Hate speech: come comunica l’odio. Il seminario di Seyf a Lecce

Hate-speech è un’espressione anglosassone che significa letteralmente “discorsi d’odio”. Identifica le semplificazioni brutali attraverso le quali in una società che la crisi economica spinge verso una sorta di bipolarismo dell’esistenza le persone, le organizzazioni politiche, economiche e sociali, tendono ad organizzare la propria comunicazione. In altre parole se la crisi crea gap sociali, aumenta la fame e acuisce le guerre tra poveri, inevitabilmente genera divisioni e aumenta gli stereotipi. Questa drastica (e apparente) riduzione della complessità dei problemi, che sopravanza il confronto e il ragionamento ponderato, spesso anche la razionalità, si manifesta proprio attraverso gli hate-speech.

L’argomento sarà affrontato a Lecce nel teatrino dell’ex convitto Palmieri (Piazzetta Carducci), dal 17 al 19 dicembre 2012 attraverso un seminario interattivo, “Social Rightwork”. Il seminario è una formula capace di coniugare la trasmissione di contenuti (attività mattutine dalle 10 alle 13) e l’applicazione pratica degli stessi (attività pomeridiane dalle 16 alle 20).

Social Rightwork è un progetto organizzato da “SEYF- South Europe Youth Forum” e supportato dal Consiglio d’Europa con l’obiettivo di raccontare storie di discriminazione e bullismo online, prevenire il fenomeno delle discriminazioni sui nuovi media e combattere la diffusione di parole di incitamento all’odio sui social network e internet (gli hate-speech).

I cicli mattutini saranno aperti al pubblico e al dibattito con esperti del settore, mentre quelli pomeridiani saranno riservati, tramite preregistrazione su www.seyf.eu, a studenti universitari, docenti e formatori, referenti/delegati di organizzazioni, ed associazioni pubbliche e private e chiunque abbia un particolare interesse per i temi affrontati. Studenti di Scienze Politiche e Assistenti Sociali iscritti all’albo potranno riconoscere crediti.

Nella dimensione tutt’altro che verticale scelta per il workshop, si proverà a trasferire la vita del web e della comunicazione (politica, sociale, culturale, umana) nella realtà dei fatti. In una prospettiva ritrovata e collettiva, in“Social rightwork” verranno messe insieme le voci che compongono l’universo della comunicazione con quello dell’attivismo, dei diritti umani e della formazione, puntando a ritrovare una dimensione totale degli argomenti che generano le parole di incitamento all’odio. Il programma prevede gli interventi di giornalisti, sociologi, giuristi, attivisti e blogger, insegnanti, esponenti del mondo della politica. Un universo in una stanza per provare a disinnescare le silenziose discriminazioni quotidiane. Un universo in una stanza per ricreare un nuovo big bang solidale, virtuale ma reale.

 Sandro Accogli, Vincenzo Lotito

 

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