Parlamentarie Pd, vincono i circoli. E Lecce diventa marginale

È un risultato complesso da analizzare quello delle primarie per i parlamentari nel Salento. E che non si presa a letture univoche. Il dato di fondo è che l’affluenza non è stata bassa e a funzionare sono stati soprattutto i circoli del Partito Democratico sparsi sulla provincia, ognuno mobilitato in un voto di sostegno a questo o quel candidato o ticket. L’immagine complessiva conferma quella dello scontro interno tra personalità politiche e in questo scontro, mancando alternative dal basso (se si fa eccezione per il giovane Bianco), hanno pesato le appartenenze. L’altro dato inconfutabile è la marginalità del capoluogo, Lecce, che sembra un paese un po’ più grande degli altri e nel quale il Pd resta lacerato e senza una leadership riconosciuta da tutti, nonostante in questo 2012 la sua base di elettori, iscritti e militanti abbia affrontato le primarie per le amministrative, le amministrative, un congresso cittadino, le primarie per la premiership e quelle per i parlamentari. A conferma del fatto che le primarie, senza una vera sintesi politica (e qualcuno in grado di interpretarla) servono a poco.

Ecco la classifica delle parlamentarie Pd nel Salento: hanno votato 15.529 persone (15.365 i voti validi):

Bellanova T. 5.218
Capone L. 5163
Capone S. 4035
Massa F. 3091
Durante C. 2268
Antonica S. 2.022
Casilli C. 1924
Foresio P. 1782
Bianco P. 980
Bardoscia M.T. 339
Manca A. 292
Alemanno R. 183

Teresa Bellanova

Il voto ha premiato le figure istituzionali più forti (Bellanova e Loredana Capone), la dirigenza politica (il segretario Salvatore Capone) e l’appartenenza correntizia all’ala dalemiana (Fritz Massa). Il ticket che ha funzionato è senza dubbio quello tra Teresa Bellanova (parlamentare uscente) e il segretario provinciale Salvatore Capone. Appaiati praticamente ovunque sono riusciti a classificarsi primi in decine di seggi elettorali. La loro vittoria sembra segnare  una piccola svolta interna al partito, che sarà interessante riscontrare anche l’anno prossimo in sede di congresso provinciale. Non pienamente ortodossi al dalemismo, Bellanova e Capone rappresentano da un lato “la riscossa di Via Tasso”, ovvero del gruppo dirigente provinciale, più volte sotto attacco negli ultimi mesi da parte di personaggi, correnti e circoli, che ha saputo tenere botta e continuare, silenziosamente, a lavorare nel partito. Sono i mediani del Pd salentino. Poche interviste, meno visibilità mediatica e poca (o niente, nel caso di Capone) polemica pubblica. La loro vittoria è maturata in provincia, dove, lontano dai riflettori (ingannevoli) della città, hanno lavorato per risolvere conflitti interni, fare sintesi tra correnti e costruire così il consenso che queste primarie hanno fatto emergere. Bellanova e Capone occupano i primi due posti nei seggi di Veglie, Ugento, Trepuzzi, Specchia, Scorrano, Sanarica, San Pietro, San Cesario, Salve, Poggiardo, Nociglia, Muro Leccese, Morciano di Leuca, Maglie, Lizzanello, Lequile, Gallipoli, Gagliano, Collepasso, Cavallino, Carpignano, Cannole, Calimera, Andrano, Alezio e Alessano.

Per ciò che riguarda Loredana Capone, classificatasi seconda in assoluto, ha potuto contare soprattutto sulle sue forze  e sul suo bacino elettorale consolidato. Confrontando il voto  di queste primarie con quello delle preferenze collezionate dalla Capone alle ultime regionali è evidente che i risultati si specchiano e che esiste una forte rete di amministratori locali e di dirigenti di circolo interna al Pd salentino che è consolidata attorno a lei. Si tratta di un patrimonio di elettori e militanti pienamente organici al Partito Democratico ma che a causa della conflittualità interna, di cui la Capone soffre, sembrano un “partito nel partito”. La Capone (di origini margheritine ma in ottimi rapporti anche con l’ala dalemiana) è forte a Botrugno, Campi, Castrignano del Capo, Corsano, Cursi, Giuggianello, Matino, Melendugno, Melissano, Porto Cesareo, Salice, San Donato, Santa Cesarea, Taurisano, Taviano, Tricase e Uggiano La Chiesa.

Fritz Massa

La Grecìa salentina, invece, a questo giro ha preferito Fritz Massa a tutti gli altri candidati (in secondo luogo Teresa Bellanova e Sandra Antonica). Caso a parte rappresenta il seggio di Patù, vero e proprio feudo elettorale di Ernesto Abaterusso (ex parlamentare Pds, dalemiano di ferro), dove la totalità degli elettori ha scelto Fritz Massa e Loredana Capone (549 preferenze su 549 voti espressi). A parte le perplessità che può sollecitare (e sollecita) un grado così impressionante di militarizzazione del voto, il dato rende evidente quanto siano proprio gli Abaterusso l’anello di congiunzione, se così si può dire, tra la vicepresidente della Regione e il mondo dalemiano.  Tra l’altro è stato proprio il passo indietro di Gabriele Abaterusso, pare sollecitato da D’Alema in persona, ad aprire definitivamente la strada del Parlamento a Fritz Massa.

Francamente deludente il risultato di Cosimo Casilli, esponente della direzione nazionale del Pd e punto di riferimento dei lettiani salentini, che non riesce ad andare oltre il sesto posto, a conferma del calo di consistenza nel Salento  – a favore di Bersani – della corrente del vicesegretario Enrico Letta. Così come sicuramente si aspettava di più Cosimo Durante, ex sindaco di Leverano. I renziani non sono riusciti a capitalizzare il consenso riscontrato dal loro leader alle primarie per la scelta del candidato premier, pur mantenendo un buon radicamento su Lecce, Racale, Martano e Otranto. Balza all’occhio il fatto che a Cursi (dove appena un mese fa fu un plebiscito per Renzi) Paolo Foresio, leader dei renziani salentini, non riesca ad andare oltre il terzo posto. Incoraggiante il dato di Peirluigi Bianco, giovane esponente dei “ricircoli democratici” e dell’associazione “Puglia Futura” che va bene a Surbo, il suo paese, Sannicola (dove era sostenuto dal sindaco Nocera) e Parabita (dove era sostenuto dal consigliere comunale Marco Cataldo).

Loredana Capone

Toccherà dunque a Bellanova, Loredana Capone, Salvatore Capone e Fritz Massa rappresentare questo territorio nel prossimo Parlamento. E non c’è bisogno di ricordare quanto detto da Monti in conferenza stampa – perché è un pensiero condiviso da tutte le parti politiche – che la prossima sarà una assemblea sulla quale peserà l’onere di mettere un punto alla Seconda Repubblica e l’onore di cominciare una nuova storia. Su quali parole d’ordine? Per il Pd e il centrosinistra c’è da disegnare un futuro possibile per l’Italia e per l’Italia in Europa. Ed è chiaro che vecchie certezze dovranno essere smatellate per costruire su nuove basi il Paese che uscirà dalla crisi. Quello che in questa fase esprimerà il Salento in termini di parole per il futuro, di innovazione politica, di modernità, e pensieri sulla prospettiva politica ed economica dovrà uscire principalmente dalle teste dei “fantastici quattro” che gli elettori e i militanti del Pd salentino hanno deciso di incaricare di questa responsabilità. È chiaro che anche sul territorio ci sarà bisogno di aprire una nuova fase, in un momento in cui il repentino mutare del quadro politico nazionale potrebbe far deflagrare equilibri politici consolidati. E dal rapporto che questi eletti avranno col territorio dipenderà molto. E di questo compito sarà possibile, da subito, chiedergli conto.

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