La polemica tra Perrone e Sel sul compostaggio

Tra pochi mesi i Comuni del Salento inadempienti al 31 dicembre rispetto agli obiettivi minimi di raccolta differenziata fissati dalla Regione Puglia dovranno dimostrare di aver incrementato la differenziata di almeno il 5 per cento. Un obiettivo non proibitivo. Ma la polemica politica continua a non lasciare spazio ad altro, nei dibattiti pubblici sul tema. In questi giorni sono Sel e Paolo Perrone a tenere banco. Il sindaco di Lecce ha infatti accusato la Regione Puglia di aver accumulato ritardi nel programmare e finanziare gli impianti di compostaggio necessari allo smaltimento differenziato della frazione umida dei rifiuti: la parte più consistente di quelli prodotti dalle famiglie. E di aver in questo modo ostacolato il raggimento da parte dei Comuni di significative percentuali di raccolta differenziata.

Oggi la segreteria provinciale di Sel ha replicato al sindaco di Lecce. “Il Comune di Lecce è stato, dal 2007 e fino al 2013 (anno di costituzione dell’Ato provinciale), capofila dell’Ato Lecce 1: la struttura burocratica è identica a quella attuale e al vertice politico vi era il presidente Gianni Garrisi, già collega di giunta di Paolo Perrone, oggi presidente dell’organo di governo dell’Ato provinciale. Secondo il decreto legislativo d. lgs. 152/2006 e sulla base dei decreti commissariali 41/2001 e 296/2002, ogni Ato si doveva dotare di un piano d’ambito; per stilarlo, l’Ato Lecce 1 ha usufruito di 150.000 euro, finanziati dalla Regione Puglia con la determina 940 del 28 novembre 2008”.

Il comunicato porta la firma di Anna Cordella e Matteo Pagliara. “L’Ato Lecce 1 nel suo piano d’ambito ha individuato la necessità di due impianti di compostaggio: uno da 30.000 t/anno nel territorio del Comune di Lecce e uno da 20.000 t/anno nel territorio del nord Salento. Lo stesso piano d’ambito quantifica le risorse necessarie in 9.500.000 euro e prevede di far nascere gli impianti “in siti deliberati dall’assemblea dei sindaci”: non risulta però che tale deliberazione sia mai stata effettuata e non esiste, perciò, alcuna localizzazione più specifica. Senza la localizzazione degli impianti, era impossibile richiedere fondi alla Regione Puglia: lo stabilivano i decreti 41/2001 e 296/2002, con i quali l’allora commissario delegato Raffaele Fitto dettava regole stringenti per la localizzazione degli impianti di smaltimento rifiuti”.

“Inoltre il piano d’ambito dell’Ato Lecce 1 prevede di coprire l’intero ammontare dell’investimento tramite i fondi del Fesr regionale. In questo caso però il Fesr regionale non copre l’intero importo dei progetti ma ne prevede il co-finanziamento. In casi come questi è prassi consolidata sfruttare i fondi regionali, anche facendo ricorso ad una partnership privata tramite il project financing.

La Regione Puglia aveva già individuato e appostato specifiche risorse sull’Asse 2.5.2, approvato con la Dgr 850 del 26 maggio 2009: fondi che finora sono rimasti nel cassetto in mancanza di progetti concreti per realizzare impianti di compostaggio. Inoltre la giunta regionale, con la deliberazione 1573 del 12 luglio 2011, aveva anche bandito una “Procedura negoziale per la presentazione di proposte d’interventi per la realizzazione di impianti per la produzione di compost”: in quell’occasione fu l’Ato Lecce 3 a presentare un progetto localizzato sul territorio del Comune di Ugento (ritenuto poi non ammissibile a finanziamento). Come mai il Comune di Lecce non ritenne di presentare alcuna idea progettuale?

Perrone e i suoi compagni di coalizione, quindi, governano il Comune di Lecce e l’Ato Lecce 1 da molti anni: hanno avuto strumenti e occasioni per avanzare progetti e richieste di finanziamento alla Regione Puglia per realizzare impianti di compostaggio. Perché non l’hanno fatto? E perché a tutt’oggi il Comune di Lecce (guidato da Paolo Perrone) non ha presentato all’Ato provinciale (guidato anch’esso da Paolo Perrone) un progetto per costruire un impianto di compostaggio?

Dal 2009 i fondi sono pronti e disponibili: se si troverà di fronte ad un progetto serio (dotato di una localizzazione e di un co-finanziamento), la Regione Puglia non mancherà di finanziarlo. Stiamo perdendo fin troppo tempo in polemiche: Perrone sia più smart, il Comune di Lecce e l’Ato provinciale facciano la loro parte, la Regione Puglia farà la propria per evitare che le inadempienze e i ritardi degli amministratori locali si abbattano sulle tasche incolpevoli dei cittadini”.

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