificio di tre piani, con numerose e ampie aule, 17 laboratori all’avanguardia e un planetario. Una scuola gloriosa, che ha forgiato generazioni di gente di mare.

Interno del Nautico (Paride de Carlo)

La “colpa” del Nautico è sostanzialmente una: trovarsi di fronte al mare gallipolino, a due passi dal corso della città vecchia. Una posizione che fa gola. Tutto cominciò nel 2002, quando la Provincia dichiarò inagibile un’ala dell’istituto, giudicata a pericolo di crollo. La parte agibile continuò ad essere utilizzata dagli studenti, almeno fino al 2007, anno in cui fu ordinato lo sgombero totale della scuola. Maurizio Rizzello, docente di Navigazione e Meteorologia e Presidente del Comitato Pro Nautico, ci racconta come andò, dal suo punto di vista: “Un giorno arrivano degli operai per dei lavori ad un soffitto danneggiato dalla rottura di un tubo dell’acqua. Durante i lavori arrivò una telefonata dalla Provincia nella quale si sosteneva l’inagibilità totale della scuola e la necessità per tutti noi di andare via. Abbiamo chiesto spiegazioni ma non abbiamo visto nessun documento che certificasse l’inagibilità dell’istituto. Su ordine del preside abbiamo dovuto lasciare la scuola. C’è da dire che l’istituto, trovandosi di fronte al mare, aveva bisogno di manutenzione annuale per via della salsedine e che nel 2007, al momento dello sgombero, non era ristrutturata da più di dieci anni. Quindi all’esterno dell’edificio si presentavano i segni dell’usura, ma l’interno, a parte quel solaio danneggiato dall’infiltrazione, non destava particolari preoccupazioni”.

Interno del Nautico (Paride de Carlo)

Proprio mentre giriamo nei corridoi dell’edificio abbandonato comprendiamo le parole di Rizzello. La struttura è stata vandalizzata (la Provincia ha fatto murare le entrate solo tre anni dopo lo sgombero) e il lato esposto al mare presenta danni vistosi. Dopo sette anni di abbandono la scuola è danneggiata. Ma non in maniera irrimediabile. Nel 2008, un anno dopo che la Provincia lo aveva fatto evacuare, il consigliere provinciale ed ex assessore all’edilizia scolastica Donato Margarito fece un sopralluogo al Nautico accompagnato da alcuni tecnici. Secondo Margarito l’istituto era in buone condizioni strutturali e necessitava solo di una ristrutturazione (leggi). Per questo chiedeva alla Provincia una “pausa di riflessione” sulle spese e sulle decisioni riguardanti la scuola. Ma il suo appello restò inascoltato.

Su quell’edificio la Provincia aveva altri progetti: grazie al cambio di destinazione d’uso dello stabile, da scolastico a ricezione turistica di lusso, avrebbe infatti acquistato un valore considerevole. Abbastanza per essere venduto e, con il ricavato, permettere la costruzione di un nuovo Istituto Nautico sulla provinciale tra Sannicola e Gallipoli. Un progetto chiaro. Che però è stato rallentato dalla Procura della Repubblica.

Nel novembre del 2009 le intercettazioni tra il boss della Scu Rosario Padovano e Flavio Fasano – assessore provinciale del Pd agli Appalti Pubblici ed ex sindaco di Gallipoli – davano il via a una inchiesta su presunti illeciti nella gestione di appalti pubblici. Nasceva il processo “Galatea2” che vedeva coinvolti vari imprenditori e politici. Tra questi vi era Fasano che, secondo l’accusa, si sarebbe accordato con l’imprenditore Alfredo Barone per turbare l’asta riguardo l’appalto del nuovo Nautico. Barone otteneva dalla Provincia l’affidamento dei lavori per la costruzione della nuova scuola, inoltre l’imprenditore, in parziale pagamento dei lavori, avrebbe acquistato l’edificio del vecchio Nautico allo scopo di realizzare un complesso turistico. Per ricambiare il favore Barone avrebbe versato a Fasano 3mila euro come “sottoscrizione volontaria” sul conto del Pd di Gallipoli. Quindi Fasano si sarebbe adoperato per far inserire il vecchio Nautico nel Piano delle alienazioni della Provincia di Lecce. A maggio 2011 sono arrivate le sentenze per chi ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato: Alfredo Barone è stato condannato a dieci mesi di carcere per corruzione.

