STORMY MONDAY #29 – Colpi di coda

S’affondano le mani nelle casse/si trovano sacchetti pieni d’oro/e per governare, come fare?/Rubar, rubar, rubar, sempre rubare!/I nostri governator/son tutti malfattor/ci rubano tutto quanto/per farci da tutor! (Il crack delle banche, 1893)

Adatto come in pochi altri casi, risulta oggi introdurre il mese breve con “Donna Ginevra” – brano del 1893, composto in occasione del disastro della Banca di Roma. Le aderenze con lo scandalo della terza banca italiana, al centro del polverone politico-economico di queste giornate di fine gennaio, non sono poche: a ragion veduta, infatti, se n’è richiamato più volte il riferimento.
Ma già che siamo in par condicio, ce ne occuperemo solo per un appunto sul tema della testimonianza che ci fornisce il recupero di un brano composto oltre un secolo fa, per quanto, al variar dei soggetti, corrisponda il racconto di una verità drammaticamente attuale.

A fornirci la sponda per continuare nella nostra digressione – un po’ qualunquista, forse, ma in linea con la quotidiana interpretazione via blog – è il giovane Niccolò Carnesi, passato dalle parti dell’Arci Rubik di Guagnano questa settimana.
Perla della “Leva cantautorale degli anni zero”, a spasso per club e locali italiani a partire dall’esordio nel 2011. Al traino de “Il colpo”, fortunato singolo campione di i-Pod, e armato di una singolare raucedine, propugna il suo manifesto filosofico in pillole all’apparenza scanzonate, quindi efficaci e penetranti: “e i temi della quinta elementare/sono più profondi/di un programma elettorale”… e provateci a dirgli che sbaglia!

Colpo internazionale – l’ennesimo – del Canzoniere Grecanico Salentino, la prima, nonché la più importante e longeva formazione di riproposta della musica tradizionale salentina, fondato e coordinato in una prima fase da Rina Durante, animatrice culturale di origine salentina, attiva nella Capitale in pieno 1968. Nel solco dell’esportazione si inserisce il tour della band, dal primo febbraio alla volta delle principali città nordamericane: New York, Philadelphia, un salto in Canada e poi Minneapolis, Chicago, infine Austin a marzo. Il tour, ovviamente, è promosso da Pugliasounds, che rende possibile un gran numero di viaggi aerei. C’è da augurarsi che il gruppo possa conservare gli stessi standard anche quando i finanziamenti di Pugliasounds si esauriranno.

Perseveriamo nella par condicio citando anche il percorso inverso, ché in periodi pre-elettorali ci si specializza nella pratica del colpo alla botte e al cerchio, cui noi preferiamo di più “un colpo di cassa e rullante”. Colpi di groove, infatti, hanno scosso il sabato sera leccese per la prima assoluta di Black Label, formazione inedita capitanata dal newyorkese Mylious Johnson (già collaboratore di Madonna, Giorgia, Jovanotti, Tiziano Ferro, Pink, Destiny’s Child), di passaggio nell’entroterra salentino per via di quelle dinamiche che sfuggono alle identificazioni. Ma che fanno pensar bene: che qui si arriva per restare, perché si viene accolti in una vigorosa jam, animata da ben quattro sesti dei Bundamove a far da supporto, nonché da portabandiera pugliesi del genere. Che da Fela Kuti a Cesko (Après la Classe) il passo sia più breve di quanto sembri?

Il colpo di coda è l’ultimo estratto dalla faretra dei Toromeccanica, agli onori delle cronache prima con “Bungalow”, poi con “L’amore ai tempi della crisi”: brillante attualizzazione de “L’amore ai tempi del colera” di marqueziana memoria, da cui recupera titolo e topos letterario, indicando, con sagacia e immediatezza compositiva, la via per amare arrivando a fine mese. I salentini, adottati discograficamente da Milano, pubblicano il terzo singolo da “Star system” (2011): “Desisti”, finemente architettato sull’antitesi tra il sentimento e, in ragione dello stesso, la passione tutta terrena (quindi il compromesso) insito nella stessa lei.

Elisa Giacovelli

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