L’Indiano sul carcere di Lecce

“L’indiano” di Telerama è una trasmissione di approfondimento e inchiesta che riproduce – caso molto raro in Italia – su scala locale i fortunati format televisivi dedicati a lavori giornalistici che non potrebbero trovare spazio nelle edizioni quotidiane dei tg.

La settimana scorsa L’Indiano ha mandato in onda due puntate, mercoledì 1 e giovedì 2 maggio, dedicate al carcere leccese di Borgo San Nicola, costruito come “penitenziario modello” nel 1997 e oggi diventato uno dei più sovraffollati in Italia. Si tratta di un lavoro molto interessante e pieno di ottime immagini ma piuttosto lungo (più o meno due ore di trasmissione) che attinge a dati raccolti e presentati in modo chiaro e a interviste ai responsabili della struttura del carcere, dalla direzione al comandante degli agenti di polizia penintenziaria, ai responsabili della sanità carceraria e soprattutto ai detenuti. Il lavoro è stato realizzato a più riprese da maggio del 2012 a pochi giorni fa.

Fortunatamente, dopo la messa in onda Telerama ha caricato L’Indiano su YouTube, spezzettando le due puntate in clip di meno di 20 minuti e condividendole sul profilo Facebook della trasmissione. Noi abbiamo raccolto le clip, ordinandole per argomento.

***

Qui si parla della sezione femminile del carcere di Borgo San Nicola con uno sguardo particolarmente concentrato sul legame (spezzato) tra madri ristrette e figli. Importante la testimonianza sulla presenza in carcere, nel maggio del 2012, di una bambina nata appena una settimana prima.

 

***

La seconda parte della prima puntata è dedicata alla descrizione del carcere e a quello che succede a una persona nel momento in cui varca i cancelli di Borgo San Nicola.

 

***

La terza parte è forse il pezzo giornalisticamente più efficace della prima puntata. Al centro del racconto de L’Indiano c’è il sovraffollamento, problema spesso rappresentato come una specie di flagello contro il quale poco si può fare se non costruire nuove carceri. Invece si tratta, a tutti gli effetti, di una violazione dei diritti umani. Per questo motivo il semplice fatto che una telecamera (e a maggior ragione la telecamera di una televisione molto popolare come Telerama) sia entrata, eccezionalmente, in cella, è significativo.

A Lecce in una cella di circa 12 metri quadrati convivono forzatamente per 20 ore al giorno tre persone. Il progetto originario del carcere prevedeva che fossero celle singole. 656 persone capienza regolamentare (quella prevista nel progetto iniziale redatto nel rispetto delle leggi), 1200 tollerabile, raddoppiando i posti letto e derogando alla legge. A Borgo San Nicola nell’estate del 2010 erano presenti più di 1500 persone, a maggio 2012 circa 1330. Oggi sono meno di 1200, delle quali quasi la metà in attesa di giudizio.

 

***

La prima parte della seconda puntata è concentrata sul corto circuito tra politica e carcere: fuori tutti a rincorrere gli allarmi sicurezza e “l’inasprimento delle pene”, e nelle rare visite all’interno del carcere tutti a gridare alla “piaga del sovraffollamento”. Questa parte racconta anche, dal punto di vista dei dei detenuti, dell’inefficacia della pena carceraria – scontata in queste condizioni – ai fini della rieducazione o del reinserimento sociale.

 

***

La seconda parte della seconda puntata è dedicata alla sanità in carcere (gestita dalla Asl) ed è un altro pezzo di grande rilevanza giornalistica. L’enorme utilizzo di psicofarmaci da parte della popolazione detenuta (quasi l’80 per cento della popolazione carceraria), l’inesistente – o quasi – assistenza psichiatrica e psicologica, il collegamento con le strutture ospedaliere esterne, la carenza nelle dotazioni dell’infermeria del carcere. E i numerosi casi di suicidio. Su questo scenario pesa il trasferimento a Lecce, entro l’anno, di un centinaio di detenuti provenienti dall’ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto.

 

***

La terza parte della seconda puntata racconta un piccolo cambiamento, avvenuto nell’ultimo anno, che però per i detenuti nel carcere di Lecce è stato importante: l’eliminazione del muro divisorio nella sala colloqui.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

One thought on “L’Indiano sul carcere di Lecce

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *