Monti piace e si compiace. E l’economia sprofonda

Pare proprio che la politica in questo sfortunato paese sia messa ben male. E, per inciso, questa volta non mi riferisco alle esternazioni del vecchio satiro. Ieri il poveretto sembrava il comandante del “Titanic” dopo l’urto con il ghiacciaio; oggi per la verità ricorda più il comandante Schettino. Si tratta di un uomo disturbato che probabilmente sarà votato da una minoranza d’italiani anche loro “disturbati”. E più non se ne parli.

La vera anomalia di questa fase politica sta diventando Monti e con lui la composita “armata di centristi” che vive in trepidante attesa del suo gesto. Per la verità è già abbastanza mortificante che anche sulle vicende che sarebbero di stretta competenza degli elettori italiani, tutti gli organismi internazionali (dall’ONU alla Croce Rossa) abbiano da dire la loro.
Ultima in ordine di tempo l’assemblea del Partito Popolare Europeo. Qui si è celebrato il capolavoro del trasformismo; la richiesta di candidatura del professore alle prossime elezioni italiane è avvenuta alla stessa presenza proprio di chi solo pochi giorni prima lo aveva cacciato dal governo per “manifesta” incapacità. E’ come se l’assemblea dei popolari europei improvvisamente abbia deciso di esautorare tutti i soggetti moderati di questo paese (i loro leader e le loro platee congressuali) e constatata la loro evidente inanità si sia trasformata in una specie di organo deliberante sulla politica italiana. Francamente non mi sembra che né nel caso delle elezioni francesi, né di quelle tedesche o spagnole i conservatori europei si siano spinti fino a questo punto.

Ma ancora più singolare il comportamento del professore. Lui piace a tutti e di questo si compiace. Piace ai conservatori del vecchio continente, e piace ai consiglieri di Obama; piace a Eugenio Scalfari e piace al fascistissimo sindaco di Roma; lui si reca tranquillamente alla riunione dei popolari europei senza pretendere alcuna nota di biasimo sul comportamento del Pdl e però non prova alcun senso di disgusto a essere evidentemente utilizzato contro il Partito Democratico, nonostante questo lo abbia lealmente sostenuto in tutti i passaggi politici ( anche quando le cazzate sue e dei suoi ministri risultavano evidenti). Proprio un campione di coerenza. Come i suoi sostenitori, per altro. Pare poi che non si contino più le riunioni tra il ministro Riccardi e Luca Cordero di Montezemolo. I maligni sostengono che forse il prossimo Natale, i poveri di Trastevere della comunità di Sant’Egidio, saranno accompagnati al previsto cenone, in rombanti Ferrari.
Di Casini, Rutelli e Fini non c’è più traccia (e per altro i sondaggi nei loro confronti sono giusti e impietosi).

A margine forse andrebbe detto che il debito pubblico italiano ha sfondato nel mese di ottobre i fatidici 2000 miliardi “il più alto livello della storia” (sostiene candidamente il bollettino della Banca d’Italia), aumentando rispetto all’inizio dell’anno di circa il 4%.
E questo è avvenuto nonostante che le entrate tributarie fossero salite nello stesso tempo di oltre 310 miliardi di euro. Direi che ora tocca alla sinistra. Consiglierei a tutti i detrattori (italiani e mondiali) dell’alleanza tra Bersani e Vendola di andarsi a riguardare gli ultimi dati economici nella regione del comunista Nichi Vendola.

Scoprirebbero che in piena crisi economica e nonostante la vicenda dell’Ilva di Taranto, la regione Puglia ha raggiunto una serie d’indicatori economici( export, nuovi occupati, utilizzazione delle risorse europee, incremento dei dati sul turismo e sull’uso dei principali aeroporti ecc) assolutamente in contro tendenza rispetto ad altre regioni e al resto del paese. Ma questi sembrano dettagli insignificanti per il Partito Popolare europeo o per Luca Cordero di Montezemolo.

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