Fumare elettronico

foto paride de carlo

Le sigarette elettroniche – o, meglio, le rivendite di sigarette elettroniche – hanno invaso le città italiane. Come spesso accade per un certo taglio di blue jeans o di capelli, mentre una moda comincia a recedere nel resto d’Italia, nelle città piccole e molto orgogliose come Lecce, quella tendenza si intensifica. È un effetto della cosiddetta “sindrome del Dr. Marten’s”, che affligge ancora oggi un abitante su cinque di alcune zone rurali della Basilicata, dove gli anfibi color pastello sono stati introdotti solo nel 2012.

Così è per le e-cig. Se in grandi centri urbani come Roma o Milano (ma anche Bologna o Bari) le sovrabbondanti insegne dei templi del fumare digitale (aperti con un po’ troppo entusiasmo) cominciano a spegnersi, in città dalle dimensioni più piccole Puff Cigarette, Smooke, Bacco Italia Smoke continuano ad aprire allo stesso ritmo dei bazar cinesi.

Le rivendite di queste sigarette somigliano più a lounge bar particolarmente igienici che a un succedaneo del vostro tabaccaio di fiducia. A metà tra un’aperitiveria e una fumeria d’oppio, i negozi di e-cig sono arredati con lunghi banconi bianchi e lucidi e comodi divanetti, su cui si è invitati a sedere per saggiare le sigarette e i relativi tabacchi liquidi, da vaporizzare. Le essenze disponibili sono talmente tante che, sulle prime, i novelli utenti di e-cig vagano di negozio in negozio, fino a trovare quello che soddisfi perfettamente i propri gusti in fatto di tabacco o di commessa. Ci sono essenze e risposte personalizzate per tutte le tipologie di cliente: fumatori di Marlboro, di Diana, di cubani, di canne, Movimento 5 Stelle, Opus Dei.

Solo in via Imperatore Adriano, a Lecce, oggi sono attive due rivendite di cui una, affiliata alla Puff Cigarette, ha occupato piuttosto minacciosamente una vetrina sfitta accanto a quella storica della Clinica dell’Accendino, il luogo dove generazioni di tabagisti analogici salentini hanno ricoverato i loro preziosi Ronson, Zippo, Dupont, nella speranza che tornassero a funzionare. Per alcuni di quegli accendini potrebbe non esserci più niente da fare: quello che non ha potuto la corrosione del tempo sulle loro delicate pietre focaie, ha potuto la tecnologia.

Ma cosa sono davvero le e-cig? Un serbatoio che contiene il prezioso liquido con l’essenza (in 3 principali gradazioni di nicotina: 18, 9 e 0 mg/ml), un vaporizzatore, una batteria che alimenta il sistema e infine una cover colorata (vanno forte quelle rosa o rosse tra le signore, quelle scure o cromate fra i signori), che racchiude tutto e rende possibile mantenere attiva almeno una parte della gestualità del fumatore tradizionale.

Una tecnologia che non puzza, non sporca, non fa troppo male – non produce combustione e altri numerosi inconvenienti delle sigarette “vere” – ma che, in cambio, ti chiede di vivere costantemente tenendo in bocca un Uni-Posca o, in alternativa, un dildo da nana. Se è un prezzo troppo alto per il vostro travisamento da neobohémien o da suburban cowboy , la strada per il tabacchino la conoscete già. In caso contrario, benvenuti nel club degli svapatori.

Non ci poteva essere termine più sfigato di “svapare” per indicare l’atto del fruire di una sigaretta elettronica, ma i nerd che detengono il potere nei forum online dedicati alla materia hanno deciso così e non c’è stato niente da fare: alle categorie classiche di santi, navigatori, usurai e cassaintegrati, per gli italiani si è aggiunta anche quella di “svapatori”. A proposito di nerd: su YouTube c’è perfino una critica di e-liquid italiana, VapingMoon, pronta a deliziarvi con video recensioni da autentica sommelier/assaggiatrice di glicole propilenico, sentori fruttati inclusi.

***

Non possiamo nascondere che faccia una certa impressione, in ufficio, vedere metà sigaretta elettronica sporgere dalla porta USB del nostro vicino di scrivania, in ricarica. Certo però è che farebbe ancora più impressione sentirlo inveire contro una batteria al litio finita anzitempo, quindi meglio così. Una e-cig è un po’ come un e-book: ti dà il vantaggio di tenere sempre il “segno”, potendo essere lasciata e ripresa infinite volte, senza perdere il suo gusto (pazienza che è un po’ meno gustosa della sigaretta analogica).

Le famiglie adorano questi dispositivi, che permettono a un padre modello di continuare ad esserlo anche svapando mentre canta la ninna nanna alla sua bambina. Gli schiavi più avanzati della gestualità, continuano a fumare di nascosto, chiusi in bagno, anche le e-cig, ma questa è un’altra storia.

Anche la vita di coppia è migliorata, per gli svapatori: un tempo, baciare la propria partner fumatrice era un’impresa da Jonathan Dimensione Avventura. Oggi, grazie alle e-cig, è possibile pomiciare per ore, con la suggestione piacevolissima di farlo in una discoteca di Riccione, dato il sentore di macchina del fumo da dj che la propria compagna emette dalla bocca. Inoltre, pensate a come suonerebbe male, come scusa, all’atto dell’abbandono del tetto coniugale: “Amore, esco un attimo a comprare un refill di e-liquid Country Riserva”. La tentazione di non tornare più sarebbe presto dissipata dal timore di aver dimenticato il caricabatterie in casa.

Ci sono tantissimi svapatori diversi. Ci sono quelli che fumano elettronico solo per fumare di più, tanto per cominciare: anche quando sono al chiuso. Ci sono quelli che avevano smesso di fumare eroicamente e che tornano a fumare solo le e-cig. C’è lo svapatore ecclesiale: che era tendenzialmente ateo o comunque non praticante e che ha cominciato ad andare in chiesa solo per poterci fumare dentro. C’è lo svapatore fricchettone, che compra online Dio solo sa dove liquidi che conterrebbero principi attivi proibiti, che assume ascoltando reggae in mp3. I più coraggiosi provano di tutto: alcuni liquidi sono davvero estremi, come alcuni di Flavour Art (l’e-liquid al bacon su tutti, ma ci sono anche quelli al manzo bollito e al manzo arrosto).

***

Gli intellettuali, ça va sans dire, sono un po’ insorti contro la nuova estetica di queste sigarette, che prospettano di mandare in fumo decenni e decenni di pose e di aspirazioni da american dream.

F., Calimera, è un poeta di strada, fumatore analogico confermato. Gli abbiamo chiesto cosa pensasse del fenomeno delle sigarette elettroniche:

Vado fuori a fumare ché ci devo pensare un attimo, a cosa sarebbe stato James Dean con la sigaretta elettronica.  A cosa avrebbe scritto Hemingway se avesse svapato. A che voce avrebbe avuto Bob Marley se avesse trafficato in e-liquid. E Winston Churchill senza il suo sigaro? Avrebbe dovuto comprare una big battery per eguagliare il suo formato preferito? Quanta gente sarebbe rimasta senza donna se non avesse potuto fare accendere le belle sconosciute? Di cosa avrebbero potuto lamentarsi i non fumatori, prima dell’approvazione della legge che avrebbe reso i fumatori una casta inferiore e reietta? Non sarebbe mai nata una lobby dei fumatori, ma neanche quella dei non fumatori. Non ci sarebbe neanche mai stata una serie televisiva come Mad men.

Non ci sarebbe stato il piacere di diventare abbastanza intimi di un ristoratore solo per ottenerne la possibilità di fumargli dentro. La verità è che fumare la sigaretta elettronica è come piantare un cilum in un budino alla vaniglia o, bene che ti vada, alla betulla affumicata. La differenza che passa fra un fumatore analogico e uno digitale è la stessa che passa tra Tom Waits e Marco Mengoni.

Pochissimi esteti scorgono, dietro quei fumogeni poco odorosi, il simbolismo futuristico della e-cig, che è il bocchino del più elegante e multiforme dei narghilé, senza tubi e senza serbatoi. È tutto lì, in quei dieci centrimetri di plastica, litio, cartomizzazione o come diavolo lo chiamano quelle labbra della commessa, che incessantemente sfiatano parole melliflue e nuvolette azzurre che, combinate insieme, sono come il canto delle sirene senza più tosse del tabagismo liquido postmoderno.

***

Ma per capire il fascino delle sigarette elettroniche non è necessario essere pratici di metafore da Brucaliffi. Fumi 5 mezzi toscani al giorno? Nessun problema. La sirena ha la boccetta fatta apposta per te. Mentre ne estrae qualche goccia per fartela provare, il flaconcino potrebbe anche recare bene impreso il simbolo della Morte (e infatti lo reca), ma tu sei lì a guardarla dritta per dritta negli occhi, in attesa che si compia la beata speranza che lei sieda accanto a te in quel salottino bianco immacolato e che ti chieda se, nonostante il cartomizzatore che ti sta facendo provare sia stato già usato da un liquido aromatizzato vaniglia, le note di sigaro si sentono già, mentre la sua mano ti regge la e-cig e tu non vorresti altro che quel momento non finisse mai. Non capita tutti i giorni di farti sfiatare in faccia da una sirena.

A., di Merine, è un caso di fumatore analogico molto pragmatico, del tutto convertito:

Inaspettatamente, da quando ho cominciato a svapare non ho avuto alcuna nostalgia della sigaretta analogica, se non fosse per quell’irriproducibile sensazione del filtro tra le labbra mentre passeggio. È l’unica cosa che mi manca. Per il resto, ho tutto: mi tocco la tasca e trovo sempre qualcosa da fumare. Apprezzo molto anche l’hit: il colpo in gola.

Non ho avuto problemi fisici o di umore. La sigaretta elettronica sta rendendo la mia rinuncia al tabagismo molto meno traumatica ed emozionale. Non ho smesso di fumare, me ne rendo conto, ma ho fatto il primo passo in questa direzione e sono contento di non soffrire per le mie scelte. Mi piace il potere che ho di cambiare gradazione nicotinica del liquido e di tentare di dosarne il principio attivo. Questo mi porta a pensare di potermene affrancare col tempo.

Grandi scrittori hanno dedicato pagine memorabili a tentativi, spesso falliti, di smettere di fumare. Gabriel García Márquez scrive che smettere di fumare è come uccidere se stessi e ricominciare a vivere. Se non hai paura delle novità o dei ribaltamenti di prospettiva nella tua vita, la sigaretta elettronica è un’esperienza da provare. Sono convinto che aumenterai le probabilità di riuscire a smettere senza traumi (magari senza scriverci però pagine memorabili di letteratura, ma questa è un’altra storia).

 

Fino ad ora l’unico, vero inconveniente dell’elettrosigaretta è il seguente: il problema stesso della sopravvivenza della specie del fumatore. Un po’ come per l’omosessualità: riproduttivamente è a fondo perduto. Se tutti fumassero sigarette elettroniche (come se tutti, da un giorno all’altro, praticassero solo sesso anale) ecco, si porrebbe qualche problema sia per la sopravvivenza della specie del fumatore analogico, sia di quello digitale, perché, con tutto il rispetto, solo un pazzo comincia a fumare dalle elettroniche.

Per concludere, le e-cig sembrano davvero l’anomala droga di un anomalo periodo della storia del costume italiano e dell’intero Paese. Un modo scientifico di fare in pubblico qualcosa che fa male, ma solo per finta; mentre, in privato, possiamo continuare tranquillamente a farci malissimo per davvero.

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9 thoughts on “Fumare elettronico

  1. Bellissimo articolo…Comunque per evitare che vengano importati prodotti scadenti o pericolosi contenenti liquidi da zone poco “controllate” magari da clan malavitosi ritengo sia giusto che le sigarette elettroniche vengano commercializzate o nelle Farmacie o nelle Tabaccherie, questo per evitare speculazioni di ogni tipo…in questo modo se dovessero scoppiare sappiamo con chi prendercela!!!!! Da non fumatore aborro sia chi fuma il normale tabacco che contiene circa 4600 SOSTANZE NOCIVE…sia le sigarette elettroniche che nel liquido usato per svapare contiene in gran parte anche il GLICOLE usato anche come ANTIGELO PER LE AUTOMOBILI…………SE CONSIDERIAMO INOLTRE CHE LA SIGARETTA ELETTRONICA INVENTATA DA UN CINESE PROPRIO IN CINA è STATA VIETATA UN MOTIVO CI SARà….FACCIAMO BUONA INFORMAZIONE PER FAVORE….NON VORREI CHE CHI HA APERTO CON 4 SOLDI QUESTO TIPO DI ATTIVITà SPECULI SULA POVERA GENTE…!!!! GRAZIE e W CHI NON FUMA!!!

  2. mi spiegate questa storia dell'antigelo e gli altri "contro" della sigaretta elettronica? sono molto interessato a provare, ma non riesco a decidermi perchè non vorrei cadere dalla padella alla brace..
    grazie
    stefano

  3. Per evitare che vengano importati prodotti scadenti o pericolosi contenenti liquidi da zone poco “controllate” magari da clan malavitosi ritengo sia giusto che le sigarette elettroniche vengano commercializzate o nelle Farmacie o nelle Tabaccherie, questo per evitare speculazioni di ogni tipo…in questo modo se dovessero scoppiare sappiamo con chi prendercela!!!!! Da non fumatore aborro sia chi fuma il normale tabacco che contiene circa 4600 SOSTANZE NOCIVE…sia le sigarette elettroniche che nel liquido usato per svapare contiene in gran parte anche il GLICOLE usato anche come ANTIGELO PER LE AUTOMOBILI…FACCIAMO BUONA INFORMAZIONE PER FAVORE….NON VORREI CHE CHI HA APERTO CON 4 SOLDI QUESTO TIPO DI ATTIVITà SPECULI SULA POVERA GENTE…!! La gestualità e la dipendenza psicologica non vengono eliminate con la sigaretta elettronica, infatti più del 70% che la utilizzano tornano alle classiche entro 60 gg. I giovani con tale prodotto sono maggiormente esposti al vizio del fumo data la pubblicità che le aziende di e-cig attuano continuamente sul mercato. Inoltre l'approviggionamente dei materiali liquidi non è assolutamente regolamentato e certificato!!
    Stop a qualsiasi tipologia di fumo!

  4. È una mania di certe persone, il voler porre ogni cosa sotto l'egida di un'autorità superiore.
    Vendere le e-cigarette SOLO in Farmacia?
    Ma le farmacie non fanno alcun genere di prevenzione o controllo sulle e-cigarette… si limitano a venderle, come fanno i negozi specializzati, e non forniscono un servizio di controllo supplementare o una garanzia sanitaria "particolare" al consumatore.

  5. E' verissimo che il glicole propilenico viene messo come antigelo! E allora?
    Meglio non sapere dove altro vengono messe le altre 4600 sostanze tossiche della sigaretta normale.
    La verità è che è stato inflitto un duro colpo alle multinazionali del tabacco e adesso infatti qualcuno di questi tipo malboro sta studiando proprio
    la sigaretta elettronica per riprodurne una loro.
    Il glicole viene messo anche negli aromi alimentari e se viene ingerito non vedo come possa essere così dannoso se fumato.
    I danni della sigaretta normale con quella e-cig non sono nemmeno confrontabili.

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