Simone Perrone vs Romeus

Tra i grovigli della tanto famosa quanto fitta selva salentina di talenti o volti alla ribalta della canzone pop – dove non tutto quel che luccica è oro – si registrano due vibrazioni sonore costanti, apparentemente innocue, a tratti impercettibili e a tratti schizofreniche, riconducibili a due voci maschili del tutto inusuali ma facilmente identificabili. Calda, seducente e malinconica quella di Carmine Tundo, alias Romeus. Sottile, ambigua e controversa quella di Simone Perrone. Entrambi classe 1987, spiccano per predisposizione ad una creatività ampia, che nella dualità rock-cantautorato raggiunge il punto d’equilibrio. Nonostante l’odierno mondo della canzone italiana sia attratto da plasmabili personaggi da talent-show, continuano da anni a solcare il loro ramificato percorso artistico. Un percorso iniziato in età adolescenziale e già ricco di soddisfazioni.

Il fascinoso Romeus, vincitore assoluto di Musicultura 2011 con “Caviglie stanche”, ha alle spalle l’esordio nei Cruska, band ska punk, e un album omonimo di debutto prodotto da Corrado Rustici e da Caterina Caselli, in cui sono contenuti brani come “Oro nell’oceano”, romantica rock ballad, e “Come l’autunno”, con cui ha partecipato al Festival di Sanremo 2010 grazie alla vittoria a Sanremolab. Cantautore nonchè arrangiatore e produttore, è attualmente sulla scena musicale con “Funky superstar” e “Via Coramari”, i biglietti da visita di due nuovi progetti musicali pronti a materializzarsi in contemporanea e in direzione contraria: rispettivamente i Nu-Shu e La Municipàl. Le sonorità noise rock del brano in lingua inglese “Funky superstar” si congiungono con le scene di frenesia allucinogena del relativo videoclip, diretto da Antonio Passavanti. E se qui Romeus è ben in vista, nel videoclip di “Via Coramari”, così come per i prossimi de La Municipàl, decide di non comparire mai, affidando a dei disegnatori il compito di creare un avatar che sia il protagonista di questo mondo. Il videoclip in animazione è realizzato da Hermes Mangialardo ed è stato premiato al Toyama International Film Festival in Giappone e al Festival Nazionale del Videocorto di Nettuno. Il singolo – disponibile negli store digitali dal 7 novembre – è un’incalzante melodia baustelliana che profuma di cantautorato bolognese e che racconta la storia d’amore a distanza tra un ragazzo di un paesino del sud e un’universitaria dello studentato di via Coramari a Ferrara. Ma non è tutto: Romeus è anche produttore e voce della band electro-dark Laguardia, prossima al debutto, scrittore di colonne sonore per opere teatrali e sceneggiatore di cortometraggi.

Non meno sfaccettato e irrequieto Simone Perrone: il cantautore pronto a trasformarsi in Signor Woland (frontman della rock band Jack) o in Phantomatic Man (creatore solista dell’elettronico Progetto Fantomatico), ma anche in studente modello (laureato con 110 e lode in Lingue e Lettarature Straniere) o in paninaro sul furgone di via Vanvitelli a Lecce. «Uno, nessuno e centomila» direbbe Pirandello. Fatto sta che il tempo di una vita per vivere contemporaneamente più vite a lui basta. Una capigliatura alla Caparezza e un’estensione vocale di tre ottave che gli permetterebbe di cantare perfino “Ti sento” di Antonella Ruggiero. Vincitore del Cornetto Free Music Festival 2007 e del’Heineken Jammin Festival 2011, nonché supporter nei live di artisti quali Zucchero, Elio e le storie tese e Simone Cristicchi. Nel suo passato discografico ha collezionato una manciata di singoli estivi: “L’estate di Adelina” e “Dannato amore”. Imprevedibile nelle cover di brani improbabili come “Caruso” di Lucio Dalla o “Roxanne” di Sting, proposte nei sui live o nelle esecuzioni “abuecchiu” caricate sulla sua fan page. Recentemente ha sperimentato ulteriori incontri tra elettronica e pop con “Sputnik”, “Erotica” e “Mostri”. I brani – acquistabili su iTunes sotto lo pseudonimo di Progetto Fantomatico zer 013 – nascono dalla sua abilità nell’utilizzare le nuove tecnologie e nel riprodurre sonorità ricercate e melodie di facile presa. Le tematiche attingono dalle paure e dalle pulsioni delle generazioni più giovani.

