Milioni di asfalto sulla strada parco dei leccesi

C’è una strada che i leccesi amano molto, immersa nel verde delle campagne salentine e che collega la città con la litoranea, nei pressi delle Cesine. E’ la vecchia provinciale Lecce – San Cataldo, una strada parco a tutti gli effetti, meglio conosciuta come la strada del Fondone. La bellezza di questo tragitto, pochissimo trafficato, è che il grigio del cemento è completamente oscurato dai colori della macchia mediterranea. La protagonista è la campagna mentre la strada è una piccola platea dalla quale ammirare il paesaggio. Appena imboccata la strada ai lati dominano distese di grano, ulivi e piccole pinete. A due passi dal cemento della città questo tragitto offre ancora la possibilità ai leccesi di recuperare un rapporto privilegiato con la campagna. Ma adesso questo percorso potrebbe cambiare per sempre e con esso parte del paesaggio. Infatti dalla via per il Fondone partirà la strada Regionale 8, che dopo aver percorso circa tre chilometri tra le campagne leccesi, devierà il suo percorso a quattro corsie per immettersi sulla Lecce – Melendugno, in prossimità dei Giardini di Atena di Merine.

panoramica del Fondone
 Quest’opera progettata quasi tre decenni fa e da molti ritenuta inutile, nel suo percorso leccese attraverserà alcune zone soggette a vincolo paesaggistico. Il progetto della regionale 8 prevede infatti l’allargamento della strada parco, sino a creare un tronco stradale a quattro corsie. All’inizio del percorso, in prossimità della scuola di Cavalleria dell’Esercito verrà creata una rotatoria, per favorire l’immissione e l’uscita delle auto dalla “superstrada”. Un’altra rotatoria invaderà la campagna a poche migliaia di metri di distanza, cementificando e asfaltando una zona a cui il Piano paesaggistico regionale assegna un vincolo di tipo B, individuandola come zona di “valore rilevante” ai fini della tutela del paesaggio. Da questa seconda rotonda partirà la quattro corsie taglierà di netto, verso Sud, una distesa di terreni agricoli per immettersi nella Lecce-Melendugno (dove i lavori sono già cominciati).

Ancora non è stato spostato un sasso e il Comune di Lecce sta valutando se richiedere delle modifiche al progetto di quest’opera così violentemente invasiva. Per un verso, infatti, questa strada sfregia il paesaggio, per l’altro sembra essere pressoché inutile ai fini della viabilità. Accanto alla via del Fondone c’è infatti la tangenziale, costruita dalla stesa ditta che sta realizzando la Regionale 8, che con le sue uscite permette già oggi di raggiungere la Lecce- Melendugno, sebbene pochi chilometri più a ovest.

Allora a che serve il sacrificio del Fondone? La politica, a parte il movimento politico Lecce Bene Comune, invoca la necessità di “spendere” (in asfalto) un vecchio finanziamento concesso dall’Unione Europea proprio per realizzare quest’opera. Ci sono in ballo, da Lecce a Melendugno, 57 milioni di euro e le ditte che si sono aggiudicate l’appalto nei mesi scorsi hanno minacciato – e attuato – la cassa integrazione per centinaia di operai, portandoli a manifestare a Lecce contro la “lentezza” della politica.

La Regionale 8 sarà costruita da un Raggruppamento temporaneo di imprese. Nel gruppo c’è la bolognese C.C.C. ( Consorzio Cooperative Costruzioni), la Leadri srl di Sternatìa, la Nuzzaci di Soleto, la Montinaro Gaetano & figli, la Emme Costruzioni e servizi srl. e i Montinaro. Il finanziamento che inizialmente era stato assegnato per la Circumsalentina, ovvero una strada a quattro corsie pensata negli anni ’80 dall’amministrazione regionale di Salvatore Fitto, padre di Raffaele. La Circumsalentina avrebbe dovuto collegare Lecce con Otranto, scorrendo parallela all’attuale litoranea. Il progetto cadde però per la netta opposizione dei comuni di Otranto e Giurdignano, e il finanziamento venne ritirato. Ma le ditte vincitrici di quell’appalto ricorsero al Consiglio di Stato che ridispose il finanziamento per la creazione di un opera che, fatti salvi i rilievi di Otranto e Giurdignano, doveva scorrere su un tracciato simile alla Circumsalentina. Nasce cosi il progetto della Regionale 8, proposto dall’amministrazione Fitto e poi ripreso da quella di Vendola. Peccato che intanto, nel mezzo di ricorsi e bocciature, a Lecce nasceva la tangenziale, strada che di fatto rende inutile la Regionale 8, almeno per ciò che riguarda il territorio del Comune di Lecce. Ma per non venire meno alle prescrizioni del Consiglio di Stato sulla similarità dell’opera alla circumsalentina si è preferito non modificarne il tracciato e soprattutto il fatto che dovesse partire tra Lecce e San Cataldo. Il rischio era, per le imprese e per le amministrazioni, perdere i 57 milioni di finanziamento al Raggruppamento temporaneo di imprese. Come ha scritto sul suo blog il consigliere comunale di Lecce Carlo Salvemini, “solo un formalismo giuridico amministrativo impone che il nuovo tracciato debba partire dalla strada del Fondone” . Solo un formalismo giuridico. Ecco da cosa sarà causato il sacrificio del Fondone.

Va detto che negli ultimi tempi si sono levate voci autorevoli a favore di una cospicua riduzione dell’impatto ambientale dell’opera. La stessa Regione Puglia, tramite l’assessore alla qualità del territorio Barbanente, si è dimostrata decisa a rivedere il tracciato. Questo è avvenuto in primo luogo dopo le pressioni dei sindaci di Vernole e Melendugno, che hanno proposto con fermezza delle modifiche al tracciato. Dall’amministrazione comunale di Lecce, invece, non si è levata ancora nessuna voce. Gaetano Messuti, assessore alle opere pubbliche, a 20centesimi dice:

Stiamo valutando l’impatto che l’opera avrà sul nostro territorio, se sarà negativo presenteremo anche noi delle modifiche. Anche se penso che ci saranno ridottissimi spazi d’intervento, non potremo avanzare grosse modifiche. Certo non possiamo essere di intralcio ai lavori. Dobbiamo coniugare il tema ambientale con il tema del lavoro. Inoltre stiamo parlando di un opera prevista dalla Regione Puglia, la responsabilità non è di certo dell’amministrazione leccese”.

Qui verrà costruita la terza delle quattro rotatorie previste ad oggi sul Fondone

Messuti tiene a sottolineare che la strada è un opera che viene da decisioni prese a Bari. Ed ha ragione. Ma l’assessore sa anche che nel 2006, in sede di conferenza dei servizi, il Comune di Lecce, sotto l’amministrazione Poli, chiese delle opere aggiuntive all’intervento principale della Regionale 8. In pratica, se il tracciato della Regionale8 modificherà solo i primi tre chilometri di via del Fondone, in quella sede il Comune di Lecce chiese alle imprese di modificarne anche la restante parte. Le opere aggiuntive alla Regionale 8 prevedono l’allargamento di tutta la strada del Fondone (due corsie da 3,75 metri più due banchine da 1,5 metri ciascuna) e la costruzione di due altre rotatorie: una all’altezza del Cat Club e l’altra in sostituzione del semaforo dove il Fondone incrocia la litoranea. All’allargamento della strada viene affiancata la costruzione di una pista ciclabile della larghezza di 3 metri. A questo si aggiunge la costruzione di un parcheggio e di un’area a verde attrezzato all’idrovora di San Cataldo, a due passi dalla pineta tutelata come riserva statale.

A carico del Comune il costo totale dell’operazione è di 4,9 milioni di euro. Il progettista di questi lavori è Marco Padovani, ingegnere che alla Leadri srl è di casa (leggi) . Insomma queste opere, se aggiunte a quelle della Regionale 8, cambieranno definitivamente il volto della strada del Fondone.

I tracciato dei lavori aggiuntivi alla Regionale 8 chiesti dal Comune di Lecce nel 2006

Un tragitto che pochi anni fa la Provincia di Lecce, tramite il PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale), aveva individuato come “itinerario narrativo . Massimo Evangelista, dirigente del servizio Pianificazione Territoriale e Tutela Venatoria della Provincia, ci spiega che cosa significa questa definizione:

per itinerario narrativo si intende una strada ad alto valore paesaggistico, un percorso che racconta il territorio e tramite il quale è possibile leggere gli elementi del paesaggio salentino. Sono tragitti depositari delle caratteristiche storiche e naturali della nostra terra, per questo vanno preservati cosi come sono. Sono assolutamente da evitare allargamenti e rotonde“.

A parlare chiaro è anche la Vas ( Valutazione ambientale strategica) del Comune di Lecce: in questo documento è scritto, senza giri di parole, che a Lecce c’è troppo asfalto e troppo cemento. Negli ultimi 15 anni nel territorio comunale c’è stato un decremento del 30% per quanto riguarda la vegetazione naturale. Al posto di questo verde sono sorti palazzi, capannoni e strade. Sul documento è scritto testualmente che ” la pesante infrastrutturazione viaria e industriale-commerciale, denuncia la progressiva rottura del peculiare rapporto tra insediamento e campagna”.

Dall’opposizione in Consiglio comunale per il momento si sono schierati in maniera netta solo i consiglieri di Lecce Bene Comune, che hanno chiesto almeno al modifica del tracciato della Regionale 8 e l’annullamento totale delle opere aggiuntive, fatta eccezione per la pista ciclabile. L’assessore alle Opere Pubbliche della giunta Perrone, Gaetano Messuti, ha riferito a 20centesimi di aver già fatto delle “proposte migliorative” alla Regione sulle quali attende conferma. Organizzerà a breve, aggiunge, una conferenza stampa. La via del Fondone, a Lecce, è ancora bella e a primavera ancor di più. L’unico fastidio che si prova, percorrendola questa primavera, è l’idea che tra poco qui possa cambiare tutto.

***

Nel video il percorso della Regionale8 nel territorio di Lecce. Si sovrappone con quattro corsie alla via del Fondone fino a una pineta. Si vede un’auto bianca parcheggiata. All’altezza di quell’auto verrà costruita una rotatoria e la quattro corsie devierà in aperta campagna verso Sud, fino a uscire dall’agro di Lecce.

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7 thoughts on “Milioni di asfalto sulla strada parco dei leccesi

  1. Ottimo approfondimento e grazie per i retroscena rivelati. Abbiamo capito che responsabile di questo scempio è anche la destra, oltre che la sinistra con inutili personaggi politici come Loredana Capone. Una delle principali fautrici di questa inutile e dannosa strada. "Quando avrete prosciugato l'ultimo dei fiumi, tagliato l'ultimo degli alberi e pescato l'ultimo dei pesci, allora capirete che i soldi non si possono mangiare". Politici, siete tutti responsabili della distruzione della nostra terra.

  2. Ma il sig.Messuti chi pensa di prendere ancora in giro con questa storia di garantire il lavoro. Ma mi faccia capire una cosa, caro assessore, vogliamo consumare l'ultimo ettaro di terra per garantire questo lavoro? Quando ci fermeremo? Quando faremo rifiatare il nostro territorio dalla cementificazione? Immagino quando ormai sarà troppo tardi. La verità è che dovete garantire appalti su appalti, del Salento vi riempite la bocca ma in fin dei conti non ve ne importa un fico secco. Questa politica non avrà più un solo voto da me, state distruggendo un territorio pieno di storia, bellezze naturali e tradizioni. Vergognatevi!!!

  3. mi associo a quanto detto da ale: cit. ''"Quando avrete prosciugato l'ultimo dei fiumi, tagliato l'ultimo degli alberi e pescato l'ultimo dei pesci, allora capirete che i soldi non si possono mangiare". Politici, siete tutti responsabili della distruzione della nostra terra.''

  4. anch'io mi associo a quanto detto da Ale e da Chiara. Vorrei, però, ricordare ai nostri politici che la distruzione della campagna porta all'impoverimento del paesaggio, del lavoro agricolo e di tutte le risorse che ne derivano . E' doveroso ricordare anche, a chi ha dimenticato o è distratto da "opere faraoniche", che per millenni l'agricoltura è stata l'unica e più importante risorsa per la sopravvivenza dei cittadini del luogo oltre che per le popolazioni mondiali. Va bene incentivare il lavoro nei diversi settori produttivi (commercio, artigianato, turismo, industria, ecc.), ma quando sarà il momento di rivolgere lo sguardo ed altro nel settore agricolo? Perciò POLITICI svegliatevi da quel sonno che ormai dura da moltissimi anni. Nei vostri incontri, convegni, riunioni politiche, ecc. rivolgete il pensiero anche "alla risorsa primaria – l'AGRICOLTURA" che resta in attesa di un vostro gradito risveglio.

  5. Si vuole cementificare e catramare tutto il salento: la lecce san cataldo già esistente basta e avanza. Analogo discorso per la strada che dovrebbe collegare la campi guagnano alla campi squinzano, altri 8 milioni di euro per una strada inutile che serve solo a qualche politico e a distruggere altri ettari di campagna ancora esistente e via discorrendo le altre opere simili: Basta con questi scempi.

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