STORMY MONDAY #28 – I CONTEMPORANEI E IL ROBESPIERRE DI SANREMO 2013

«Stavo scolando la pasta. Al TG1 hanno detto che vado a #Sanremo. Buon appetito!». Così twitta Simone Cristicchi subito dopo l’ufficializzazione della sua partecipazione al Festival di Sanremo 2013. Ma a molti telespetattori, compresi quelli dall’ugola d’oro, l’appetito sarà passato alla lettura dei nomi che gareggeranno alle prossime olimpiadi della canzone italiana. Ad annunciarli in anteprima giovedì 13, nell’edizione delle 13:30 del Tg1, lo stesso conduttore e direttore artistico Fabio Fazio. Nel porto di Sanremo e nella sede Rai di viale Mazzini già c’era aria di tempesta, dopo l’imprevista anticipazione delle elezioni politiche, che andrebbero a posticipare la cinque-giorni sanremese, fissata già da tempo dal 12 al 16 febbraio, poiché secondo Antonio Verro (consigliere di amministrazione Rai in quota Pdl) sarebbe impossibile gestire la sovrapposizione degli eventi, sia per lo spazio televisivo necessario ai confronti elettorali sia per il famoso clima di par condicio, che non sarebbe garantito da Fabio Fazio e dalla co-conduttrice Luciana Littizzetto, già nell’occhio del ciclone per aver scatenato un tripudio di applausi durante il suo appuntamento cult a “Che tempo che fa”, a seguito della scottante affermazione: «Torna Berlu, sale lo spread. Ora non dico che deve avere pudore, che è un sentimento antico. Ma almeno una pragmatica sensazione di avere rotto il cazzo».

Ad arroventare ulteriormente l’ondata di polemiche pre-sanremesi un inatteso coup de théâtre. La grande rivoluzione di Fazio doveva essere lo scontro diretto, non più tra cantanti, ma tra due canzoni dello stesso artista, in modo tale da arricchire l’offerta musicale e garantire la finalissima a tutti. E invece si è spinto oltre, sbandierando una lista di 14 “Big” che spodesta re e regine della canzone italiana secondo il principio di “contemporaneità”. Ma in realtà si tratta di un Robespierre nella sua fase dittatoriale, che non tiene assolutamente conto dei concetti di meritocrazia, di democrazia e quindi di volontà popolare, poiché, a servizio dei soliti quattro boss discografici e dei suoi amici, alla fine sembrerebbe accontentare solo la gioventù più estrema: da un lato i frequentatori dei circoli Arci, del Primo Maggio e della Festa dell’Unità, e dall’altro il pubblico dei talent show.

I CONTEMPORANEI. A capeggiare la schiera delle cinque “Contemporanee”, che inaspettatamente lasciano a casa dive della canzone come Mietta, Oxa, Vanoni, Nada e Ruggiero, è la vincitrice annunciata Chiara Galiazzo. Molti si chiederanno: “Chiara chi?”. Un’escalation più veloce della luce quella della giovane cantante venuta da Saionara, in provincia di Padova, che non può che far pensare a un piano messo a punto dalla Sony Music. A distanza di poche ore dalla prevedibilissima vittoria della sesta edizione di X-Factor su Sky Italia – nemmeno il tempo che il suo EP di debutto venisse distribuito nei negozi –, si trova con due nuovi inediti d’autore (“L’esperienza dell’amore” di Federico Zampaglione e “Il futuro che sarà” di Francesco Bianconi), investita nel ruolo di Big dell’imminente Sanremo. Nonostante gli elogi di Mina, la grandezza di Chiara è ancora tutta da dimostrare. La sua timbrica è talmente originale che molti avranno difficoltà nel distinguerla da quella altrettanto insignificante della sua sfidante numero uno: Annalisa, imposta dalla Warner Music e dall’ormai immancabile Maria De Filippi, da anni regina d’Italia con tronisti e Amici da karaoke. I presunti critici alla corte di Maria, che sono arrivati perfino a decantare le doti artistiche di Marco Carta senza un minimo di pudore, le hanno regalato ben due premi della critica, nemmeno si trattasse della nuova Mia Martini. Una delle tante trovate della De Filippi per legittimare un talento impercettibile di derivazione megghianna. Il motivo della sua presenza è dettato da una situazione di collasso delle vendite. Nonostante la forte pubblicità televisiva e radiofonica, il secondo album di Nali (l’unica originalità è rintraccibile probabilmente solo nel soprannome) non si è confermato disco di platino e non ha raggiunto nemmeno il disco d’oro. Ora corre ai ripari con due nuovi brani commissionati per l’occasione: “Non so ballare” di Ermal Meta della band barese La Fame di Camilla e “Scintille” di Antonio Galbiati (autore per Ramazzotti e Pausini) e Alessandro Faini (autore per Emma e Alessandra Amoroso).

Un altro clamoroso flop da arginare è quello di Malika Ayane. La spinta radiofonica del singolo “Tre cose” non è riuscita a far decollare il suo nuovo album, intitolato “Ricreazione”. I dischi di platino sembrano ormai impossibili da raggiungere e la sua nota discografica Caterina Caselli, amica di Fazio e ormai inclusa nel pacco Sanremo, non può che tentare il recupero con un repackaging dell’album, anche per rifarsi dalla cocente delusione dello scorso Festival, in cui era convinta di aver trovato nella giovane cantautrice barese Erica Mou la sua nuova gallinella dalle uova d’oro, che invece non è riuscita nemmeno a entrare nella Top 100 Album FIMI (la classifica ufficiale degli album più venduti della settimana). Per andare sul sicuro e sfruttare le risorse interne all’azienda, la boss della Sugar Music ha commissionato i due brani per Sanremo a Giuliano Sangiorgi: “E se poi” e “Niente”. Ma la vocalità allo sbadiglio di Malika sembra aver già stufato. Talmente costruita e priva di estensione da poter essere imitata alla perfezione dall’ultima show girl di turno della Rai: Pamela Camassa.

Ad avere la meglio su di lei potrebbe essere la novità Simona Molinari, seconda cantante targata Warner Music. Ancora sconosciuta al grande pubblico, pare sia stata chiamata da Fazio per firmare la sua presenza in largo anticipo. In coppia con il cantautore statunitense Peter Cincotti canterà “Dr. Jekyll and Mr. Hide” e “La felicità”, inedito recuperato dal cassetto di Lelio Luttazzi. Una ventata di sano pop-jazz non giustifica però l’eliminazione di una Petra Magoni, che assieme a Ferruccio Spinetti avrebbe dato vita a un spettacolo musicale e vocale davvero innovativo sotto quello che ormai è un marchio di qualità: Musica Nuda.

Nella rosa delle Contemporanee spunta a sorpresa Maria Nazionale, l’amica dell’amico di Fazio: Roberto Saviano. L’unica donna over 40 ammessa alla gara. Più che per i duetti con Malgioglio, D’Angelo e De Gregori, potrebbe essere riconosciuta per il suo esordio d’attrice nel film Gomorra, tratto per l’appunto dal bestseller di Saviano. In bilico tra il trash e il popolare, ha un’identità più partenopea che nazionale. A differenza di una Teresa De Sio o di una Pietra Montecorvino, non è certo da annoverare nella schiera delle voci caratteristiche del folk italiano, ma i suoi due brani, “Quando non parlo” e “E’ colpa mia” – firmati da Gragnaniello e dal duo Servillo-Mesolella, già marchio di fabbrica degli Avion Travel – destano molta curiosità.

Sempre in blocco di cinque i rappresentanti del sesso forte. Sembra che, ad alzare il livello, ci debbano pensare i cantautori più rappresentativi degli ultimi trent’anni. Spiccano: Daniele Silvestri (Sony Music) con “A bocca chiusa” e “Il bisogno di te”, Max Gazzè (Universal Music) con “Sotto casa” e “I tuoi maledettissimi impegni”, e il più giovane Simone Cristicchi (Sony Music) con “La prima volta” e “Mi manchi”. A portarli per la prima volta sul palco di Sanremo fu Pippo Baudo, e questo va ricordato. A Sanremo devono una sufficiente popolarità, che sono riusciti a tenere più o meno stabile, grazie anche a un’intensa attività live e discografica. L’ulteriore elemento che gli accomuna è il quattro, ossia il numero di partecipazioni al Festival di Sanremo.

Chiudono il cerchio degli uomini solisti: il pianista e cantautore dalla formazione jazz Raphael Gualazzi con “Sai (ci basta un sogno)” e “Senza ritegno”; e Marco Mengoni, in gara con “Bellissimo”, scritto da Gianna Nannini, Pacifico e Davide Tagliapietra (musicista e compagno di Mietta), e “L’Essenziale” di Roberto Casalino (autore di molti giovani talent). Entrambi bissano la loro partecipazione al Festival di Sanremo. E se Il primo alza a due il numero dei posti nei Big prenotati da Caterina Caselli (è lecito chiedersi se in cambio non abbia offerto l’ospitata dell’artista di punta della Sugar, Andrea Bocelli, nella serata dei duetti), il secondo porta a quota due i cantanti targati X-Factor. Scivolato dal platino all’oro, Mengoni necessitava di un immediato rilancio. Evidentemenete hanno creduto meno nella rimonta di Giusy Ferreri e Nathalie, sempre creature dell’accoppiata Sony/X-Factor ma inesorabilmente cestinate.

Pur rimanendo in zona X-Factor passiamo al blocco delle band, questa volta composto da quattro. L’ammissione degli Elii è stato un secondo schiaffo alla bocciatura di Morgan. Nettamente schiacciato dalla bravura di Morgan nel ruolo di giudice e tutor di X-Factor, Elio è infatti inaspettatamente scampato alla strage di Fazio. Elio e le Storie Tese si ripresenteranno così, a diciassette anni di distanza dall’exploit sanremese con la “Terra dei cachi” e a cinque anni dall’ultimo album in studio, per presentare “Dannati forever” e “La canzone mononota”. Raiz invece si riunirà agli Almamegretta, al loro debutto sul palco del teatro Ariston, con “Mamma non lo sa” e “Onda che vai”. Molti fans della band partenopea avranno storto il naso, ma al fascino del Festival non resiste nessuno, nemmeno i più underground. Nel corso degli ultimi anni si sono alternati gli Afterhours, i Marlene Kuntz, i Subsonica, i Negramaro, e ora, dopo vari tentativi sfumati, si realizzerà anche il sogno dei Marta sui Tubi. A conclusione di un lavoro che va avanti da dieci anni, si esibiranno nel tempio della canzone Italiana, e addirittura tra i Big, con “Dispari” e “Vorrei”. Si spera che saranno un ottimo antidoto contro i Modà, che con “Come l’acqua dentro il mare” e “Se si potesse non morire” chiuderanno il sipario.

A fare da vaccino contro la costante dose di talent che ci iniettano, volenti o nolenti, ci provano le parole di Niccolò Fabi: «I talent show non mi piacciono. Non fanno bene alla musica e tanto meno alla tv; magari solo a qualche casa discografica che sfruttandoli riesce a racimolare qualche soldino in più. Usano i sogni della nuova generazione, ma mica per scopi di educazione musicale».

Ugo Stomeo

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13 thoughts on “STORMY MONDAY #28 – I CONTEMPORANEI E IL ROBESPIERRE DI SANREMO 2013

  1. Ma fra tanta ironia sparsa qui e lì leggo che Nazionale e Mengoni cantano le stesse canzoni. L'articolo saccente ne ha un po' per tutti ma gli errori e la presunzione gliene minano la credibilità.

  2. L'ho letto tutto d'un fiato! Un lavoro mirabile. Non mancano frecciatine perfettamente circostanziate (marchio di fabbrica ormai noto dell'autore) bilanciate da quadretti monografici sugli artisti che sono dei veri e propri gioiellini di sintesi. I miei complimenti.

  3. Condivido parola per parola . Ugo scrive davvero bene, e non posso non essere d'accordo con ciò che ha scritto in questo suo articolo. Quello che è stato fatto quest'anno a sanremo è davvero vergognoso….le grandi interpreti della musica italiana "cannate" per dar spazio ai talent e ai compagni di fazio. Sinceramente penso sia uno dei cast più brutti della storia del festival!

  4. Come al solito ci si dimentica che il festival della canzone italiana è appunto il festival della canzone, NON dei cantanti… quelli si sa, possono piacere oppure non piacere e ogni anno inevitabilmente ci troviamo di fronte a queste critiche al vetriolo che dal mio punto di vista così come nascono sono destinate a sparire per la loro inutilità… tanto si sa, se in questo cast ci fosse stata la vostra beniamina di turno questo articolo di certo non avrebbe questa forma e contenuto. prima di giudicare o sparare sentenze io (sottolineo io) aspetterei di ascoltare le canzoni, perchè i veri intenditori di musica e di canzoni, i critici (e ovviamente anche la gente comune) generalmente fanno o dovrebbero fare così…

  5. Purtroppo ormai il termine criticare è usato come sinonimo di distruggere…quanta superficialità e pregiudizio nel giudizio sui "ragazzi dei talent"

  6. Questo articolo mi è decisamente piaciuto,è senza obra di dubbio pungente,ma condivido punto per punto le critiche ad Annalisa e Malyka Ayane,sono cantanti troppo sopravvalutati e super appoggiati da grandi case discografiche a discapito di tanti artisti che hanno reso la musica Italiana importante e oggi messi da parte.

  7. Complimenti per le offese gratuite ad Annalisa. Se conoscessi le canzoni che ha scritto e composto prima di entrare ad Amici non parleresti così, sei solo uno dei tanti presuntuosi che parla solo per sentito dire.

  8. Adesso non voglio fare lo spocchioso saccente, ma un un critico musicale uno vero, non un luzzato Fegiz qualsiasi o un malgioglio dei noi altri lo vede subito se uno ha talento, l'X factor o quello che è e non dopo 20 anni di carriera o di oblio quando ci sono arrivati a capirlo anche muri.

  9. Ugo Sciacquati la bocca prima di sparare a Zero Sei un imbecille, Annalisa e brava una voce originale brani raffinati torcete il naso solo perché esce dal talent targato Maria, la vostra e solo invidia e per vendere un articolo diffameresti pure tua madre.

  10. Articolo a dir poco scandaloso.. Dare dell'insignificante ad Annalisa te la posso fare anche passare, ma dire che la vocalità di Malika provoca sbadiglio mi fa capire che di musica non capisci proprio niente!

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