Supportata dalla loro prolifica produzione è l’ormai avviata carriera come autori e compositori per altri cantanti. Romeus ha firmato uno degli ultimi singoli di Malika Ayane, “Il tempo non inganna”, mentre Simone ha dato un’identità musicale ben precisa e di qualità ad Antonio Maggio con “Parigi” e “Doretta mia”. Quest’ultimo è un sadalizio aristico tra conterranei estremamente vincente, che sta per riportare Maggio sul palco del prossimo Festival di Sanremo nelle inedite vesti di Big. E chissà se non sarà proprio il suo asso nella manica a contendersi la vittoria come suo successore nella categoria Giovani. Simone quel palco l’ha più di una volta sfiorato per poco. Quest’anno ci riprova con la sua band, i Jack, e con una canzone rock tiratissima che esplode in un do di petto e che, se andrà ad occupare una delle otto caselle disponibili per i Giovani di Sanremo 2014, ha tutte le carte in regola per replicare l’effetto Negramaro.

L’INTERVISTA:

1. Il tuo nuovo progetto musicale: come si è evoluto nel tempo?

Simone: Il mio progetto musicale, preso in tutta la sua totalità, ha sfumature variopinte direi. Sono partito come cantautore a tutti gli effetti, di quelli vecchio stampo, con la chitarra in mano e il pianoforte in spalle, con la semplice voglia di scrivere canzoni. Il presente mi vede invece facente parte di una band elettro-rock, i Jack, di cui sono la voce, ma non la penna esclusiva. Comunque non abbandonando mai il filone cantautoriale. Porto avanti le due cose parallelamente. Il futuro non so dove mi vedrà… di sicuro ci sarà la musica però.

Romeus: È un periodo di fermento per me. Sono stato chiuso in studio per circa due anni, scrivendo centinaia di canzoni e da qui prendono forma diversi progetti. Sono arrivato a capire che ogni sfumatura musicale va messa in una direzione ben precisa. Ogni suono deve avere la sua ortodossia, un artista deve potersi esprimere per quello che sente ed immagina, al di fuori delle logiche commerciali che deviano il fare musica di un musicista. Da qui nasce La Municipàl, progetto di pop d’autore dove sono racchiuse tutte le mie canzoni più romantiche ed ironiche, che appartiene al cantautorato italiano.

2. Poliedricità: i fronti musicali su cui gravita il tuo estro compositivo. Facile o difficile convivenza?

Simone: Attualmente sono impegnato nella promozione del Progetto Fantomatico Zer 013, che è uno dei miei progetti. Si tratta di musica interamente creata tramite l’uso di iPhone ed iPad, dopo “Mostri”, “Erotica” è il secondo singolo, in rotazione radiofonica e in vendita su iTunes. Poi ci sono i Jack, il mio gruppo, con il quale stiamo preparando la presentazione alle selezioni del prossimo Sanremo Giovani. E per finire c’è il mio lavoro come autore, anche quello va avanti alimentato da mille e mille speranze. Cerco di fare il meglio, in base alle mie esigenze. La questione della facile o difficile convivenza non si pone fin quando io sono il primo a voler fare e seguire diverse cose parallelamente.

Romes: Di sicuro la creatività è sempre positiva, in ogni sua forma. Se si riesce trovare una chiave per ogni modo in cui si manifestano le idee, si può far convivere il tutto. La cosa più importante è esprimersi. Quindi se si ha qualcosa di dire, in forme diverse, va detta, altrimenti il tempo passa e le idee si dimenticano. Il bisogno di distorsioni e rumore si esprime in Nu-Shu, noise duo dove suono la batteria e canto, accompagnato dal bassista Giuseppe Calabrese. È un progetto sperimentale. Abbiamo pubblicato il primo singolo “Funky superstar”; nel 2014 l’album. Uscirà nel 2014 anche un altro disco, dove mi esprimo in veste di producer, giocando con l’elettronica e campionando qualsiasi cosa, dai discorsi di Lenin ai rumori più strani, che utilizzo in modo ritmico creando delle atmosfere dark. Il primo singolo di Laguardia, così si chiama il progetto, sarà “Romanov children”, con il video girato in Lituania. In questi mesi è nata la Brewers Foundation, band con Gianmarco Serra alla batteria e Marco Bertone alle chitarre, dove io canto e suono il basso. Ripercorriamo delle strade sonore del passato attraverso sonorità vintage. Inoltre sto musicando insieme a Metteo De Benedittis un’opera teatrale, “La pescatrice di scarpe”, e sto portando avanti un progetto cinematografico insieme al regista Antonio Passavanti. Realizziamo dei corti in giro per l’Europa. Io scrivo la sceneggiatura e la colonna sonora. Siamo stati in Ungheria, Portogallo e Lituania. Ora stiamo ultimando i montaggi e i missaggi delle colonne sonore.