Il panorama dal terrazzo del Nautico (Paride de Carlo)

Dal giugno 2009 al governo della Provincia di Lecce è subentrato lo schieramento di centro-destra con il presidente Antonio Gabellone. Per l’Amerigo Vespucci è cambiato poco: uno dei primi atti della nuova amministrazione è stato l’approvazione del progetto definitivo per la costruzione della nuova sede. A maggio 2013 è stata approvata la delibera per chiedere al Comune di Gallipoli il cambio della destinazione d’uso del vecchio Nautico allo scopo di creare una struttura turistico-ricettiva. Fine dei giochi? Neanche a parlarne. Il nuovo Nautico voluto dalla Provincia, a detta di chi lo dovrà frequentare davanti e dietro la cattedra, presenta un “piccolo” difetto: è stato progettato in campagna. Costruire un Nautico in campagna è un po’ come costruire un istituto agrario su delle palafitte. Maurizio Rizzello ci spiega perché: “I nostri studenti passano la maggior parte del tempo in mare, con esercitazioni e laboratori pratici. Ad esempio facciamo lezioni di vela e canoa. Inoltre abbiamo necessità di stare vicino al porto, dove sono dislocate le nostre barche. Un Nautico in campagna non avrebbe senso”.

Partendo da queste considerazioni studenti e professori del Vespucci si sono uniti per protestare. Rivogliono la loro vecchia sede che si sentono scippata in nome di un business che non ha nulla a che vedere con l’istruzione e con la tradizione marinara della città. Il Comune di Gallipoli, per ora, sembra essere dalla loro parte e non ha intenzione di approvare la nuova destinazione urbanistica dello stabile richiesta dalla Provincia. Il sindaco Errico si è impegnato in una assemblea pubblica a chiedere che l’edificio sia tra quelli che saranno restaurati grazie al Piano per l’edilizia scolastica e qualche giorno fa ha scritto una lettera in merito al premier Renzi. Il montare della protesta, forse, sta spingendo anche Palazzo dei Celestini a tornare sui suoi passi: due giorni fa il Presidente Gabellone ha inviato a Palazzo Chigi un elenco di scuole che necessitano di finanziamenti: su 10 milioni di euro richiesti dalla Provincia di Lecce, 6 sarebbero impiegati nella ristrutturazione dell’Amerigo Vespucci.

Ma dopo lo sgombero del 2007 che fine hanno fatto gli studenti del Nautico? Sono stati trasferiti nell’edificio ex Salesiani, sul lungomare Galileo Galilei, e continuano a non passarsela bene. Studiano in una struttura che non può ospitare la maggior parte dei laboratori e dei macchinari della scuola, apparecchiature costose, lasciate nel vecchio istituto, in balia dei vandali e dell’abbandono. Questo si ripercuote drammaticamente sulla loro preparazione. A questi problemi si aggiungono delle carenze strutturali: quando piove i corridoi e le aule si allagano (vedi foto). Ma l’odissea non sembra finita per questi ragazzi: il Comune di Gallipoli vuole vendere l’edificio nel quale studiano. E questa volta nessuno sa dove verranno spostati. (Segue in fondo alla gallery).

La vicenda del Nautico di Gallipoli dimostra come in pochi anni una realtà scolastica d’eccellenza possa trasformarsi in un problema per la collettività. Ma la precarietà con la quale i ragazzi del Vespucci hanno a che fare ogni giorno non è un caso isolato sul territorio. Intonaci che si staccano dai soffitti, infissi distrutti, aule allagate, bagni fatiscenti, scale antincendio pericolanti, muri marci, termosifoni rotti, bombole del gas incustodite nel cortile e sanitari buttati in giardino, come in una discarica a cielo aperto. Questa è la situazione di molte scuole. A Lecce lo stato dell’edilizia scolastica è finito sotto i riflettori, per qualche giorno, con la morte di uno studente di diciassette anni che frequentava una succursale del Liceo Scientifico “De Giorgi”. Il ragazzo

Bagni nell’Istituto E. Medi di Galatone

ha scavalcato una grata che delimita un pozzo luce dell’edificio vicino, i pannelli di plexiglass non hanno retto il suo peso e dopo dieci metri di volo il ragazzo è morto sul pavimento. Inutili i soccorsi. Sul piano nazionale si parla della promessa del Governo Renzi di sbloccare tre miliardi e mezzo di euro di finanziamenti per l’edilizia scolastica. Ma quando si spengono i riflettori, quando le televisioni non ne parlano più, nel lasso di tempo tra un nuovo incidente e una nuova promessa, i ragazzi ritornano nell’ombra delle loro aule, con i soliti problemi. In trincea.

Secondo gli ultimi dati Inail, nel 2012 in Italia ci sono stati 87.939 infortuni denunciati dagli studenti. La Puglia è la quinta regione in Italia per numero di incidenti con 5.770 infortuni. Ovviamente sono numeri che tengono conto solo degli incidenti denunciati. “La scuola è il posto dove passiamo metà delle nostre giornate, è la nostra seconda casa e vorremo che la sicurezza fosse un tema prioritario”, ci dicono Jacopo Torre ed Enrico Marangio, i due coordinatori del Mas (Movimento Apartitico Studentesco).

Istituto Alberghiero di Otranto

Particolarmente critiche sono le condizioni in cui versano le strutture che gli enti locali affittano da privati. Si tratta quasi sempre di “succursali” di istituti le cui sedi centrali sono sovraffollate. Essendo immobili non progettati per ospitare scuole, qui scarseggiano le uscite di sicurezza, le scale antincendio, i corrimano o l’adeguata larghezza dei passaggi in caso di fuga. Il liceo statale Don Tonino Bello di Copertino ha due succursali, entrambe in via Pirandello, che da tempo preoccupano i ragazzi che ci fanno lezione: “Non abbiamo una scala antincendio che colleghi il primo piano con il piano terra. Ci sono solo le scale interne che utilizziamo normalmente e che poi sono quelle che adoperiamo quando facciamo le simulazioni antincendio, dove si crea ressa e confusione. Bisogna tenere presente che al primo piano ci sono 5 classi con una media di 25 alunni per aula. La mancanza di spazi è un altro problema. Non abbiamo una palestra o un’ aula per fare assemblea”, afferma Federica Nestola rappresentante d’istituto e coordinatrice dell’Uds (Unione degli Studenti). Gli stabili privati adibiti a scuole sono 26 in tutto il territorio provinciale e costano anche un occhio della testa per le casse pubbliche. Per le due succursali del Don Tonino Bello la Provincia di Lecce paga 120mila euro l’anno di affitto. Dal 2009 al 2013 la Provincia ha speso 12 milioni di euro solo per l’affitto di queste strutture.

Paola Fracella, Coordinatrice provinciale dell’Uds, afferma che “studiare in strutture precarie è diventata la normalità, c’è una sorta di rassegnazione. Per questo il tema dell’edilizia scolastica viene accantonato”. Paola studia al liceo Classico Galilei di Nardò e ricorda tanti casi in cui i ragazzi hanno rischiato di farsi male: “Qualche anno fa al Galilei sprofondò il pavimento di una parte dell’edificio. Sempre in quel periodo in via Bologna si staccò letteralmente un pezzo di muro che cadde su un banco. Fortunatamente la ragazza che studiava in quella postazione si era spostata qualche istante prima”.

Quando Paola parla di “Via Bologna” si riferisce ovviamente ad un istituto. Ma i ragazzi a Nardò lo conoscono e lo chiamano semplicemente “Via Bologna” perché è una sorta di contenitore scolastico che ospita le classi di vari istituti. Una specie di macedonia simbolo della precarietà strutturale e organizzativa del sistema scolastico salentino. Per molti anni ci sono state le scuole medie, poi c’è stato il Pedagogico e alcuni settori del Professionale. Da qualche anno invece si è trasferito l’Alberghiero e il settore Servizi Sociali del Professionale “N. Moccia”. I ragazzi ci dicono che sono preoccupati perché la struttura è vecchia e fatiscente, quando piove si allaga e soprattutto sono ancora presenti delle tettoie in amianto. Fatto che constatiamo di persona quando ci rechiamo a fotografare lo stabile dall’esterno.

L’edificio scolastico di Via Bologna a Nardò (Paride de Carlo)

Ma nelle scuole il pericolo può anche venire dal sottosuolo. Si tratta del radon, un gas naturale particolarmente insidioso perché inodore e incolore ma potenzialmente letale per la salute umana. E’ un gas radioattivo che l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha collocato al secondo posto come causa di tumori polmonari dopo il fumo di tabacco. Nel 2010 un monitoraggio effettuato dallo Spesal in collaborazione con l’Università del Salento ha alzato il livello di guardia sulla presenza di questo materiale nelle scuole salentine. 37 istituti risultarono contaminati dal gas cancerogeno, in altri 29 si certificò la presenza di radon attorno alla soglia di attenzione. Da allora molti comuni si sono attivati per bonificare le scuole. Molti, ma non tutti.

A Parabita nella scuola elementare e media il radon superò il livello massimo di 500 Bq/metro cubo (addirittura nella scuola elementare la sostanza era presente ad un livello di 800Bq/metro cubo). In casi come questo il decreto legislativo 241/2000 impone la bonifica entro i tre anni dalla misurazione. Il consigliere comunale Marco Cataldo afferma “Sono passati più di quattro anni ma in nessuna delle due scuole sono stati fatti i necessari interventi di bonifica. Il Comune si difende affermando che ha fatto delle nuove misurazioni che hanno presentato livelli trascurabili ma la legge ti impone comunque la bonifica perché vale sempre la prima misurazione, ovvero quella che ha certificato che l’area in questione è ad alta concentrazione di radon”. Tesi confermataci da Maurizio Martino, professore di Fisica della Materia dell’Università del Salento, che ha seguito gli interventi di bonifica in vari comuni. Una faccenda che prende i contorni del paradossale se si pensa che alcuni figli degli amministratori comunali frequentano le scuole in questione. Comunque l’ufficio tecnico del Comune ci informa che sulla scuola media sono in programma degli interventi. Niente è previsto invece sulla scuola elementare, quella che presentava la concentrazione maggiore di radon.

Questi sopra descritti sono solo alcuni casi di una realtà complessa, che non può essere ridotta a piccoli interventi di edilizia. La centralità della scuola è il concetto che andrebbe rivisto. “E’ la nostra seconda casa, il posto dove passiamo metà delle nostre giornate”. Su questa frase conviene fermasi a riflettere.

Di seguito una gallery che descrive le condizioni di alcuni istituti del territorio. Le foto ci sono state date dagli studenti.

 

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2 thoughts on “Studenti in trincea. Viaggio nell’edilizia scolastica leccese

  1. Caro Stefano ti ringrazio a nome mio, del Comitato "Manteniamo il nautico nel cuore di Gallipoli", dei miei colleghi e soprattutto degli ALUNNI DEL NAUTICO, i primi, veri ed inconsapevoli "soggetti-oggetti" defraudati della LORO SCUOLA, per avere acceso questo riflettore sulla triste vicenda da Te raccontata. Il prossimo futuro ci vedrà ancora costretti a migrare verso chissà quale soluzione, purtroppo, perchè l'attuale edificio occupato dal Nautico, ora ospitato presso il complesso della "casa del fanciullo, ex-Salesiani", è stato venduto dal Comune di Gallipoli, legittimo proprietario dell'immobile. Una storia triste ma che con impegno e dedizione stIamo affrontando facendoci portavoce degli interessi di una collettività capace ed altamente formativa, come la nostra scuola, contro la sordità delle istituzioni responsabili. Mautizio Rizzello
    P.s. A parziale correzione del testo specifico che il sottoscritto e docente I.T.P. di esercitazioni nautiche, lab. di navigazione e meteorologia.

  2. Grazie per il lavoro che può far prendere coscienza della precaria situazione di molti Istituti del Salento, e spronarci a chiedere sempre con maggiore insistenza il diritto ad avere ambienti più degni nei quali dedicarsi allo studio.
    Purtroppo il problema non è una peculiarità del Salento ma di tutta l'Italia con un'eccellenza in negativo per il meridione.

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