Il mio amico troll

Roberto Greco, leccese, non ancora trentenne, è tra i fondatori e managing partner di Quorum, un istituto di ricerca statistica specializzato in sondaggi web e marketing politico – nonché editore del magazine sui trend sociali YouTrend. Questo pomeriggio, da abituale, vivace commentatore della scena politica, decide di scrivere qualcosa sulla bacheca Facebook di un Senatore della Repubblica, eletto nella Circoscrizione Puglia tra le fila del Movimento 5 Stelle: l’avvocato Maurizio Buccarella.

Ecco la domanda posta da Greco, dopo aver linkato una tabella pubblicata da Giornalettismo, che presenta le statistiche dei disegni di legge presentati a Camera e Senato dai vari schieramenti, dall’inizio della presente legislatura:

E’ vero che in 40 giorni avete presentato solo 3 ddl? Al posto di farvi le gite fuori porta, le foto su Facebook, gli streaming delle vostre goliardate, [perché] non iniziate a lavorare? Tra qualche giorno inizierete a intascarvi i soldi di noi contribuenti. Vi sembra onesto?

Risposta, tecnologicamente prontissima, del Senatore (certo non un modello di parlamentare ponderato, bensì ruspante e reattivo, ma anche per questo esposto a qualche errore di valutazione):

Ah, regazzi’, come si direbbe da queste parti, torna a leggere i fumetti, va…. (traduzione, non ricordo quando ti ho dato l’amicizia, ma vedendo il tuo pseudo profilo FB praticamente non capisco chi sei, cosa fai, cosa vuoi …a parte i fumetti, appunto …).

Greco non resta con le dita in resta e incalza, già subodorando dove il commentario andrà a parare:

Così mi risponde un Senatore della Repubblica? Perché non mi risponde nel merito, al posto di inseguire fantomatici troll di grillina memoria?

Buccarella dapprima risponde confutando i dati di Giornalettismo (a dire il vero, con argomentazioni apparentemente un po’ vaghe), ma subito dopo abbocca in pieno all’amo tesogli da Greco:

Sig. Greco, alla sua cortese domanda la risposta è no, non è vero…purtroppo le scrivo qui dall’aula e fra poco dovrò andare nella Giunta per il Regolamento per risolvere una questione triste relativa a soldi pubblici e sete di poltrone da parte di neo gruppi parlamentari.. però un consiglio glielo darei, se vuole, ogni volta che legge il sito citato faccia una bella verifica dei fatti elencati.. se poi invece è qui per trollare non credo che dedicherò altro tempo alle sue richieste ed inviti alla vergogna.. il suo profilo FB, peraltro, lascia temere che lei appartenga appunto a questa categoria… mi smentisca, please.

[…] Il sig. Greco ha un profilo vuoto con solo due vignette…ma chi diavolo vuole prendere per in giro? Guarda caso proprio ieri vedevo le statistiche dei cognomi e dalle nostre parti Greco è quello più diffuso….magari è il miglior cespuglio onomastico in cui un trollone vuole nascondersi….ma certamente mi smentirà e ci dirà chi è e se si sta divertendo…

Sorridendo all’accusa di trollaggio rivolta a un esperto di comunicazione politica (uno dei più giovani e brillanti della stessa città di provenienza di Buccarella, Lecce), che peraltro aveva firmato il suo intervento con tanto di nome e faccia, a rileggere bene lo scambio, però, un po’ di magone ti viene. Va benissimo il folklore del web, va ancora meglio il fatto che un rappresentante politico sia così “attivo e ruspante” sui social media. Ma non vorremmo che, con alcune delle sue risposte, sentendosi in difficoltà davanti ai tanti frequentatori della sua pagina Facebook, il Senatore Maurizio “Zizio” Buccarella avesse tentato di eseguire una sentenza, sommaria quanto improbabile.

Una sentenza che pare la faccia socialmediale dell’eliminazione fisica, tanto cara ai campioni dei videogiochi sparatutto e ai più autorevoli e carismatici tra gli indossatori di camicie coreane. Invece che decapitare, questa sentenza tenta di delegittimare la “social credibility” di un oppositore, il primo capitato a tiro. In questo caso, l’utente di Facebook che aveva pubblicato sulla bacheca di un Senatore una critica corredata del link a un famoso blog.

Per Buccarella, la paranoia grillina nei confronti del trolling (dei commentatori/disturbatori del web, che Grillo ha recentemente “sfidato”, al termine di una delle più difficili sessioni di moderazione di commenti della sua carriera di blogger) è al suo parossismo. Quello rappresentato dalle critiche è diventato un rischio talmente ingombrante, così insopportabile che, la prima manifestazione di dissenso avanzata da un cittadino – anche se legittima e documentata – equivale: 1) ad autocertificare di essere un troll; 2) ad agire solo ed esclusivamente per abbindolare gli utenti della Rete; 3) in ultima analisi, a non esistere.

L’equazione “commentatore contrario uguale troll” fa ridere poco nella sua ingenuità e nella sua semplicità. Se fosse stato un contrattacco politico, quello di Buccarella, anche il più acerrimo, sarebbe stato di certo molto più risibile di questa equazione.

Ho la fortuna di conoscere Roberto Greco da almeno 20 anni e posso confermare che, sebbene sia un ragazzo dotato di un discreto senso critico e sia in grado di argomentare con capacità di analisi e sintesi sui temi più disparati dell’attualità e della politica italiane, è una persona realmente esistente. Ci ho mangiato diversi kebab e, anche se non incontra del tutto i miei gusti personali in fatto di significant other, l’ho toccato più volte con mano.

Non vorrei farle la morale, però mi sembra necessario sintetizzare in una sola proposizione quello che penso dello scambio di commenti avvenuto tra lei e Roberto, 6 ore fa. Se un utente del web critica il Movimento 5 Stelle non è detto al 100% che sia non sia un troll. Quel che è certo è che esiste.

Segue raccolta firme atta a dimostrare l’esistenza di Roberto Greco, sondaggista. 

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7 thoughts on “Il mio amico troll

  1. io una volta, circa 15 anni fa, l'ho visto prendere il microfono del mio vecchio computer ed infilarselo nel naso. Ne sono sicuro, lo ricordo come se fosse ieri…

  2. Per chi non lo sapesse, Roberto e' figlio dei "fratelli Greco" e della "casa della caramella", due istituzioni leccesi.

  3. Roberto Greco, figlio dei Fratelli Greco e della Casa della Caramella (nonche' nipote del ben piu' famoso Pici), e' uno dei giovani imprenditori piu' noti nel panorama leccese. "Cervello" al di la degli schemi, non si nutre di kebab ma cena spesso all'Assunta Madre di Via Giulia che raggiunge in meno di un ora con il suo Gulfstream IV di stanza a Brindisi. E' geniale, ha intuizioni degne di una grande "penna" e rappresenta di certo il "nuovo" giornalista che non si vedeva in citta' dai tempi del Dott. Faivre. Tengo a dirci che quando viaggia non usa il trolley come vorrebbe far credere il Senatore grillino: Roberto Greco acquista il necessario, oltre che il superfluo, in loco, ad ogni viaggio. Contiamo su di lui. Alla prossima grande Bob

  4. Leggo solo oggi, non senza divertimento, l'articolo in commento…Come Roberto Greco potrà confermare, a distanza di qualche giorno dallo scambio di messaggi sulla mia bacheca, l'ho incontrato per strada nel centro storico quando, riconosciutomi, mi ha fermato per scambiare quattro chiacchiere….Ho così avuto il piacere di intrattenermi con lui e, innanzitutto, verificare la sua effettiva esistenza fisica…;-) Con l'occasione credo di aver potuto chiarire a Roberto alcuni aspetti a lui non noti relativi al Movimento ed a quello che stiamo facendo in Parlamento ed a scambiarci in maniera franca opinioni sul quadro politico. Converrete con me, però, che da utente 'ruspante' di FB, quando si analizza un profilo praticamente vuoto (come quello di Roberto almeno alla data dei fatti), e' più che lecito dubitare della effettiva corrispondenza del nominativo ad una persona reale…Saluto tutti i lettori, il vostro 'ruspante e reattivo' senatore del Movimento 5 Stelle…;-)

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