3. Passato artistico: il momento più gratificante, quello più emozionante e quello più demoralizzante.

Simone: Il momento più gratificante non riguarda un palco in particolare, ma un’esibizione a porte chiuse: il provino live di “Scuro”, canzone con la quale ho cercato di partecipare all’edizione scorsa del Festival di Sanremo. Finita l’esibizione il mio produttore Francesco Migliacci (grande persona, ma soprattutto professionista molto puntiglioso, capace di trovare l’imperfezione nella perfezione) mi dice: «Sei stato bravissimo, non ho nulla da dirti». Conoscendolo è stata veramente una sfumatura gratificante. Quello più emozionante senza dubbio il palco di Zucchero, soprattutto perché era la mia prima esperienza a quei livelli; avevo solo 18 anni, e salire su un palco così, davanti a 30 mila persone, ha i suoi lati di emozione acuta non da sottovalutare. Quello più demoralizzante X-Factor: l’eliminazione all’ultimo provino prima di entrare nella trasmissione. Non tanto per l’occasione in sé, ma per la modalità con la quale si è materializzata. Anche per me, che avevo iniziato quell’esperienza così per gioco, e forse anche molto dubbioso, essere eliminato dopo vari su e giù, provini e sacrifici, non è stato bello.

Romeus: Un bellissimo momento per me è stata la vittoria a Musicultura. Ma più che altro Musicultura in sé: è una dimensione più genuina rispetto a Sanremo per esempio. Ero con la mia band, miei fratelli, e ci si esprimeva in maniera tranquilla. Il brano poi, “Caviglie stanche”, aveva molto significato per me. E anche il premio successivo, totale di 20.000 euro, più quello della critica mi hanno anche dato ulteriore spinta per portare avanti altri progetti. Demoralizzante non so… di carattere sono disilluso già in partenza. Non mi creo mai delle aspettative. Affronto ogni cosa con tranquillità, passo dopo passo.

4. Festival di Sanremo: le tre canzoni della sua storia che più ami e quella con cui ti piacerebbe gareggiare nella prossima edizione.

Simone: “Il tempo reale” dei Subsonica, “L’assenzio” dei Bluvertigo, “Bentivoglio Angelina” dei Quintorigo. Mi piacerebbe gareggiare con “L’assenzio”.

Romeus: Ci sono tantissime canzoni stupende, è impossibile sceglierne tre. Posso però scegliere alcune legate a dei ricordi. “Il mare calmo della sera” cantata da Andrea Bocelli… ero piccolino e rimasi impressionato da quegli accordi melodici e dal timbro che Bocelli utilizzava nelle parti “pop”. Ne ero innamorato. Sempre da bambino “Se stiamo insieme” di Riccardo Cocciante. Ascoltata a ripetizione sull’unica musicassetta del festival che una mia prozia, che abitava a Sanremo, mi regalò. Più recente “Luce” di Elisa. Aveva qualcosa di particolare. Non era il classico brano sanremese: era ricercata, fine, profonda. Creava immaginario, cosa che un brano dovrebbe sempre fare.

5. Autore: cinque interpreti italiane per cui ti piacerebbe scrivere. Un aggettivo e un’immagine per ciascuna.

Simone: Ovviamente Mina (totale/il quadrato nero di Malevic), Loredana Berté (profonda/la selva oscura di Dante), Fiorella Mannoia (dotta/un’immagine di fuoco), Meg (elettronica/i sogni di Chagall), Gianna Nannini (rock/tropico del cancro di Miller).

Romeus: La musica italiana ha regalato grandi voci all’umanità. Mi piacerebbe scrivere per Mina (capace di rendere ogni brano un capolavoro), Fiorella Mannoia (abbiamo diviso lo stesso palco a Musicultura e sentirla cantare dal vivo è un qualcosa di prodigioso), la grande Patty Pravo (storia della musica e anche del costume italiano, gran classe), Gianna Nannini (con sfumature rock) e Giorgia (un po’ più giovane, voce immensa e contemporanea).

6. L’artista con cui dividi l’intervista: pregi e difetti, canzone preferita e canzone con cui duetteresti.

Simone: Carmine (Romeus) è un artista che io apprezzo molto, come persona innanzitutto (dato che ho il piacere di conoscerlo); l’ho sempre visto come una specie di Maestro isolato dal mondo, che dal suo rifugio nascosto produce musica fuori dagli schemi ed estremamente sentita. Mi piace molto il suo ultimo progetto, i Nu-Shu (insieme a Giuseppe Calabrese, un altro che, ahimè, conosco bene). “Funky superstar” credo sia una delle canzoni più belle che ho ascoltato nell’ultimo anno. Per ciò che riguarda il duetto, io e Carmine abbiamo già duettato insieme durante una tappa dei Jack. Cantammo “Sono il disprezzo”.

Romeus: Simone è un amico. Abbiamo già collaborato con i Jack ed avendo la stessa età abbiamo spesso gusti musicali comuni. Ha una grandissima estensione e scrive cose veramente belle. Mi piace molto “Hai di me”, brano ancora inedito dei Jack dove ho curato una parte della produzione. Di recente è uscito un brano bellissimo di Samule Bersani “En e Xanax” e in una chiacchierata telefonica abbiamo parlato proprio dell’opportunità di rendere omaggio a questo brano.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *