Normalità 2.0

Cosa c’è di più normale di sgozzare un ragazzo in un pomeriggio di maggio? Semplice, riprendere con lo smartphone quanto ha da dire l’assassino.
E’ così che la ferocia estetica dell’aggressione di Woolwich, a Londra, viene superata dalla demenza clinica della documentazione. Vale a dire di quell’irrefrenabile necessità di filmare con il proprio cellulare il delirio del presunto assassino, il quale, bontà sua, pare abbia esplicitamente richiesto (non intimato, richiesto) il servizio.

– “Scusi, ho appenna sgozzato un uomo, mi riprende con il cellulare che ho qualcosa da dichiarare?”.
– “Certo. Sono pronto, dica pure”.

Se un tempo la pratica dello sciacallaggio mediatico era riservata a una ristretta cerchia di persone, i cosiddetti professionisti dell’informazione, meglio conosciuti come giornalisti, oggi è a portata di tutti. Tanto della vittima quanto dell’assassino. Per non parlare del testimone oculare. In qualsiasi caso il mostro non si sbatte più in prima pagina ma in home page, su YouTube. E’ il mostro stesso che lo richiede. Uccidere, morire, soffrire o gioire purché qualcuno sia disposto a riprendere e uplodare in tempo reale.

E’ la tecnologia, bellezza, il frutto amaro della famosa democrazia digitale, l’oltrepassata soglia della coglionaggine 2.0. Talmente oltrepassata da parir normale. Normale come sgozzare un ragazzo in un pomeriggio di maggio.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *